Tesla FSD in Europa, il voto UE slitta: la guida autonoma supervisionata dovrà aspettare almeno dicembre

Tesla FSD in Europa, il voto UE slitta: la guida autonoma supervisionata dovrà aspettare almeno dicembre
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Il comitato tecnico europeo si limiterà a discutere il dossier il 6 ottobre, senza votare. Per il via libera servono 15 Paesi su 27, ma Svezia e altri Stati frenano sui limiti di velocità. Musk commenta con un sospiro.
28 settembre 2026

Doveva essere l'ottobre della svolta, sarà invece l'ennesimo autunno di attesa. Il voto dell'Unione Europea sul Full Self Driving Supervised di Tesla non arriverà il 6 ottobre, come la stessa Casa di Austin aveva lasciato intendere a inizio settembre. Secondo l'agenda ufficiale, la prossima finestra utile per una decisione si apre non prima di dicembre. E a Palo Alto, anzi ad Austin, qualcuno ha già perso la pazienza.

Tesla Full Self Driving
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Una discussione, non un voto

Il nodo sta tutto in una riga dell'ordine del giorno. Il Comitato Tecnico Veicoli a Motore (TCMV), l'organismo che riunisce i rappresentanti degli Stati membri e della Commissione Europea, si ritroverà il 6 ottobre per parlare del dossier Tesla. Ma alla voce dedicata non compare la parola "voto": si legge invece di una "continuazione delle discussioni" sulla richiesta olandese di autorizzazione ai sensi dell'Articolo 39, con appena 25 minuti a disposizione.

Venticinque minuti per un tema che, di fatto, potrebbe cambiare il modo in cui milioni di europei guidano. Ed è già la terza volta che il comitato affronta la questione senza arrivare a una conclusione. Poiché la riunione successiva a quella di ottobre è fissata per dicembre, quella diventa oggi la prima data plausibile per un verdetto.

Tutto è partito dall'Olanda

Per capire la partita bisogna tornare ad aprile, quando l'RDW, l'autorità olandese per l'omologazione dei veicoli, ha dato il via libera al sistema di Tesla. Una mossa pesante, perché nel meccanismo europeo l'Olanda è il Paese che ha seguito l'omologazione dei modelli Tesla venduti nel Vecchio Continente. Dopo Amsterdam sono arrivati il Belgio e un piccolo gruppo di altri Paesi.

Ora l'RDW vuole fare il passo successivo: estendere l'approvazione a tutti i 27 Stati dell'Unione. È qui che entra in gioco l'Articolo 39, lo strumento previsto dalla normativa europea sull'omologazione per autorizzare tecnologie nuove che non rientrano ancora nelle regole esistenti. Interpellata da Reuters, l'autorità olandese ha preferito non sbilanciarsi su tempi, discussione o possibili esiti.

Full Self Driving Tesla
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Il muro della maggioranza qualificata

Il vero ostacolo è aritmetico. Per un via libera continentale serve la maggioranza qualificata: almeno 15 Stati membri su 27 che rappresentino il 65% della popolazione dell'Unione. Non basta convincere i piccoli, servono anche i pesi massimi demografici.

E non tutti sono convinti. Diversi governi, con la Svezia in prima fila, hanno sollevato dubbi sulla tendenza dell'FSD a superare i limiti di velocità. Un'obiezione che tocca un nervo scoperto: un sistema che assiste il guidatore dovrebbe anche aiutarlo a rispettare il codice della strada, non il contrario. I Paesi che hanno già detto sì rispondono che la responsabilità resta al conducente, chiamato a vigilare costantemente e a intervenire quando serve. Del resto il nome stesso lo chiarisce: Supervised, supervisionato.

Il precedente Ford

Che il percorso sia possibile lo dimostra un caso recente. Lo stesso comitato, nel marzo 2024, ha approvato il BlueCruise di Ford, il sistema di assistenza alla guida con mani libere in autostrada, con la Germania a fare da sponsor. La differenza? Portata e ambizioni. BlueCruise lavora su tratti autostradali definiti, mentre l'FSD di Tesla punta a gestire la guida anche in contesti urbani e più complessi. Un salto che, comprensibilmente, rende più prudenti i regolatori.

Ford BlueCruise
Ford BlueCruise Ford

"Sigh": la reazione di Musk

Tesla non ha commentato ufficialmente il rinvio. A parlare, come spesso accade, è stato Elon Musk, che sotto un post su X dedicato alla notizia ha affidato tutto il suo stato d'animo a una sola parola: "sigh". Un sospiro che dice molto più di un comunicato stampa.

Tesla non ha commentato ufficialmente il rinvio. A parlare, come spesso accade, è stato Elon Musk, che sotto un post su X dedicato alla notizia ha affidato tutto il suo stato d'animo a una sola parola: "sigh". Un sospiro che dice molto più di un comunicato stampa.

Perché per Tesla è una questione vitale

La frustrazione ha radici concrete. Tesla considera l'approvazione dell'FSD una leva decisiva per rilanciare le vendite in Europa, dove negli ultimi tempi ha perso terreno. La pressione arriva soprattutto dai costruttori cinesi di auto elettriche, sempre più aggressivi su prezzi e contenuti tecnologici. In questo scenario il software di guida assistita è uno dei pochi veri elementi di differenziazione che il marchio americano può mettere sul tavolo.

Ogni mese di ritardo, insomma, pesa. E la palla ora passa ai governi europei, chiamati a decidere se la guida autonoma supervisionata sia pronta per le strade di tutto il continente o se servano ancora garanzie. Appuntamento, salvo nuove sorprese, a dicembre.

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