Honda, possibile ritorno alla produzione di auto in Europa: il Made in EU può cambiare tutto

Honda, possibile ritorno alla produzione di auto in Europa: il Made in EU può cambiare tutto
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La casa giapponese valuta l'ipotesi di riportare la produzione automobilistica nel Vecchio Continente dopo la chiusura degli stabilimenti nel 2021. A pesare sulle decisioni saranno le nuove regole europee, ma gli attuali volumi di vendita non giustificano ancora una fabbrica dedicata
6 novembre 2026

Honda potrebbe tornare a produrre automobili in Europa dopo cinque anni di assenza industriale. Non si tratta ancora di una decisione ufficiale, ma di uno scenario che la casa giapponese sta prendendo in considerazione alla luce dei possibili cambiamenti normativi introdotti dall'Unione Europea. A riaprire il dibattito è stato Hans De Jaeger, responsabile di Honda per il mercato europeo, intervenuto a margine di EICMA 2026 a Milano. Il dirigente ha ribadito che il marchio non ha alcuna intenzione di abbandonare il mercato europeo, lasciando aperta la possibilità di una nuova presenza produttiva nella regione.

Il Made in EU può spinger Honda a produrre in Europa

Al centro delle valutazioni c'è l'Industrial Accelerator Act, il provvedimento proposto dalla Commissione Europea per rafforzare la competitività dell'industria continentale e ridurre la dipendenza dalle forniture estere, in particolare da quelle cinesi. La proposta prevede, tra le altre misure, requisiti di assemblaggio locale e contenuto europeo per accedere a determinati incentivi e appalti pubblici. Se le nuove disposizioni dovessero penalizzare i veicoli importati, Honda potrebbe trovarsi in una posizione meno favorevole rispetto ai costruttori con stabilimenti produttivi nell'Unione Europea.

Attualmente, infatti, le automobili del marchio destinate al mercato europeo arrivano da impianti situati fuori dal continente. La casa nipponica aveva interrotto la produzione automobilistica europea nel 2021, chiudendo lo storico stabilimento britannico di Swindon e quello turco di Gebze. De Jaeger ha auspicato che la versione definitiva delle nuove regole riconosca il Giappone come partner industriale affidabile, considerando gli investimenti effettuati dalle aziende nipponiche in Europa.

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Fabbrica propria o produzione condivisa: il nodo sono i volumi

Nei primi nove mesi del 2026 Honda ha immatricolato poco meno di 59.000 automobili in Europa, un volume che, secondo lo stesso De Jaeger, non sarebbe sufficiente a giustificare economicamente la costruzione di un nuovo stabilimento. Per questo motivo, tra le ipotesi al vaglio non ci sarebbe soltanto quella di realizzare una fabbrica indipendente, ma anche la possibilità di ricorrere alla produzione in appalto o a una collaborazione industriale con un altro costruttore, utilizzandone gli impianti già esistenti.

A cambiare lo scenario potrebbe contribuire anche una crescita delle vendite, sostenuta dall'arrivo di nuovi modelli elettrici e ibridi. Resta inoltre aperta la questione della transizione energetica: Honda chiede maggiore flessibilità sugli obiettivi di decarbonizzazione e sottolinea come l'incertezza delle politiche comunitarie renda più difficile programmare investimenti industriali di lungo periodo. Il ritorno della produzione Honda in Europa, dunque, non è ancora una certezza. Molto dipenderà dalle decisioni di Bruxelles e dalla capacità del marchio di raggiungere volumi commerciali tali da rendere conveniente una nuova presenza industriale nel Vecchio Continente.

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