Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Esiste un modo diverso di essere il SUV termico più potente al mondo. Non serve urlarlo con prese d’aria aggressive e appendici aerodinamiche: basta saperlo. È questa la filosofia della nuova Aston Martin DBX GT, che affianca la sportivissima DBX S nella gamma SUV del marchio inglese e ne condivide il cuore, ma lo veste con un abito completamente diverso. Meno adrenalina esibita, più lusso discreto. Un concetto che a Gaydon riassumono in due parole: ultra refinement.
Il CEO Adrian Hallmark è stato chiaro nel definire il target: clienti che preferiscono un’eleganza sicura di sé all’aggressività sportiva e che pretendono un livello di lusso superiore, senza però rinunciare a nulla sul fronte delle prestazioni.
Il primo dettaglio che salta all’occhio è la nuova calandra a doppie lamelle, disponibile in finitura chiara o scura. Le lamelle metalliche non si fermano alla griglia centrale ma proseguono verso le prese d’aria laterali, inglobando le luci diurne e allargando visivamente il frontale. Il risultato è una presenza più massiccia e orizzontale, ottenuta senza un solo elemento aggressivo.
Sulle fiancate debutta un side strake in metallo a due pezzi, l’elemento laterale iconico di ogni Aston Martin, qui reinterpretato con una doppia finitura lucida e satinata che prende ispirazione dalle tecniche dell’orologeria tradizionale. Paraurti inferiore, minigonne e diffusore posteriore sono verniciati in tinta carrozzeria di serie, proprio per mantenere quella pulizia formale che distingue la GT dalla sorella S.
Capitolo ruote: di serie arrivano i nuovi cerchi forgiati da 22 pollici in finitura Satin Titanium diamantata, abbinati a pneumatici Pirelli Scorpion Zero All Season. Una scelta tutt’altro che casuale, pensata per migliorare il comfort di marcia e ridurre la rumorosità. Chi vuole un look più deciso può comunque optare per i 23 pollici, con Pirelli P Zero estivi o le stesse Scorpion quattro stagioni.
Al posteriore spiccano i quattro terminali di scarico disposti in coppia, affiancati orizzontalmente, con bordi esterni lucidi e interni anodizzati satinati. Allargano otticamente la coda e ricordano a chi segue che sotto quella carrozzeria raffinata batte qualcosa di molto serio.
Per Marek Reichman, direttore creativo del marchio, ogni Aston Martin cerca un equilibrio diverso tra lusso e prestazioni: con la DBX GT si è scelto un approccio più discreto, capace di trasmettere un carisma silenzioso pur sapendo di avere a disposizione la stessa dinamica di riferimento di ogni DBX.
Se fuori la DBX GT parla sottovoce, dentro alza decisamente l’asticella. I sedili anteriori e posteriori sono stati completamente ridisegnati, con imbottiture più generose, fianchetti rivisti e un nuovo strato di memory foam da 10 mm che aumenta la sensazione di morbidezza senza sacrificare il contenimento laterale.
Il dato che racconta meglio di qualsiasi aggettivo il livello di artigianalità raggiunto è questo: per realizzare ogni singolo sedile anteriore servono 691 metri di filo, 3.297 fori di perforazione e oltre quattro ore e mezza di lavorazione manuale. Numeri che avvicinano la DBX GT più a una bottega sartoriale che a una linea di montaggio.
La vera novità però è dietro. La DBX GT introduce una configurazione con sedili posteriori individuali, sagomati come quelli anteriori e dotati di poggiatesta allungati e fianchetti più avvolgenti, mantenendo comunque la flessibilità dei cinque posti. Il tetto panoramico in vetro, ora di serie, inonda l’abitacolo di luce e rende la seconda fila un luogo in cui viaggiare per ore diventa un piacere.
Completano il quadro la pelle semi anilina, i tappetini a pelo lungo, la manopola dei modi di guida e i comandi secondari in metallo anodizzato con finitura da gioielleria, oltre a combinazioni cromatiche monotono, bicolore e tricolore esclusive della GT, impreziosite da trapuntature, perforazioni e un ricamo con disegno dedicato.
