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Il trend di recupero di Stellantis sul mercato italiano, trainato negli ultimi mesi dalle performance a doppia cifra del marchio Fiat, subisce una brusca e inaspettata battuta d'arresto. Alla vigilia della pubblicazione dei dati ufficiali sulle immatricolazioni di ottobre, il gruppo franco-italiano ha anticipato una significativa contrazione dei volumi. La flessione non è dettata da un calo fisiologico della domanda, bensì da un'improvvisa interruzione nella catena di approvvigionamento.
Al centro del blocco produttivo vi è la mancata consegna, da parte di un fornitore esterno, di un elemento fondamentale destinato all'assemblaggio della centralina del motore N3 GSE. Questa specifica carenza sta generando pesanti colli di bottiglia sulle linee di montaggio, impedendo di fatto il completamento delle vetture e la loro successiva consegna alla rete di vendita.
L'impatto di questa crisi logistica si sta abbattendo con particolare violenza sulla Fiat Panda: l'utilitaria, che ha dominato incontrastata le classifiche di vendita in Italia per i primi nove mesi dell'anno, sta subendo importanti fermi produttivi che ne comprometteranno non solo le performance di ottobre, ma anche il bilancio commerciale cumulato dell'intero 2026.
Il problema non si limita allo stabilimento campano di Pomigliano d'Arco (dove nasce la Pandina), ma le conseguenze della ridotta disponibilità di componenti minacciano da vicino anche la linea della Fiat 500, estendendo di fatto lo stato di allarme anche al polo torinese di Mirafiori.
I vertici di Stellantis hanno comunicato di aver impostato il problema con la massima priorità, cercando soluzioni alternative per ripristinare in tempi brevi i normali flussi operativi.Tuttavia, le proiezioni a breve termine restano negative: l'azienda ha avvertito che le attuali criticità produttive potrebbero protrarsi per tutto il bimestre di novembre e dicembre.
Oltre all'assemblaggio finale delle automobili, la crisi rischia di innescare un effetto domino sull'intero ecosistema industriale nazionale del Gruppo. Stellantis ha infatti precisato che il taglio dei volumi potrebbe ripercuotersi anche sugli altri stabilimenti italiani dedicati alla produzione di componenti per motori, per i quali non si esclude il ricorso a sospensioni temporanee delle attività lavorative.