Prime impressioni

Citroen C3 R5, la piccola bomba ufficiale [Video]

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Abbiamo guidato la Citroen C3 R5 di Luca Rossetti al Misanino. Una vettura speciale che Citroen Racing ha sviluppato partendo dall'esperienza della 208 R5 T16 che ha vinto molti CIR con Paolo Andreucci. Ecco come è fatta e come va la nuova Citroen C3 da rally per la categoria R5

Sostituire un mostro sacro come la Peugeot 208 R5 T16 non deve essere stata una impresa facile per la Citroen C3 R5 2019, in particolar modo a livello marketing: perché è vero alla stregua di Peugeot anche Citroen di mondiali rally ne ha vinti a bizzeffe ma è anche vero che nel customer racing l'atelier sportivo del Gruppo PSA ha sempre puntato più su Peugeot che su Citroen. Cambio di rotta, chiamiamolo come vogliamo, il risultato è che per sfidare Hyundai, Skoda, Volkswagen, Ford e tutti gli altri interpreti della categoria R5 in PSA hanno scelto di affidare il compito alla "simpatica" C3.

In realtà a giocare a favore del Double Chevron c'è stato il sostanziale phase out della prima generazione della 208 e l'introduzione della nuova C3 ma è anche vero che nella testa dei francesi c'è un'immagine più legata all'offroad per Citroen e più pistaiola per Peugeot. Un mix di scelte e pensieri sull'evoluzione dei marchi del Gruppo ha dato vita ad un prodotto dall'estetica molto originale e ad una base tecnica che rappresenta una sostanziale evoluzione della 208 con cui Paolo Andreucci ha massacrato la concorrenza per anni nell'italiano rally.

Da 208 a C3 il passaggio non è stato però "banale" sotto il profilo tecnico: dalla prima apparizione al Rally du Var del 2017 al via libera alle consegne del Tour de Corse 2018 in PSA hanno lavorato sodo per realizzare una vettura decisamente più performante di quella proposta sino a quel momento dal Leone con importanti interventi a livello di telaio, motore, sospensioni, elettronica ed installazione delle componenti. Difficile quantificare la differenza in termini di cronometro ma i piloti parlano di una sostanziale evoluzione prestazionale.

1.6 turbo ed iniezione diretta Magneti Marelli, il quattro cilindri in linea vanta ora una turbina disposta diversamente rispetto al passato, con un giro scarico più diretto ed in grado di far lavorare il compressore in modo più reattivo: questo risultato è stato ottenuto girando di 180° l'uscita dei collettori di scarico, creando allo stesso tempo anche un miglior posizionamento dei pesi nel contesto di una vettura che per regolamento dichiara alla bilancia 1.230 kg.

Lunga 3996 mm, larga 1820 e sviluppata attorno ad un passo di 2567, la nuova C3 R5 2019 sfrutta un cambio Sadev a cinque marce ed un sistema di trazione integrale pensato per scaricare a terra la coppia massima di 420 Nm a 4.000 giri in modo simmetrico: per regolamento, infatti, non è possibile utilizzare il differenziale centrale mentre è possibile intervenire sulle rampe di intervento dei differenziali autobloccanti anteriore e posteriore.

Ammortizzatori Reiger regolabili la C3 R5 sfrutta un impianto frenante Alcon con dischi da 300 mm e cerchi da 15" in assetto terra e 355 mm con cerchi da 18" su asfalto: degna di nota (in Italia) la presenza della gommatura Pirelli a differenza della Michelin che è stata utilizzata in fase di sviluppo dai tecnici Citroen.

Come si guida

Abbiamo avuto la possibilità di guidare per qualche minuto la C3 R5 in compagnia di Luca Rossetti - il pilota friulano che quest'anno difende i colori di Citroen Italia nel campionato italiano - scoprendo come in PSA Racing siano riusciti a sviluppare in modo evidente il progetto della 208 sotto ogni punto di vista. Il motore ora appare più reattivo e meno appuntito rispetto alla versione precedente ed il lavoro di sviluppo fatto attorno alla turbina con la rivisitazione della testata per ospitare le fasi di aspirazione e scarico "invertite" sembra aver offerto anche qualcosa in più in termini di potenza massima che sembra addirittura superiore ai 282 CV dichiarati da Citroen.

Molto piacevole la guida: la vettura che abbiamo guidato in assetto asfalto sulla pista di Misanino è stata pensata per le caratteristiche di guida "dolci e precise" di Rossetti ma intervenendo sull'assetto e sulle rampe dei differenziali è possibile cucire addosso ad ogni pilota l'assetto che si preferisce: quello che limita il potenziale prestazionale in realtà è la presenza di una ripartizione fissa della trazione tra i due assi che limita la velocità nei cambi di direzione ed costringe ad una guida ragionata in funzione di questo elemento piuttosto che realmente fantasiosa. Di fatto la performance è notevole e viene esaltata dal cambio a cinque marce con attivazione manuale che "caccia dentro" le marce con una velocità ed una irruenza pazzesca creando un forte link tra la meccanica e il pilota. Ottimo anche il comportamento dell'impianto frenante: Alcon è ormai a livello dei migliori interpreti di questo elemento tecnico.

In conclusione

236.000 euro il prezzo di listino di una vettura che ha questo costo per regolamento e per regolamento ha molte delle sue caratteristiche tecniche scritte su carta a tavolino: dalla cilindrata alla tipologia di trazione c'è poco da inventarsi ma va detto che in Citroen con questo progetto hanno lavorato di fino e l'idea che offre al volante è davvero notevole in termini di piacere e facilità di guida.

Foto: Marco Passaniti

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