Il lavoro più invisibile, ma forse più significativo, riguarda l’isolamento acustico. Aston Martin è intervenuta sulla struttura della scocca e sulle guarnizioni, ha posizionato materiale fonoassorbente nelle portiere, nei passaruota e nel vano di carico, e ha adottato vetri laterali posteriori laminati acustici. Persino la moquette a pelo lungo contribuisce a smorzare i rumori.
Il risultato si misura con un parametro preciso: l’Articulation Index, l’indice che valuta quanto sia facile conversare a bordo in movimento, migliora del 13%. Che si tratti di chiacchierare con i passeggeri, telefonare o ascoltare l’impianto Bower & Wilkins, la differenza si sente. O meglio, non si sente.
Ed eccoci al punto in cui la DBX GT smette di fare la timida. Sotto il cofano lavora il V8 4.0 biturbo già visto sulla DBX S, capace di 727 CV grazie a turbocompressori derivati dalla supercar a motore centrale Aston Martin Valhalla, e di una coppia di 900 Nm. Lo scatto da 0 a 100 km/h richiede appena 3,1 secondi, mentre la velocità massima tocca le 310 km/h.
A fermare tutto ci pensa l’impianto carboceramico con dischi da 420 mm all’anteriore e 390 mm al posteriore. Dalla DBX S arriva anche lo sterzo più diretto, che rende il SUV sorprendentemente agile, senza penalizzare la manovrabilità in città: il diametro di sterzata resta di soli 12 metri.
La sfida, come ha spiegato il direttore tecnico Ian Hoban, era migliorare concretamente comfort e raffinatezza nell’uso quotidiano mantenendo intatte le riserve dinamiche della DBX S. La risposta è arrivata da una serie di piccoli ma mirati interventi hardware e di calibrazione.
Le sospensioni adottano una taratura specifica degli ammortizzatori con nuove valvole interne che gestiscono il flusso dell’olio sulle sollecitazioni rapide e di piccola ampiezza, come asfalti ruvidi o bande rumorose, filtrando le vibrazioni prima che raggiungano l’abitacolo. La rigidezza delle molle varia in base alla modalità di guida selezionata, spostando il bilanciamento del rollio in curva per migliorare grip e risposta dello sterzo.
Dalla Valhalla arriva anche un nuovo supporto del cambio più rigido, mentre due smorzatori longitudinali collegano scocca e telaio posteriore per aumentare la sensazione di solidità strutturale su buche profonde, dossi secchi e compressioni violente.
Rivisti anche la progressività del pedale dell’acceleratore, per una modulazione più precisa e intuitiva, e la logica del cambio automatico a 9 rapporti con frizione a bagno d’olio, ora più fluido e coerente in ogni situazione, dal traffico cittadino alla guida a pieno gas.
Ultimo tassello, il sistema di scarico con taratura dedicata. Un doppio miscelamento dei gas nel silenziatore posteriore elimina le frequenze metalliche più aspre e restituisce un timbro più pulito e corposo. In modalità GT la DBX procede con discrezione, mentre in Sport e Sport+ torna a farsi sentire con tutta la colonna sonora tipica di Aston Martin.
La Aston Martin DBX GT è, in definitiva, l’interpretazione più raffinata e sobria del SUV inglese: un’auto che non ha bisogno di dimostrare nulla, perché i numeri parlano per lei. Le prime consegne sono previste nel quarto trimestre del 2026.
Aston Martin
Viale Certosa, 187
20149 Milano
(MI) - Italia
02 4351 0988
info@astonmartinmilano.it
https://www.astonmartin.com/en/dealers/aston-martin-milano
Aston Martin
Viale Certosa, 187
20149 Milano
(MI) - Italia
02 4351 0988
info@astonmartinmilano.it
https://www.astonmartin.com/en/dealers/aston-martin-milano