Furti d’auto, Italia prima in Europa per numero di veicoli rubati: crescono gli attacchi hi-tech

Furti d’auto, Italia prima in Europa per numero di veicoli rubati: crescono gli attacchi hi-tech
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L’Italia registra il numero più alto di veicoli rubati tra i principali Paesi europei. I ladri usano strumenti elettronici, mentre rapidità e protezioni multilivello diventano decisive.
11 settembre 2026

Bastano pochi minuti e non sempre rimangono segni di effrazione. Il furto di veicoli sta diventando una sfida sempre più tecnologica, combattuta tra strumenti elettronici impiegati dai criminali e sistemi di localizzazione utilizzati per rintracciare i mezzi. Il quadro tracciato dal report Recovery Pulse H1 2026 di LoJack Italia assegna al nostro Paese un primato poco rassicurante: nel 2023 sono stati rubati circa 132.000 veicoli, il numero più alto tra le principali realtà europee considerate.

Il dato italiano riportato nel dossier, che riprende il report Aftermarket Car Telematics di Berg Insight, precede nettamente quelli di Francia, Regno Unito, Spagna e Germania. Nel 2023 la Francia ha registrato circa 71.000 veicoli rubati, il Regno Unito 64.000, la Spagna 31.000 e la Germania 30.000. Nell’Unione europea erano state sottratte circa 450.000 auto nel 2020, un dato dimezzato rispetto al 2008, ma l’evoluzione non è stata uniforme tra i diversi mercati. Le cifre mostrano inoltre la dimensione transnazionale del fenomeno: i veicoli possono essere smontati per alimentare il mercato nero dei ricambi oppure trasferiti verso altri Paesi.

Recuperati 1.230 veicoli in sei mesi

Tra gennaio e giugno 2026 LoJack ha contribuito al recupero di 1.230 mezzi dotati dei propri dispositivi, comprendendo auto, SUV, moto, veicoli commerciali e macchine movimento terra. Il risultato segna un aumento del 20% rispetto allo stesso periodo del 2025, per un valore complessivo superiore a 46 milioni di euro. Si tratta di dati relativi ai recuperi effettuati attraverso i sistemi dell’azienda, non dell’intero fenomeno nazionale. I SUV hanno rappresentato il 60% dei mezzi ritrovati: Toyota, Peugeot e BMW sono stati i marchi più ricorrenti in questa categoria, mentre considerando le sole vetture i primi tre brand sono Toyota, Fiat e Mercedes-Benz.

La geografia dei ritrovamenti riflette quella delle aree maggiormente esposte. Campania, Puglia, Lazio, Lombardia e Piemonte hanno concentrato insieme l’88% dei recuperi effettuati nel semestre. Il fattore decisivo è il tempo: l’83% dei veicoli è stato individuato entro 24 ore dalla denuncia, il 3% tra le 24 e le 48 ore e il restante 14% dopo più di due giorni. Il tempo medio trascorso tra la segnalazione e il ritrovamento è stato di dieci ore. Denunciare subito il furto e attivare rapidamente l’eventuale servizio di localizzazione aumenta quindi le probabilità di intervenire prima che il mezzo venga smontato o trasferito.

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Come funzionano i furti hi-tech

Le tecniche moderne puntano sulle vulnerabilità dell’ecosistema digitale dell’auto: chiavi elettroniche, accessi keyless, centraline e segnali radio sono diventati nuovi punti da proteggere. In luoghi affollati come autogrill, centri commerciali e stazioni, dispositivi elettronici possono interferire con il comando di chiusura, lasciando il veicolo aperto senza che il proprietario se ne accorga. Conviene quindi verificare manualmente il blocco delle portiere. A casa è preferibile non lasciare le chiavi keyless vicino a porte e finestre e informarsi sulle funzioni previste dal costruttore per disattivarle temporaneamente.

Dieci precauzioni, dalla sosta all’assicurazione

La prevenzione comincia dalla scelta di un parcheggio illuminato, frequentato e possibilmente videosorvegliato. Non bisogna lasciare il motore acceso o le chiavi a bordo, neppure durante una sosta breve, né tenere oggetti di valore visibili nell’abitacolo. Un dispositivo meccanico come il blocca-volante può aggiungere un ostacolo, soprattutto se abbinato a sistemi elettronici di localizzazione e recupero installati da personale qualificato. È utile valutare una copertura assicurativa contro il furto e conservare fuori dall’auto targa, numero di telaio, marca, modello e contatti dell’assistenza. Nessuna singola soluzione elimina il rischio: nel mercato attuale la difesa più efficace nasce dalla combinazione tra buone abitudini, protezioni di tipo diverso e rapidità di intervento.

Una sfida per tutta l’industria dell’auto

La crescente digitalizzazione dei veicoli impone ai costruttori di considerare la sicurezza informatica insieme a quella fisica. L’accesso senza chiave e le funzioni connesse migliorano l’esperienza d’uso, ma ampliano anche la superficie esposta ad attacchi. Per automobilisti, assicurazioni e industria, la sicurezza non riguarda più soltanto serrature e immobilizer: coinvolge software, comunicazioni radio, tracciamento e capacità di aggiornare le difese durante l’intera vita dell’auto.

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