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Mondiale C-C Baja. La Baja Aragon è di Al Attiyah, Toyota, e Barreda, Honda

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La Baja europea più famosa è una battaglia nel deserto aragonese. Al Attiyah ha ragione di Loeb nel secondo giorno di Gara, per Barreda è, invece, una corsa trionfale appena disturbata dall’astro nascente Tosha Shareina. Un altro traguardo di Nicola Dutto

Mondiale C-C Baja. La Baja Aragon è di Al Attiyah, Toyota, e Barreda, Honda

Teruel, Aragon, Spagna, 24 Luglio. Torna la Baja Espana Aragon, dopo la cancellazione del 2020. È la 37ma edizione. Una delle “Classiche” più famose e acclamate, sicuramente la più evocativa del panorama europeo. Si svolge nel centro torrido della Spagna, in quell’inferno infuocato attorno alla cittadina di Teruel, regione aragonese, che è il centro di un’azione di due giorni. Tempi duri, quindi adesioni difficili, ma è sempre record, oltre 200 mezzi e una lunga lista di “attrazioni”. Non c’è Michael Metge, il vincitore delle due ultime edizioni delle Moto con una Sherco, in compenso Orlando “Orly” Terranova, inedito vincitore con una Mini della gara del 2019, guadagna i galloni di ufficiale BRX. È, infatti, la prima sfida dell’anno delle Hunter, dopo la Dakar del debutto, di Sebastien Loeb con il muovo navigatore Fabian Lurquin, e di Joan “Nani” Roma, uno degli idoli di questo Deserto. Si assiste anche al ritorno in campo della Honda di Joan Barreda, uno dei recordman, e c’è la conferma della promessa spagnola, Tosha Schareina. La Baja Aragon non è una “cavalcata”, è una corsa senza compromessi o mezzi termini: caldo allucinante, polvere, “gas a manate”! Due giorni di gara, due Speciali al giorno per le Moto, tre in totale per le auto. Moto, Auto, SSV, Camion. 500 chilometri di Speciali in totale. Le due frazioni del sabato sono disputate “a turno” dalle auto e dalle moto. La gara è durissima, al termine un quarto dei partenti è KO. 5a prova di Coppa del Mondo FIA per le Auto, 3a del Campionato del Mondo FIM delle Moto.

La Corsa delle auto si risolve al termine di un acceso duello tra Loeb, Bahrein Raid Xtreme Hunter, e Al Attiya, Toyota Hilux Overdrive. Vince il Principe del Qatar con un lungo inseguimento e un drammatico rovesciamento di fronte nel finale. La gara delle Moto, invece, è la quinta marcia trionfale di un imprendibile Joan Barreda, Honda.

Loeb, che porta al debuto il navigatore Lurquin nell’ultima uscita della BRX Hunter della Dakar, in attesa della nuova Hunter T1 Plus, va all’attacco e conclude la prima giornata di gara al comando. La lotta con Al Attiya e Mathieu Baumel è serratissima, tanto è vero che sul traguardo della prima giornata, 180 chilometri cronometrati, il ritardo di Al Attiyah è di appena un secondo. Gli inseguitori, Mattias Ekstrom, Mini, Al Rajhi, Toyota e Nani Roma, con la terza BRX, sono a due minuti.

Il giorno successivo, sabato, Al Attiyah parte all’attacco del ritardo, vince la prima delle due Speciali, tra Monreal del Campo e Santa Eulalia di 112 chilometri, e si porta al comando con un minuto di vantaggio. Si decide con la “bella”, la Banon-Cuevas Labradas di 208 chilometri, la più lunga. Loeb è incontenibile, recupera il ritardo si presenta al terzo dei 4 controlli di passaggio, circa tre quarti della Speciale, in testa e con quasi 3 minuti di vantaggio sul rivale. Poi il calvario. Prima un problema al servosterzo, poi una foratura. In 60 chilometri Loeb deve concedere quasi 11 minuti e 6 posizioni. Al Attiyah vince per la quarta volta la “Classica” spagnola, Loeb deve rimandare. Sul podio Mattias Ekstrom e Emil Berkvist, con una Mini, Yazeed Al Rajhi e Michael Orr, con un’altra Hilux ufficiale. Bella la gara di Reis, Toyota, e Nani Roma, con l’altra BRX. Sfortunata la terza BRX del vincitore dell’edizione 2019 Orlando Terranova costretta al ritiro.

La Gara delle moto è a senso unico. La formula è Joan Barreda, Honda, x 4 = quasi cinque minuti all’astro nascente Tosha Schareina, in gara con una Husqvarna, e a Lorenzo Santolino, ufficiale Sherco. Joan Pedrero è a un quarto d’ora e Rui Gonçalves a venti minuti. Barreda vince la sua Gara per la quinta volta, per Nicola Dutto, 36° assoluto all’arrivo e sul Podio della categoria Veteran, è un altro traguardo, soprattutto umano, strepitoso.

Nicola Dutto. “Gara dura, eh! Cavolo, hanno tracciato delle Speciali molto tecniche sulle montagne attorno a Teruel. Passando dopo le macchine è stato un inferno, beh, diciamo tosta, molto tosta. Sono contento perché abbiamo fatto una bella gara, con un buon ritmo e una certa padronanza della situazione. La chiave di volta è stata della mia Gara è stata non essermi fermato all’assistenza consentita e aver tirato dritto. Insomma, un’altra bellissima esperienza. Anche il risultato è bellissimo. A parte l’assoluta, questo terzo posto, il podio seppure di categoria, la Veteran, per me è una cosa più unica che rara.”

 

© Immagini Media Baja Aragon

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