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Caso Diesel: UE chiede a VW risarcimento anche per gli europei

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La commissaria all'industria Elzbieta Bienkowska critica la differenza di trattamento tra clienti di Stati Uniti ed Europa

Caso Diesel: UE chiede a VW risarcimento anche per gli europei

Il Commissario all'Industria dell'Unione Europea Elzbieta Bienkowska ha chiesto a Volkswagen di risarcire i proprietari europei delle Volkswagen TDI da richiamare nell'ambito del caso “Dieselgate” in una lettera indirizzata al ceo Matthias Mueller. «Le chiederei di riconsiderare la vostra posizione riguardo agli indennizzi e riflettere sui modi di offrire una compensazione anche ai consumatori europei», ha scritto nella missiva Bienkowska. 

Il riferimento è al risarcimento di 1.000 dollari riconosciuto da Volkswagen ai clienti nordamericani, ma non a quelli europei, come dichiarato dalla Casa tedesca lo scorso novembre, dal momento che una misura simile non è prevista dalle norme comunitarie.

In riferimento al diverso trattamento ricevuto dai clienti degli USA e dell'UE la Bienkowska scrive: «La questione del risarcimento va oltre la differenza del quadro normativo tra Stati Uniti ed Unione Europea e gioca un ruolo fondamentale nella percezione di VW come azienda responsabile e credibile», ha sottolineato il commissario. Qualche settimana fa anche il Ministro della Giustizia tedesco Heiko Maas aveva criticato Volkswagen giudicando «Inaccettabile» il diverso trattamento offerto ai clienti nordamericani ed europei le cui auto con motore TDI 1.2, 1.6 e 2.0 TDI dovranno essere richiamate.

Si tratta di 8,5 milioni di vetture nell'Unione Europea, ma non è noto ancora quanti siano stato per stato le vetture interessate dalla campagna di richiamo, la più imponente nella storia dell'Unione, che è da poco stata avviata.

A Bruxelles si sta intanto discutendo sulla creazione di una normativa comunitaria che affidi alle autorità sovranazionali poteri, anche sanzionatori, più forti nella gestione di casi come quello Volkswagen in cui sono stati commercializzati veicoli che non rispettano gli standard europei. Attualmente, infatti, questi poteri possono essere esercitati dai singoli stati membri, ma molti parlamentari europei hanno espresso la necessità di creare un sistema più indipendente che sia al riparo dagli interessi nazionali.

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