Stellantis alla Camera, la contestazione di Calenda a Filosa: "Le immatricolazioni non sono cresciute, senza Leapmotor siamo al 5 per cento"

Stellantis alla Camera, la contestazione di Calenda a Filosa: "Le immatricolazioni non sono cresciute, senza Leapmotor siamo al 5 per cento"
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L'amministratore delegato del gruppo illustra ai parlamentari la nuova strategia industriale: produzione in crescita del 16 per cento nei primi cinque mesi del 2026 e ricorso alla cassa integrazione in calo del 30 per cento. L'audizione alla Camera si apre nel ricordo di Sergio Marchionne.
18 giugno 2026

Una data non casuale per parlare del futuro dell'automotive italiano. Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis, ha aperto la sua audizione alla Camera ricordando Sergio Marchionne, che proprio in quel giorno avrebbe compiuto 74 anni. Un riferimento che ha dato il tono all'intervento nella Sala del Mappamondo, lo stesso scenario in cui, nell'ottobre del 2024, il predecessore Carlos Tavares chiese incentivi e sussidi per rendere accessibili le auto elettriche "troppo costose", innescando un confronto teso con i parlamentari presenti. A distanza di quasi due anni e dopo un cambio ai vertici, il clima è apparso decisamente più disteso.

Antonio Filosa
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Cinque regioni e una mappa che mette l'Italia al centro

Il primo messaggio di Filosa riguarda la riorganizzazione interna del gruppo. "In questo primo anno di lavoro abbiamo invertito la rotta", ha spiegato, descrivendo una struttura articolata in cinque aree regionali: Europa, Nord America, Sud America, Medio Oriente e Africa, Asia Pacifico. Su questa mappa, ha sottolineato l'ad, "l'Italia si posiziona al centro dell'Europa", la regione guidata da Emanuele Cappellano con quartier generale a Mirafiori.

La svolta strategica, secondo Filosa, ha significato "anteporre la qualità alle efficienze a tutti i costi e tornare a puntare sulla forza dei nostri prodotti", con migliaia di ingegneri in fase di assunzione a livello globale. Un cambio di passo che, ha ricordato, è "costato caro", con 25 miliardi di svalutazioni.

I numeri dei primi mesi del 2026

Sul fronte dei conti, l'amministratore delegato ha presentato dati in miglioramento. Nel primo trimestre del 2026 il gruppo è "tornato a una crescita redditizia", con immatricolazioni in aumento del 12%, trainate soprattutto da Europa e Nord America. La liquidità disponibile, ha aggiunto, ammonta a quasi 45 miliardi di euro.

Guardando ai primi cinque mesi dell'anno, Filosa ha indicato "una crescita di quasi il 15% nelle vendite, un più 16% nella produzione e un meno 30% nel ricorso alla cassa integrazione". Segnali che ha definito incoraggianti, pur precisando che "le criticità registrate negli ultimi anni non sono ancora alle nostre spalle" e che serve un quadro normativo capace di sostenere la competitività del settore.

Il Piano strategico: 60 miliardi e oltre 60 lanci

Il cuore dell'intervento è il nuovo Piano strategico, che prevede 60 miliardi di euro di investimenti e oltre 60 lanci tra il 2026 e il 2030 a livello globale. "Al centro della nostra nuova strategia ci sono il prodotto e l'innovazione", ha detto Filosa.

Tutti i brand italiani, secondo l'ad, contribuiranno ad ampliare l'offerta con modelli ibridi, elettrici e termici ad alta efficienza. Sul piano tecnologico i riflettori saranno puntati sui marchi a maggiore volume, ovvero Fiat, Jeep, Peugeot e Ram. Alfa Romeo e Lancia verranno valorizzate in base ai contesti regionali, mentre Maserati "si confermerà icona italiana di stile ed eleganza". Per il marchio modenese è in arrivo un piano dedicato, che sarà presentato a Modena entro fine anno e comprenderà due nuovi modelli del segmento delle ammiraglie.

Maserati e Cassino non in vendita, ma aperti alle partnership

Filosa ha chiarito un punto delicato. "Maserati e Cassino non sono in vendita", ha affermato, lasciando però aperta la strada a "partnership collaborative nello sviluppo della filiera e nella costruzione". Il gruppo sta negoziando con due partner, ha spiegato, con l'obiettivo di portare novità su Cassino prima di dicembre.

Nel frattempo l'attenzione resta sulla gamma attuale, con una serie speciale per Alfa Romeo Giulia e Stelvio e l'arrivo di una nuova Maserati Grecale dal 2027.

Maserati Granturismo
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Pomigliano e le e-car da 15.000 euro

Ogni stabilimento italiano, ha ribadito l'ad, ha una missione produttiva. A Pomigliano entro il 2028 arriverà la prima piattaforma e-car, con almeno due nuovi modelli ad alti volumi. Si tratterà di vetture piccole, elettriche ed europee, "rigorosamente Made in Europe" e con un prezzo intorno ai 15.000 euro. A queste si affiancherà la Fiat Pandina ibrida, la cui produzione proseguirà almeno fino al 2030.

Sul fronte degli investimenti nazionali, Filosa ha ricordato circa 1 miliardo di euro destinato nel 2025 a ricerca e innovazione e altri 5 miliardi previsti nei prossimi cinque anni. Tra le applicazioni concrete, l'utilizzo dell'intelligenza artificiale negli impianti di Melfi e Atessa per ottimizzare i consumi energetici.

Stabilimento di Pomigliano
Stabilimento di Pomigliano

Le richieste a Bruxelles e il nodo dell'energia

Sul versante normativo, Filosa ha chiesto "realismo sulle regole e sui tempi". Tra le priorità indicate figurano i veicoli commerciali leggeri, il segmento delle auto piccole e il sostegno al Made in Europe. Oggi, ha osservato, la normativa europea equipara i furgoni alle automobili, mentre in Italia la quota di commerciali elettrici è "appena al di sopra del 3 per cento sul totale".

Centrale anche il tema dell'energia. Nel primo trimestre il costo dell'elettricità per Stellantis in Italia è stato in media di 205 euro al megawattora, contro i 90 euro della Spagna e i 100 euro della Francia. "Questo divario non è sostenibile", ha detto l'ad, apprezzando comunque le misure del governo sulle bollette e chiedendo maggiore flessibilità anche sul costo del lavoro, sul modello spagnolo.

Le repliche di Conte e Calenda

Toni più morbidi rispetto al passato anche dai parlamentari. Il presidente del M5S Giuseppe Conte ha messo a confronto questa audizione con quella di Tavares: "Questa prospettiva che lei ci porta è diversa". Pur riconoscendo il calo della cassa integrazione, Conte ha ricordato che "chi rimane in cassa integrazione pensa a se stesso" e ha rivendicato l'impegno per un piano europeo di investimenti discusso con von der Leyen e Metsola.

Più critico il leader di Azione Carlo Calenda: "Non credo che le immatricolazioni siano cresciute. Se togliamo la percentuale di Leapmotor siamo circa al 5 per cento". Calenda ha apprezzato l'aumento della produzione e la promessa di nuovi modelli, ma ha espresso preoccupazione per Alfa Romeo, Lancia e Maserati, parlando di "un problema di successo dei modelli nell'alta gamma" e chiedendo se sia previsto l'ingresso di un partner straniero.

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