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Buona parte di quanto raccontato da Antonio Filosa alle Commissioni Attività produttive della Camera e Industria del Senato era già nota agli osservatori del settore: l'arrivo dell'e-car a Pomigliano, la nuova Alfa Romeo a Melfi, le due ammiraglie Maserati e la serie speciale di Giulia e Stelvio erano stati tutti elementi già confermati nelle settimane successive alla presentazione del piano FaSTLAne 2030 ad Auburn Hills. Spogliando l'intervento da quanto già acquisito, restano però alcune notizie genuinamente nuove, ed è su queste che vale la pena concentrarsi.
La notizia più rilevante riguarda lo stabilimento molisano. Filosa ha confermato che il progetto di Gigafactory con ACC, su cui si discuteva da febbraio dopo l'apertura di un tavolo sindacale sulla sua possibile non realizzazione, lascerà spazio a un investimento alternativo su due fronti: i cambi elettrificati eDCT e i motori GSE.
Una scelta che il CEO ha definito strategica, perché già dal 2027 la produzione di cambi eDCT nei due stabilimenti italiani ed europei dedicati supererà il milione e mezzo di unità l'anno, sostenuta dalla domanda crescente di ibride ed elettriche. I motori GSE continueranno invece a equipaggiare i modelli più venduti del gruppo, Fiat Pandina e Fiat 500. È la prima volta che Stellantis chiarisce così esplicitamente quale futuro industriale attende Termoli dopo il congelamento del progetto batterie.
Filosa ha fornito un quadro statistico aggiornato e finora non diffuso con questo livello di dettaglio: nei primi cinque mesi del 2026 le immatricolazioni Stellantis in Italia sono cresciute di quasi il 15%, con un guadagno di circa 1,5 punti di quota di mercato, mentre la Fiat Pandina si confirma l'auto più venduta nel Paese e i veicoli Pro One restano leader tra i commerciali leggeri.
Sul fronte industriale, la produzione negli stabilimenti italiani è salita di oltre il 16% nello stesso periodo, un incremento che ha permesso una riduzione del 30% nel ricorso agli ammortizzatori sociali nella maggior parte dei siti. A livello globale, Filosa ha anche reso noto che il primo trimestre 2026 ha segnato il ritorno a una crescita redditizia per il gruppo, con immatricolazioni in aumento del 12% trainate da Europa e Nord America e una liquidità disponibile di circa 45 miliardi di euro.
Tra i passaggi più citati dell'audizione, il confronto sui costi energetici: nel primo trimestre 2026 Stellantis ha pagato in Italia in media 205 euro al megawattora, contro 90 euro in Spagna e 100 euro in Francia, ovvero meno della metà nei due paesi concorrenti. Un dato puntuale, diffuso per la prima volta oggi, che Filosa ha usato per chiedere un'accelerazione sul riconoscimento dello status di azienda energivora (il cui iter è partito nel 2025) e minori ostacoli burocratici da parte delle amministrazioni locali sui progetti di autoproduzione da fotovoltaico e biomasse.
Filosa ha messo sul tavolo tre richieste molto concrete all'Unione Europea, anch'esse inedite nella loro formulazione precisa. La prima riguarda i veicoli commerciali leggeri, oggi equiparati alle automobili da una normativa che secondo il CEO ignora la loro funzione: in Italia la quota di elettrico tra i commerciali è ferma appena sotto il 3%, dato citato per la prima volta in sede istituzionale. La seconda riguarda il sostegno alla proposta della Commissione europea di introdurre dei "supercrediti" dedicati alle auto piccole. La terza, più tecnica, chiede di rivedere la tempistica del Made in Europe Act sull'obbligo di produrre le celle delle batterie nel continente, spostandone la localizzazione a dopo il 2030 anziché alle scadenze attualmente previste.
Chiudono il quadro delle novità alcuni dati su ricerca e filiera mai resi pubblici con questa precisione: circa un miliardo di euro investiti in Italia in ricerca e innovazione nel 2025, oltre 5 miliardi previsti nei prossimi cinque anni, quasi 400 nuove domande di brevetto depositate nel 2025 (molte in collaborazione con le università italiane su guida autonoma, motopropulsori, sicurezza e scienza dei materiali) e 7 miliardi di euro di acquisti annui dalla filiera italiana, che Stellantis vuole ora istituzionalizzare attraverso il supporto di Anfia.