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I numeri appena diffusi dall'UNRAE sulle immatricolazioni auto in Italia mettono a segno uno storico punto di svolta per la transizione energetica del nostro Paese. Per la prima volta nella storia del mercato nazionale, le vetture puramente elettriche (BEV) hanno sfondato la soglia psicologica e commerciale delle 100.000 unità vendute in meno di un anno, raggiungendo l'esatta quota di 102.257 immatricolazioni nel periodo compreso tra gennaio e settembre 2026.
Si tratta di un balzo del 66,9% rispetto allo stesso periodo del 2025, quando le elettriche si fermavano a quota 61.253. Il dato assume un peso ancora più dirompente se paragonato ai volumi dell'intero anno passato, quando i veicoli a batteria avevano toccato il loro massimo storico fermandosi a circa 94.000 unità totali nei dodici mesi. Con un ultimo trimestre ancora da contabilizzare, la quota di mercato delle BEV sale così all'8,0%, trainata da un settore automotive che nel suo complesso mostra piccoli segnali positivi: il mese di settembre ha registrato oltre 141.000 immatricolazioni (+10,2%), portando il bilancio progressivo dell'anno a 1.282.906 vetture, in crescita dell'8,9% su base annua.
L'analisi per alimentazione evidenzia una riorganizzazione profonda e irreversibile delle preferenze degli automobilisti italiani, ormai orientati in massa verso l'elettrificazione. Le ibride (Mild+Full Hybrid) si confermano la vera spina dorsale del mercato con oltre 634.000 unità immatricolate nei nove mesi (+21%) e una quota che sfiora la metà dell'intero parco macchine venduto (49,4%). A gonfie vele viaggiano anche le ibride plug-in (PHEV), che con 122.495 immatricolazioni segnano un clamoroso +73% e si accaparrano il 9,5% del mercato.
A fare le spese di questa rivoluzione silenziosa sono le motorizzazioni tradizionali. Le auto a benzina registrano una netta contrazione del 16,3%, scendendo a 248.910 unità e riducendo la propria fetta al 19,4%. Flette anche il GPL (-16,4%), ma il calo più drastico resta quello del diesel puro, che crolla del 27,4% fermandosi a poco più di 83.000 targhe; un numero che confina ormai il gasolio a un marginale 6,5% di quota, lontanissimo dai fasti di appena un decennio fa.
Le dinamiche di questa transizione si riflettono in modo inequivocabile sulla classifica delle dieci auto più vendute in Italia, che conferma la storica egemonia del gruppo Stellantis nelle posizioni di vertice, ma certifica anche la rapida scalata delle novità ad accessibilità democratica. La leadership assoluta resta nelle mani dell'intramontabile Fiat Panda, che domina incontrastata con 86.378 unità, seguita a debita distanza dalla Jeep Avenger (36.029) e dalla Dacia Sandero (32.831).
Ai piedi del podio si piazza subito la neonata Fiat Grande Panda, capace di totalizzare in poco tempo oltre 30.600 targhe, superando la Citroën C3 (quinta con quasi 28.000 unità) e le agguerrite Toyota Yaris Cross e Renault Clio. A chiudere la top ten figurano la Toyota Aygo X, la Peugeot 208 (decima) e, vera sorpresa del 2026, la Leapmotor T03. La cittadina elettrica del marchio cinese, distribuita in Europa grazie alla joint-venture con Stellantis, conquista infatti la nona posizione assoluta con ben 23.190 vetture consegnate. Un segnale chiarissimo: l'arrivo sul mercato di modelli a batteria sotto la soglia dei 20.000 euro sta progressivamente abbattendo le barriere d'acquisto.