12 settembre 2026
- ore 17:31
Norris, che capolavoro a Madrid!
Su una pista tortuosa come quella di Madrid la qualifica ha un peso
specifico speciale. Non solo perché domani in gara, come confermato già
dalle formule propedeutiche, sarà difficilissimo superare, ma soprattutto
perché bisogna avere il massimo della fiducia nei propri mezzi. E Lando
Norris quest’anno sta dimostrando di guidare da campione del mondo a bordo
di una MCL40 che al Madring sapeva di poter esprimere il suo massimo
potenziale. La pole position conquistata tutta nel primo settore non fa
altro che mettere la ciliegina sulla torta per Norris che, dopo i risultati
delle libere e delle prime due sessioni di qualifica, non si aspettava di
posizionare la sua McLaren davanti a tutti. Fermando il cronometro
sull’1:31.824, il britannico ha arpionato una prima posizione pesante in
vista del proseguimento del weekend. Ma soprattutto, in termini di orgoglio
personale, con il pilotaggio, visto che Norris ha perso completamente la
seconda sessione di libere per la sostituzione del cambio. Con un ritmo
costruito con meno tempo, Lando ha dato una grande prova di forza. La sua
19esima pole in carriera sigla anche la 180esima partenza dal palo per la
squadra di Woking.
Per soli undici millesimi Andrea Kimi Antonelli ha dovuto alzare bandiera
bianca dinanzi alla McLaren di Norris. Ma la partita è ancora aperta perché
il bolognese ha tra le mani un vero e proprio missile. La Mercedes W17 vola
sulla pista di Madrid, ma bisogna avere un pilotaggio pulito e aggressivo.
Questa è la vera arma di Kimi che ha fatto del primo settore il suo terreno
di caccia perfetto. Con una preparazione della gomma unica nel lotto dei
piloti, tagliare il cordolo interno in curva 1 ha reso la monoposto color
argento come un bisturi che ha lacerato senza il minimo di sbavature il
giro che gli è valso la prima fila. Altro asso nella manica di Antonelli è
anche la gestione della mescola, subito in finestra nonostante la pista
sempre più calda e in continua evoluzione con la gommatura. E la minima
esitazione viene pagata a caro prezzo, motivo per cui nel Q2 il tempo si è
fermato nel box della Mercedes, dove un lungo stava per trasformarsi in un
disastro. A vivere il disastro, però, è George Russell che a parità di
macchina e di condizioni non è riuscito ad andare oltre il sesto tempo,
vedendosi rifilare anche un distacco di tre decimi pesantissimi da parte
del compagno di squadra.
Ha tentato l’impresa vera e propria Max Verstappen, che ha atteso fino
all’ultimo per lasciare il suo box e sperare che l’evoluzione della pista
potesse dargli quello sprint in più. La natura intrinseca della RB22 nel
non riuscire ad assorbire gli scompensi dei cordoli ha fatto pagare
all’olandese 140 millesimi nel tratto guidato, che lo hanno lasciato terzo
alle spalle di Antonelli. A pesare è stato anche il sovrasterzo sofferto
nell’ultimo settore, frutto del degrado termico generato dal passaggio alla
Monumental con il suo banking. Sapeva di avere la pole in mano dopo il
primo tentativo in Q3 ed ha visto prima la Mercedes numero #12 e poi la
McLaren numero #1 strappargli via il sogno. Parliamo di Lewis Hamilton che,
dopo l’incidente in FP3, è tornato a spingere per riportare la Ferrari
davanti a tutti. I 189 millesimi da Norris hanno infranto i sogni di gloria
del #44, che ha perso tanto nel primo settore senza riuscire a ricucire il
distacco negli ultimi due settori, complice il vantaggio di motore delle
Mercedes.
Scottato anche Charles Leclerc, che scatterà quinto e paga due decimi dal
compagno di squadra. Dopo l'incidente alla Parabolica di domenica scorsa,
la Ferrari non se l’è sentita di rimontare il motore con l'ADUO 2 sulla
SF-26 del monegasco: troppo importante mettere in cascina chilometri di
fiducia qui al Madring. E il distacco da Hamilton è tutto frutto della
differenza di specifica del motore, visto che il sette volte campione del
mondo aveva a disposizione l’endotermico aggiornato. Sesto Russell, che
precede Oscar Piastri, Liam Lawson e uno straordinario Franco Colapinto che
in Q2 ha rischiato grosso alla Monumental, dove stava perdendo il
controllo. Conclude la top 10 Arvid Lindblad. Undicesimo Hülkenberg seguito
da Bortoleto, Ocon, Gasly, Tsunoda, Albon, Sainz — che rischia tre
posizioni di penalità per impeding ai danni di Bottas —, Alonso, Pérez e
Bottas. Non è riuscito a scendere in pista Stroll, che ha avuto un sospetto
problema di pressione al sistema idraulico della sua Aston Martin; sarebbe
partito dal fondo in ogni modo per la sostituzione di alcuni elementi della
power unit Honda. Non ha preso parte alla qualifica Oliver Bearman: i
meccanici della Haas hanno fatto di tutto per metterlo in pista, ma i danni
alla VF-26 erano troppo ingenti da riparare in tempo per la sessione.