Dakar 2022. T9. Mannaia Walkner, KTM, e Tridente Toyota

Piero Batini
  • di Piero Batini
De Villiers, Lategan, Al Attityah, volata Toyota nel Deserto dell’Empty Quarter. Manometro pressione in zona rossa per le Moto. Vince Cornejo, Walkner va in testa
  • di Piero Batini
11 gennaio 2022

Wadi Ad Dawasir, Saudi Arabia, 11 Gennaio. La tappa delle mosche, per quanto mi riguarda. Poi vi racconto, alla fine. Tuttavia c’è anche chi è rimasto con un pugno di mosche. Per esempio quei concorrenti che intendevano fare la differenza su una di quelle Speciali apparentemente nulle. Niente da fare, proprio una Tappa nulla. Serve a muovere di un tremito le classifiche, e non fosse per i titoli da film che ispira, uno lo vedete qui sopra volutamente “ispirato”, quasi quasi poteva essere considerata una seconda giornata di riposo. Come sono acido, oggi!

Anello attorno a Wadi Ad Dawisir, 287 chilometri di Speciale, un centinaio di chilometri di trasferimento, prima e dopo. Per una volta si parte tardi e si arriva presto. Montagne, canyon, navigazione, nella promessa. Seeee, c'è anxche questo, ma soprattutto una volata vertiginosa, una freccia che ritorna da dove è partita. Medie elevatissime, meno di due ore e mezza per coprire la distanza, motori imballati, ovviamente qualche rischio. Se doveva servire a tenere alta la concentrazione dei Piloti, una buona idea, se era solo un giorno, come dice Mr. Franco, di transizione, allora inutile. No problem, qualche spunto salta sempre fuori.

Moto

Per esempio salta su il fatto che l’asticella della gara delle Moto si sta alzando ogni giorno che passa. Sono sempre in quattro ad aspirare legittimamente al trono, ora ancor più ravvicinati, e il gioco delle partenze diventa fondamentale per ricostruire un minimo di prospettiva. Vediamo. Ignacio “Nacho” Cornejo vince la tappa davanti a Kevin Benavides e Ricky Brabec, una KTM nel sandwich Honda. Quintanilla e Sunderland, che aprivano la pista a manetta, dovendo stare atenti per tutti quelli dietro, pagano pesantemente il ruolo. Ottavo il cileno a 5 minuti, addirittura 14° l’inglese a otto. Inevitabile.

Come detto, tuttavia, il grappolo di testa si compatta ulteriormente, infiammando la miccia del confronto. Matthias Walkner, KTM, subentra a Sunderland, GasGas, e va in testa al Rally, due minuti appena sull’avversario e compagno di Super Team. L’”indipendente” Adrien Van Baveren, Yamaha, mantiene la terza posizione e si avvicina, Quintanilla entra in contatto con il podio a meno di cinque minuti dalla testa della Corsa. Avvincente, non c’è altra parola, il gran finale si giocherà su altissimi livelli di tensione e velocità, (con possibili strimpellate di nervi). Petrucci, diciottesimo, lamenta altri (o gli stessi) problemi elettrici e si capisce bene che il flusso obbligatamente intermittente di adrenalina e bile riscalda la sua anima di puro. È e resta il migliore degli italiani.

Auto

AUTO. Si parlava solo 12 ora prima della possibile tripletta di AUDI, in effetti sfiorata al termine dell’ottava tappa. Evidentemente l’exploit è sempre estremamente comunicativo ed esula dal risultato finale, come un premio gara in un campionato. Dunque Glyn Hall, “Boss” del Team Gazoo Racing, deve aver suonato la sveglia ai suoi ragazzi. Suoneria perfettamente recepita da Giniel De Villiers, onestamente pecora nera della campagna Dakar 2022 di Toyota per una serie di strafalcioni, che si è voluto riscattare guidando la Squadra alla conquista di quel 1-2-3 che pone fine alle discussioni. De Villiers-Murphy, dunque, davanti a Lategan-Cummings e, ancora in pigiama dopo le dormite dei giorni scorsi,

Al Attiyah-Baumel, gente che peraltro non si tira indietro quando si tratta di giocarsi una volata nel Deserto. Fuori dal podio di giornata, anche in questo caso l’ordine di partenza impone le sue regole di possibilità, un “classico” degli ultimi giorni: Ekstrom, AUDI, Loeb, BRX, Sainz. Nella Generale nulla è cambiato!

Non è successo molto, dunque, e in considerazione del fatto che nessuno si è fatto male, in tutti i sensi, possiamo tornare ad immaginare una decima tappa sicuramente più difficile. Visti i presupposti, anzi, la Wadi Ad Dawisir- Bisha, 384 chilometri di trasferimento più 375 di prova speciale, potrebbe esserlo anche di più. Gli organizzatori promettono paesaggi e colori, e un dedalo di piste per gli amanti della navigazione…

 

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