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Dopo 32 anni di carriera ininterrotta e quattro generazioni, l'Audi A8 esce definitivamente di scena e, come confermato dalla stampa specializzata tedesca (Auto Motor und Sport), i macchinari e le linee produttive del monumentale impianto di Neckarsulm dedicati all'ammiraglia si sono ufficialmente fermati.
Alla base di questo pensionamento non c'è solo un naturale ricambio generazionale, ma una stringente logica finanziaria. I costi fissi necessari a mantenere operativa un'infrastruttura dedicata a un'ammiraglia termica erano diventati del tutto sproporzionati rispetto ai volumi di vendita, ormai ridotti al lumicino e incapaci di generare i margini di profitto sperati.
La crisi della A8 - che fin dal suo debutto nel 1994 aveva fatto da vetrina tecnologica del marchio, introducendo la pionieristica scocca in alluminio Audi Space Frame - è lo specchio di un profondo mutamento nei gusti della clientela d'élite. Oltre alla storica e spietata concorrenza di Mercedes Classe S e BMW Serie 7, il colpo di grazia è arrivato dall'interno.
Gran parte degli acquirenti storici della berlina presidenziale si è infatti spostata verso la guida rialzata e i volumi massicci dei grandi SUV, privilegiando in particolar modo l'Audi Q8. Questo inesorabile "cannibalismo" commerciale ha prosciugato il bacino d'utenza della A8, decretandone la fine.
A differenza di quanto accade alla fine di un normale ciclo di vita, l'uscita dai listini dell'A8 non sarà seguita dal lancio di un modello sostitutivo. Nel breve e medio termine, il vuoto lasciato al vertice della gamma non verrà colmato, lasciando temporaneamente i concessionari dei Quattro Anelli orfani della loro ammiraglia per eccellenza.
I vertici del Gruppo Volkswagen stanno valutando con estrema cautela i futuri trend del segmento lusso globale prima di autorizzare nuovi investimenti e, secondo le prime indiscrezioni, se mai dovesse esserci una reincarnazione dell'ammiraglia (verosimilmente con motorizzazioni ibride o puramente elettriche), la produzione non ripartirebbe nello stabilimento di Neckarsulm ma verrebbe dislocata a Lipsia. Per arginare i proibitivi costi di ricerca e sviluppo di un progetto da zero,Ingolstadt potrebbe infatti sfruttare al massimo le sinergie interne al Gruppo, andando ad adottare l'architettura tecnica già collaudata dalla Porsche Panamera.