Ford, Jim Farley perde una Ferrari Dino all’asta: rilancio da 365.000 dollari, ma l’affare sfuma

Ford, Jim Farley perde una Ferrari Dino all’asta: rilancio da 365.000 dollari, ma l’affare sfuma
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Il CEO di Ford, Jim Farley, ha provato ad aggiudicarsi una Ferrari Dino 246 GT del 1972 sulla piattaforma Bring a Trailer, arrivando a offrire 365.000 dollari. L’asta si è chiusa con un’offerta massima di 366.000 dollari, ma la vettura è stata venduta successivamente per 442.000 dollari. Un esemplare restaurato, raro e ricercato dai collezionisti
15 ottobre 2026

Anche i grandi nomi dell’industria automobilistica possono perdere una sfida quando si tratta di conquistare una vettura da collezione. È quanto accaduto a Jim Farley, amministratore delegato di Ford, che ha tentato di acquistare una splendida Ferrari Dino 246 GT del 1972 attraverso un’asta online organizzata da Bring a Trailer. Il dirigente americano, noto per la sua passione per le automobili storiche e sportive, si è fermato a un’offerta di 365.000 dollari, senza riuscire a portare in garage la coupé di Maranello. La vendita si è rivelata particolarmente interessante: dopo la chiusura dell’asta, l’auto ha trovato un acquirente disposto a pagare 442.000 dollari.

L’asta si è conclusa con un’offerta massima di 366.000 dollari, senza raggiungere la riserva fissata dal venditore. La trattativa è quindi proseguita oltre la scadenza, fino alla vendita per 442.000 dollari. Il CEO di Ford è arrivato a un passo dall’obiettivo, ma non è riuscito a convincere il proprietario ad accettare la sua offerta. Non è chiaro se Farley abbia deciso di non spingersi oltre per ragioni economiche oppure se non abbia avuto l’opportunità di presentare un nuovo rilancio.

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Il fascino della Dino: design italiano e motore V6

La Ferrari Dino 246 GT rappresenta uno dei capitoli più importanti della storia di Maranello. Il suo design, sviluppato nell’ambiente creativo di Pininfarina da Aldo Brovarone e Leonardo Fioravanti, è caratterizzato da proporzioni compatte, linee sinuose e un profilo immediatamente riconoscibile. Sotto la carrozzeria trova posto un motore V6 da 2,4 litri in posizione centrale, abbinato a un cambio manuale a cinque rapporti e alla trazione posteriore. Le versioni europee raggiungevano circa 195 CV, mentre gli esemplari destinati al mercato statunitense, come quello protagonista dell’asta, sviluppavano circa 177 CV a causa delle differenti tarature legate alle normative sulle emissioni. Per la Dinoamericana erano dichiarate prestazioni comunque notevoli: da 0 a 97 km/h in circa 7,1 secondi e una velocità massima di circa 228 km/h.

Consegnata originariamente negli Stati Uniti a Modern Classic Motors di Reno, in Nevada, ha trascorso gran parte della propria vita in California, un contesto climatico che può aver contribuito a preservarne la carrozzeria dalla corrosione. L’esemplare, rifinito nella tonalità originale Rosso Chiaro con interni in pelle nera Nero, è stato sottoposto a un intervento sulla carrozzeria con rimozione della vernice fino alla lamiera e successiva riverniciatura. Tra gli altri lavori figurano la revisione delle sospensioni nel 2024, l'aggiornamento dell'impianto di climatizzazione nel 2025 e interventi sull'impianto frenante. Il contachilometri indica circa 21.000 miglia, equivalenti a poco meno di 34.000 chilometri. La Dino protagonista dell'asta è identificata dal numero di telaio 03952 ed è uscita dallo stabilimento di Maranello il 26 maggio 1972. La produzione della Dino 246 GT coupé si è fermata a 2.487 esemplari rendendo ogni vettura ben conservata particolarmente interessante per i collezionisti. Anche Farley, da tempo attivo nelle aste online e proprietario in passato di una De Tomaso Pantera del 1972, dovrà quindi cercare altrove la prossima occasione: questa volta, la Ferrari Dino è finita nel garage di qualcun altro.

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