Freelander lascia la Cina: da Abu Dhabi parte il piano che porterà il marchio in Italia

Freelander lascia la Cina: da Abu Dhabi parte il piano che porterà il marchio in Italia
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Dopo la presentazione in Cina, il marchio nato dall’alleanza tra JLR e Chery avvia l’espansione internazionale con il lancio globale ad Abu Dhabi. Si comincia da Medio Oriente e Nord Africa, poi toccherà ad Australia e Nuova Zelanda. L’Europa, Italia compresa, arriverà in una fase successiva. Date e prezzi per il nostro mercato non sono ancora stati comunicati.
9 ottobre 2026

Freelander esce dai confini cinesi. Il marchio creato da Jaguar Land Rover e Chery ha avviato la sua espansione internazionale con il lancio globale di Abu Dhabi del 29 settembre 2026. Lì è stata presentata la Freelander 8 in versione con guida a sinistra. È il primo passo di un piano a tappe: parte dal Medio Oriente e arriverà in Europa, Italia compresa, solo in un secondo momento.

Il progetto in sé lo conosciamo da tempo. Nel 2024 JLR e Chery avevano firmato una lettera d’intenti per rilanciare Freelander come marchio autonomo. La produzione era prevista a Changshu, nello stabilimento della joint venture CJLR, con la Cina come primo mercato e l’export globale in un secondo tempo. Questa primavera è arrivato il Concept 97, seguito circa un mese dopo dalla versione definitiva della Freelander 8, mostrata al Salone di Pechino. La divisione dei ruoli non è cambiata. JLR detiene il marchio e guida lo sviluppo del design attraverso una struttura dedicata. Chery mette tecnologia, capacità produttiva e rete di fornitori. Freelander resta un brand indipendente, distinto sia dalla gamma JLR sia da quella Chery.

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Prima Medio Oriente, poi Australia, infine l’Europa

Il percorso sarà graduale. La prima fase coinvolge i mercati con guida a sinistra di Medio Oriente e Nord Africa, con gli Emirati Arabi Uniti come punto di partenza. Negli Emirati è già possibile registrare il proprio interesse: la distribuzione è affidata ad Al Tayer Motors per Dubai e gli Emirati settentrionali e a Premier Motors per Abu Dhabi. Nel quarto trimestre del 2026 la rete commerciale si estenderà a Qatar, Kuwait, Bahrein, Giordania ed Egitto, mentre altri mercati sono attesi nelle fasi successive.

La seconda tappa darà priorità ad Australia e Nuova Zelanda, dove servono vetture con guida a destra. Solo dopo sarà il turno dell’Europa: tra i Paesi indicati nel piano figurano Italia, Germania, Belgio, Svizzera, Paesi Bassi e Spagna. Regno Unito e Irlanda, cioè la terra d’origine del nome, arriveranno in una fase ulteriore.

Freelander 8, com’è la versione internazionale

È una ibrida plug-in: abbina un 2.0 turbo a una batteria al litio-ferro-fosfato da 34,12 kWh e a due motori elettrici, per una potenza fino a 460 kW. Per le versioni mediorientali sono dichiarati 886 km di autonomia combinata, di cui 110 in elettrico. Le sospensioni pneumatiche portano l’altezza da terra fino a 266 mm. L’abitacolo digitale si basa sulla piattaforma Qualcomm SA8295P. Di serie ci sono gli ADAS di livello L2+, con oltre 30 funzioni di supporto alla guida. Il parcheggio intelligente avanzato sarà invece disponibile solo in alcuni mercati.

Italia: cosa sappiamo e cosa manca

La casa non ha ancora comunicato date per i singoli mercati europei, né listini e configurazioni definitive. Le versioni con specifiche UE seguiranno più avanti, quindi la gamma per l’Europa potrebbe non ricalcare quella vista ad Abu Dhabi. La sfida sarà capire come Freelander riuscirà a posizionarsi in un mercato dove SUV elettrificati e marchi cinesi stanno guadagnando spazio. Il richiamo a un nome noto, il peso industriale di Chery e l’esperienza di JLR nella trazione integrale sono un buon punto di partenza. Serviranno però prezzi competitivi, una rete di vendita e assistenza affidabile e prodotti adatti ai clienti europei.

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