Aston Martin Valhalla Spider, 1.079 CV e 350 km/h: va più forte senza tetto che con la capote!

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La Valhalla perde il tetto ma non le prestazioni: V8 biturbo ibrido plug-in da 1.079 CV, 0-100 km/h in 2,5 secondi e 350 km/h di velocità massima anche a cielo aperto. Con la capote in tela montata, però, bisognerà “accontentarsi” di 200 km/h
28 ottobre 2026

Aston Martin ha tolto il tetto alla Valhalla. Il risultato si chiama Valhalla Spider ed è la prima supercar di serie a motore centrale e abitacolo aperto mai realizzata dal marchio britannico. Soprattutto, con una velocità massima di 350 km/h anche senza tetto, è diventata la Aston Martin open-top più veloce di sempre.

La Spider mantiene praticamente intatta la ricetta della Valhalla Coupé: monoscocca in fibra di carbonio, aerodinamica attiva, trazione integrale elettrificata e soprattutto il sistema plug-in hybrid da 1.079 CV e 1.100 Nm, costruito attorno al V8 biturbo da 4,0 litri. Cambia naturalmente la parte superiore della carrozzeria, ma Aston Martin ha lavorato per evitare che la trasformazione in Spider compromettesse prestazioni e comportamento dinamico.

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350 km/h senza tetto. Ma con la capote in tela il limite è 200

Il dettaglio più curioso riguarda proprio il tetto. Di serie, almeno sui mercati al di fuori degli Stati Uniti, la Valhalla Spider utilizza una copertura in tessuto nero rimovibile e riponibile a bordo. Con questa installata, Aston Martin prescrive una velocità massima di 200 km/h.

Chi volesse andare decisamente oltre potrà scegliere il tetto rigido in fibra di carbonio, con il quale sarà possibile raggiungere l'intera velocità massima della vettura, limitata elettronicamente a 350 km/h.

La cosa più impressionante, però, è che gli stessi 350 km/h saranno raggiungibili anche completamente senza tetto. Per rendere possibile una simile prestazione Aston Martin ha sviluppato un deflettore specifico, studiato per deviare il flusso d'aria sopra l'abitacolo e contemporaneamente alimentare correttamente la presa d'aria del motore.

Anche lo snorkel è stato modificato rispetto alla Coupé: sulla Spider ha un profilo dedicato ed è stato rialzato di 35 mm. Quando non serve, il deflettore può essere ripiegato in tre parti e sistemato nei nuovi vani da 15 litri ricavati nelle soglie.

Il V8 ibrido resta da 1.079 CV

Sotto la carrozzeria la Valhalla Spider conserva la stessa architettura della Coupé. Al centro c'è un V8 4.0 biturbo con albero motore piatto da 828 CV, sviluppato specificamente per Valhalla e capace di una potenza specifica dichiarata di 207 CV per litro.

Al motore termico si aggiungono tre unità elettriche, che portano altri 251 CV e permettono al sistema di raggiungere complessivamente 1.079 CV e 1.100 Nm di coppia.

Due motori elettrici lavorano sull'asse anteriore e consentono di gestire il torque vectoring elettrico, mentre il terzo è integrato nel cambio doppia frizione a otto rapporti e collabora con il V8 nella gestione dell'asse posteriore. Non esiste quindi un collegamento meccanico tra avantreno e retrotreno: la distribuzione della coppia viene coordinata elettronicamente dal sistema Integrated Vehicle Dynamics Control.

Il risultato, almeno secondo i dati preliminari diffusi da Aston Martin, sarà uno 0-100 km/h in 2,5 secondi. La velocità massima, come detto, è di 350 km/h.

Oltre 600 kg di carico aerodinamico

Aprire l'abitacolo ha richiesto anche un lavoro specifico sull'aerodinamica. Valhalla Spider utilizza superfici mobili anteriori e posteriori insieme alla gestione dei flussi nel sottoscocca, modificando continuamente il carico in funzione della velocità e della modalità di guida.

Aston Martin dichiara un carico aerodinamico massimo superiore a 600 kg con il tetto montato. Rispetto alla Coupé, hardware e software rimangono in gran parte gli stessi, mentre cambiano le calibrazioni dell'aerodinamica attiva e del controllo elettronico della stabilità per adattarsi alle configurazioni con tetto montato o rimosso.

Lo sviluppo ha coinvolto anche Aston Martin Performance Technologies, la divisione che trasferisce competenze maturate nell'ambito della Formula 1 ai progetti stradali della Casa.

Telaio in carbonio e 1.680 kg a secco

La struttura ruota attorno a una monoscocca in fibra di carbonio, realizzata attraverso una combinazione di Resin Transfer Moulding e lavorazioni in autoclave derivate dall'esperienza maturata in Formula 1.

Anche i pannelli principali della carrozzeria sono in carbonio. Il peso a secco dichiarato è di 1.680 kg con gli optional alleggeriti, mentre le sospensioni utilizzano uno schema pushrod a doppio braccio oscillante all'anteriore e multilink al posteriore, con ammortizzatori adattivi Bilstein DTX.

L'impianto frenante è carboceramico, con dischi anteriori da 410 mm e posteriori da 390 mm. I cerchi sono da 20 pollici davanti e 21 dietro, abbinati di serie a Michelin Pilot Sport S 5 sviluppati specificamente per il modello. Tra gli optional saranno disponibili anche cerchi forgiati in magnesio con pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2.

Quattro le modalità di guida: Sport, Sport+, Race ed EV.

Cambiano anche porte e sedili

La trasformazione in Spider non ha modificato uno degli elementi più scenografici della Valhalla: rimangono infatti le porte diedrali in fibra di carbonio, ma con una cinematica rivista e vetri ora privi di cornice.

Di serie arriverà inoltre un nuovo Carbon Fibre Touring Seat, studiato per offrire maggiore comfort e rendere più semplice entrare e uscire dall'auto quando il tetto è installato. Chi preferirà una configurazione più estrema potrà comunque scegliere, senza sovrapprezzo, il sedile in carbonio della Valhalla Coupé.

Quando arriva la Aston Martin Valhalla Spider

La Valhalla Spider debutterà pubblicamente al Concours at Wynn di Las Vegas 2026, mentre le prime consegne ai clienti sono previste per il terzo trimestre del 2027.

Aston Martin non ha ancora comunicato il prezzo della nuova versione. Quel che è certo è che la Spider non nascerà come una Valhalla depotenziata o semplicemente più scenografica: conserverà i 1.079 CV, i 350 km/h e gran parte dell'aerodinamica attiva della Coupé, aggiungendo la possibilità di sfruttare tutto questo con il V8 alle spalle e il cielo sopra la testa.

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