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Il futuro di Porsche prende una direzione diversa da quella che sembrava ormai tracciata negli ultimi anni. Al Capital Markets Day 2026, organizzato al Weissach Development Centre, la Casa tedesca ha presentato la nuova strategia “Sportwagenschmiede ’35”, un piano che punta a rafforzare l’identità sportiva del marchio, aumentare la redditività e ridurre la dipendenza dai grandi volumi di vendita. Ma soprattutto ha chiarito un punto destinato a far discutere appassionati e industria: la Porsche 911 non diventerà mai completamente elettrica. A confermarlo è stato il CEO Michael Leiters, alla guida di Porsche dal gennaio 2026. La dichiarazione non riguarda semplicemente i prossimi anni, ma rappresenta una precisa scelta strategica sul modello simbolo della Casa. La 911 continuerà quindi a essere legata al mondo dei propulsori termici, eventualmente affiancati da sistemi ibridi ad alte prestazioni, mentre la mobilità elettrica troverà spazio su altre famiglie della gamma.
“I can assure you: the 911 will never be electric”. Il messaggio di Leiters è particolarmente netto: non ci sarà una Porsche 911 EV. La posizione era già stata anticipata nei mesi scorsi, ma durante il Capital Markets Day è stata inserita all'interno di una strategia industriale più ampia e quindi assume un peso ancora maggiore. Questo non significa, però, che Porsche abbia intenzione di abbandonare l'elettrificazione. Al contrario, la Casa continuerà a investire nelle batterie e nei modelli completamente elettrici. La differenza sta nel modo in cui le diverse tecnologie saranno distribuite nella gamma.
Per i modelli più sportivi e prestigiosi, e in particolare per la 911, Porsche vede ancora un ruolo centrale per il motore a combustione interna e per l'ibrido plug-in. La stessa azienda ha definito il proprio approccio come una strategia a tre tipologie di propulsione: endotermica, ibrida ed elettrica. L'obiettivo è mantenere la possibilità di proporre la tecnologia più adatta alle caratteristiche del singolo modello e alle esigenze dei clienti, anziché imporre un'unica soluzione a tutta la gamma.
Il fatto che non arriverà una 911 elettrica non significa dunque che il modello resterà immutato. Porsche ha già indicato nell'ibrido ad alte prestazioni una componente fondamentale del futuro della 911. L'elettrificazione può infatti contribuire a migliorare prestazioni, risposta del motore ed efficienza senza rinunciare all'esperienza di guida associata al sei cilindri boxer e, più in generale, alla filosofia della sportiva tedesca. È una distinzione importante anche dal punto di vista commerciale. Porsche non sta scegliendo tra passato e futuro, ma cerca di costruire una gamma nella quale combustione, ibrido ed elettrico possano coesistere.
Nel corso del Capital Markets Day, la Casa ha indicato un orientamento verso un rapporto di circa due modelli con motore termico o ibrido per ogni modello completamente elettrico. La scelta riflette anche un rallentamento della domanda di vetture elettriche rispetto alle aspettative iniziali. Nel primo semestre 2026 Porsche ha consegnato 122.306 vetture, in calo rispetto alle 146.391 dello stesso periodo dell'anno precedente. In controtendenza, la 911 ha registrato 30.534 consegne, con una crescita del 19%. Un dato che aiuta a comprendere perché Porsche voglia continuare a investire proprio nella sua sportiva simbolo.
La sorpresa più interessante del Capital Markets Day non riguarda però soltanto ciò che Porsche non farà. La Casa ha infatti annunciato lo sviluppo di una possibile piattaforma per una nuova supercar a motore centrale, destinata a collocarsi sopra la 911. Il progetto rappresenta un ritorno a una filosofia già esplorata da Porsche con modelli estremi come la 918 Spyder, ma questa volta inserita in una strategia di prodotto destinata a rafforzare ulteriormente il posizionamento del marchio nel segmento delle vetture ad altissimo valore.
