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La scure della cassa integrazione continua ad abbattersi sul polo produttivo torinese di Mirafiori, che si appresta a vivere la quarta settimana consecutiva di stop alle linee di montaggio. Infatti, Stellantis ha comunicato ai sindacati una nuova proroga della chiusura delle Carrozzerie dal 9 al 13 novembre.
Se la prima metà del fermo era stata dettata dalla debolezza commerciale della Fiat 500 ibrida ed elettrica, l'attuale paralisi ha radici puramente industriali: un grave deficit nella catena di approvvigionamento della componentistica elettronica. Sebbene i vertici di Stellantis non abbiano citato apertamente il nome del fornitore coinvolto, le indiscrezioni di stampa puntano i riflettori su Marelli.
La storica azienda di componentistica - attualmente in amministrazione controllata negli Stati Uniti a causa di pregresse difficoltà finanziarie - sarebbe a sua volta vittima di un sub-fornitore inadempiente. Il ritardo nella consegna dei microprocessori impedisce il completamento delle centraline per il motore N3 GSE, generando un collo di bottiglia che si scarica sugli stabilimenti di assemblaggio finale.
A confermare la gravità della situazione e le ripercussioni sull'intero ecosistema produttivo italiano è la stessa azienda. In merito alla vicenda, Fiat ci ha infatti inviato il seguente comunicato ufficiale, che riportiamo integralmente:
"Stellantis informa che la mancanza di un componente da parte di un fornitore destinato alla centralina del motore N3 GSE sta causando importanti blocchi produttivi su alcuni modelli Fiat. La ridotta disponibilità dei componenti ha avuto conseguenze dirette sui volumi e sulla quota di mercato di ottobre e sul cumulato dell’anno del marchio Fiat, con un impatto particolarmente significativo su Fiat Pandina che continua a riscuotere uno straordinario successo. Lo dimostra la leadership assoluta di vendite che ha avuto nel mercato italiano nei primi 9 mesi. I dati ufficiali del mercato italiano relativi al mese di ottobre saranno resi noti oggi alle 18. Stellantis e Fiat stanno lavorando con la massima priorità per individuare soluzioni alternative e ripristinare progressivamente la normale operatività. Le attuali criticità potranno tuttavia continuare a produrre effetti durante i mesi di novembre e dicembre, interessando in particolare Pomigliano d’Arco e Mirafiori, anche in relazione alla produzione di Fiat 500. La riduzione temporanea dei volumi di produzione potrà avere effetti anche su alcuni stabilimenti italiani del Gruppo impegnati nella produzione di componenti per motori, dove potrebbero rendersi necessarie temporanee sospensioni delle attività."
L'allarme lanciato da Stellantis delinea un chiaro effetto domino: l'assenza delle centraline e lo stallo delle vetture finite imporranno inevitabilmente una drastica riduzione dei ritmi anche nel polo molisano di Termoli, dove nascono materialmente i motori N3 GSE.