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Nella notte tra il 26 e il 27 settembre 2026, sulla A40, nella valle dell’Arve, in Alta Savoia, la gendarmeria ha intercettato una Porsche 911 GT3 che procedeva a 312 km/h, a fronte di un limite di 130 km/h. Il controllo è avvenuto mentre le pattuglie dell’Équipe rapide d’intervention e della brigata motorizzata di Bonneville erano impegnate sulla A40. Il conducente, identificato dalle fonti francesi come un automobilista proveniente dalla Svizzera, è stato rilevato a 312 km/h. Applicando il margine tecnico previsto per la misurazione, la velocità presa in considerazione nella procedura è stata fissata a 300 km/h: significa 170 km/h oltre il limite.
Il dato rende bene l’entità della velocità: a 312 km/h la vettura percorre circa 87 metri ogni secondo. Per riuscire a fermare la Porsche sono stati necessari più di 10 chilometri di inseguimento. Una volta bloccata, la vettura è stata portata in fourrière, mentre la patente è stata immediatamente trattenuta. Il conducente ha inoltre dovuto versare una cauzione di 1.500 euro. La norma francese prevede che dal 29 dicembre 2025 il superamento di almeno 50 km/h rispetto al limite costituisce un reato già alla prima infrazione. La normativa aggiunge anche fino a 3 mesi di carcere e 3.750 euro di multa, oltre a possibili sanzioni accessorie come la sospensione o l’annullamento della patente e la confisca del veicolo.
È proprio sul dato più clamoroso della vicenda che potrebbe concentrarsi la difesa del conducente. L’avvocato francese specializzato in diritto stradale Maître Rémy Changeur, ha evidenziato che i cinemometri utilizzati per i controlli devono operare entro specifiche fasce di velocità previste dai rispettivi certificati di omologazione. Questo significa che alcuni dispositivi più datati arriverebbero a 250 km/h, mentre quelli più recenti potrebbero essere omologati fino a 300 km/h. Il problema, quindi, non è soltanto stabilire se la Porsche viaggiasse molto oltre il limite, ma verificare se la misurazione a 312 km/h possa essere considerata pienamente valida dal punto di vista tecnico e giuridico.
Anche un altro legale francese, Rémy Josseaume, ha sollevato pubblicamente lo stesso interrogativo, sottolineando che l’estensione della misurazione è stabilita dal certificato di esame del singolo strumento. Per il momento, però, non significa che la rilevazione sia stata dichiarata invalida: sarà il tribunale di Bonneville, davanti al quale il conducente dovrà comparire, a valutare gli elementi del caso. Resta inoltre da chiarire quali saranno le eventuali conseguenze sul permesso di guida svizzero al di fuori del territorio francese.