Porsche ha comunicato che il 15 ottobre fornirà una prima anticipazione della piattaforma, mentre ulteriori dettagli sul modello non sono ancora stati ufficializzati. La futura sportiva potrebbe quindi diventare il nuovo modello halo della gamma, lasciando alla 911 il ruolo di icona centrale della famiglia delle sportive Porsche. La Casa ha parlato esplicitamente di una piattaforma mid-engine, ma non ha ancora comunicato in via definitiva le caratteristiche del propulsore o le specifiche tecniche della vettura.
La scelta di mantenere la 911 al centro del progetto sportivo si inserisce in un cambiamento molto più ampio. La strategia Sportwagenschmiede ’35 introduce infatti il principio “Value over Volume”, con l'obiettivo di aumentare il valore medio delle vetture vendute invece di inseguire la crescita dei volumi. Porsche punta a portare il punto di pareggio sotto quota 200.000 vetture all'anno, contro le 279.449 consegnate nel 2025. Parallelamente, l'azienda vuole ridurre di circa il 20% il numero delle varianti presenti in gamma e aumentare il volume medio per singolo modello.
L'obiettivo finanziario di medio periodo è un margine operativo compreso tra il 10 e il 15%, mentre il target strategico di lungo termine sale al 15%. Il piano prevede inoltre una maggiore attenzione ai modelli dei segmenti superiori D ed E, una crescita delle possibilità di personalizzazione e un ulteriore sviluppo delle vetture ad alte prestazioni. Porsche vuole aumentare il prezzo medio dei suoi modelli top di circa il 20%, facendo leva anche sui programmi di personalizzazione e sulle versioni speciali.
La nuova strategia non si limita alle sportive. Porsche continuerà a sviluppare una gamma composta da tecnologie differenti. La 718 Boxster e Cayman elettrica resta prevista, con il 2028 indicato come anno di riferimento per il pieno contributo commerciale dei nuovi modelli. Parallelamente, la Casa prevede un nuovo SUV compatto con motore endotermico e tecnologia plug-in hybrid, destinato a essere proposto accanto al Macan elettrico. Anche sul fronte dei SUV di fascia alta Porsche sta valutando ulteriori possibilità, compreso un modello posizionato sopra il Cayenne.
È una svolta significativa rispetto all'accelerazione verso l'elettrico immaginata qualche anno fa. Porsche non rinnega la tecnologia BEV, ma riconosce che la velocità della transizione varia in base ai mercati e, soprattutto, al tipo di automobile. Per una berlina o un SUV la soluzione elettrica può essere centrale; per una vettura come la 911, invece, il carattere del propulsore e l'esperienza di guida continuano ad avere un peso decisivo.
Il messaggio arrivato da Weissach è dunque chiaro: la Porsche 911 non sarà elettrica, ma non per questo resterà estranea all'evoluzione tecnologica. L'ibridazione ad alte prestazioni rappresenta la strada individuata per combinare prestazioni, efficienza e continuità con una tradizione tecnica che Porsche considera parte integrante dell'identità del modello. E mentre la 911 continuerà a rappresentare uno dei pilastri della gamma, la Casa prepara una vettura ancora più esclusiva, potenzialmente destinata a diventare il nuovo vertice della famiglia.
La combinazione tra 911 termica/ibrida, 718 elettrica, SUV a diverse alimentazioni e futura supercar a motore centrale fotografa meglio di qualsiasi slogan la nuova strategia Porsche. Dopo anni nei quali l'elettrico sembrava destinato a diventare la risposta universale dell'industria automobilistica, Porsche sceglie quindi una strada più pragmatica: più tecnologie, meno volumi e più esclusività. Per gli appassionati della 911, soprattutto, la notizia più importante è una sola: almeno secondo il piano presentato oggi, il legame tra la sportiva di Zuffenhausen e il motore termico è destinato a durare ancora a lungo.