Jensen Interceptor GTX, il ritorno della leggenda è clamoroso: sotto il cofano c’è un V8 da 960 CV che urla in pista

Jensen Interceptor GTX, il ritorno della leggenda è clamoroso: sotto il cofano c’è un V8 da 960 CV che urla in pista
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La Jensen Interceptor GTX segna il ritorno di uno dei nomi più affascinanti dell’automobilismo britannico. Carrozzeria in alluminio, telaio dedicato e un V8 6.8 sovralimentato da 960 CV per una sportiva sviluppata esclusivamente per la pista. Il motore può arrivare a 1.200 CV, mentre il progetto anticipa anche le future Interceptor GTR e GT
28 settembre 2026

La Jensen Interceptor è pronta a tornare, ma lo fa in una veste molto diversa da quella della storica GT nata negli anni Sessanta. La nuova Interceptor GTX non è un restomod e non è una semplice reinterpretazione moderna dell'originale: è una vettura completamente nuova, progettata e costruita nel Regno Unito con un obiettivo preciso, offrire un'esperienza di guida analogica e ad altissime prestazioni. A renderla ancora più spettacolare è il suo V8 6.8 litri sovralimentato, capace di sviluppare 960 CV nella configurazione scelta per la GTX e accompagnato da un sound particolarmente aggressivo.

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Il V8 della Jensen Interceptor GTX

Sotto il lungo cofano della Jensen Interceptor GTX c'è un V8 di derivazione General Motors appartenente alla famiglia LT, ma la parentela con il propulsore originale è soltanto il punto di partenza. Meno del 20% dei componenti GM è stato mantenuto: il resto è stato profondamente rivisto con componenti forgiati e specifiche motorsport. Lo sviluppo del motore è stato affidato alla statunitense Late Model Engines, specializzata nella preparazione di propulsori ad alte prestazioni.

La configurazione della GTX eroga 960 CV, mentre questa unità può arrivare, nella specifica tecnica più estrema, fino a 1.200 CV e quasi 1.500 Nm di coppia. La potenza viene scaricata sulle ruote posteriori attraverso un cambio sequenziale a sei rapporti con ingranaggi a denti dritti, realizzato da Samsonas Motorsport. Una soluzione che punta non soltanto alle prestazioni, ma anche al coinvolgimento del pilota: il cambio stesso contribuisce infatti al carattere sonoro e meccanico della vettura.

Aerodinamica e tecnica da pista

L'aspetto della Jensen Interceptor GTX richiama volutamente le proporzioni della Interceptor originale del 1966, con cofano lungo, abitacolo arretrato e caratteristico montante posteriore. Sotto la carrozzeria, però, tutto è moderno. Il progetto nasce attorno a un telaio in alluminio estruso e incollato, abbinato a una carrozzeria in alluminio realizzata artigianalmente e a numerosi elementi aerodinamici in fibra di carbonio. L'aerodinamica non è soltanto scenografica: l'enorme ala posteriore regolabile può generare oltre 350 kg di deportanza, mentre splitter anteriore, fondo piatto, diffusore posteriore, prese d'aria e profili al retrotreno lavorano per migliorare raffreddamento e stabilità alle alte velocità.

Le sospensioni utilizzano doppi triangoli in alluminio e ammortizzatori Nitron regolabili manualmente su tre vie. L'impianto frenante è firmato AP Racing, con dischi in acciaio, mentre i cerchi forgiati monoblocco da 20 pollici sono abbinati a pneumatici Michelin Pilot Sport. Anche l'abitacolo conferma la vocazione racing: ci sono gabbia di sicurezza omologata FIA, sedili in fibra di carbonio, cinture a sei punti, impianto antincendio e strumentazione digitale MoTeC. Non mancano però alcuni dettagli più raffinati, come Alcantara, pelle e cuciture a contrasto.

Dal prototipo alla futura gamma Jensen

La GTX rappresenta il primo tassello della nuova strategia di Jensen International Automotive, società britannica che sta riportando sul mercato il marchio Jensen. Il progetto è stato sviluppato pensando fin dall'inizio a una famiglia di tre modelli: oltre alla GTX da pista, è prevista la Interceptor GTR, destinata a essere la versione omologata per la strada ad alte prestazioni, mentre la Interceptor GT sarà una più lussuosa Gran Turismo pensata per i viaggi. Un aspetto interessante è che le future GTR e GT manterranno buona parte dell'impostazione estetica e tecnica della GTX, ma con un carattere più stradale. Per loro sono previste anche soluzioni di trasmissione più tradizionali, come un cambio manuale H-pattern oppure un automatico. La rinascita di Jensen è quindi costruita attorno a un'idea precisa: recuperare lo spirito della Interceptor originale senza limitarsi a replicarlo. Anche la storia della nuova proprietà guarda al passato, con Jeff Qvale, figlio dell'ex proprietario di maggioranza di Jensen Motors Kjell Qvale, coinvolto nel progetto.

Per la Interceptor GTX il prezzo indicativo si colloca tra circa 850.000 e 950.000 sterline, mentre la produzione dovrebbe arrivare dopo il completamento della fase di sviluppo e dei test. Le prime indicazioni parlano di una disponibilità estremamente limitata e di un posizionamento al vertice del mercato delle sportive speciali. La GTX, dunque, non vuole essere semplicemente il ritorno di un nome storico: è il manifesto tecnico con cui Jensen prova a costruire la propria nuova identità, partendo da un V8 americano, da una filosofia rigorosamente analogica e da una carrozzeria che guarda al passato soltanto come punto di partenza.

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