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La strada per l'arrivo del pacchetto Full Self-Driving (FSD) di Tesla sulle strade europee si fa in salita. La Francia ha espresso ufficialmente la propria opposizione all'autorizzazione del software nella sua configurazione attuale, diventando il primo governo dell'Unione Europea a prendere pubblicamente le distanze dall'iniziativa guidata dai Paesi Bassi per una via libera su scala continentale.
A chiarire la posizione di Parigi è stato il ministro dei Trasporti francese, Philippe Tabarot, attraverso una dichiarazione video nella quale ha evidenziato come i compromessi in materia di sicurezza non siano ancora sufficienti per giustificare un via libera.
Le riserve sollevate dalle autorità francesi non sono generiche, ma toccano due aspetti tecnici ben precisi riscontrati durante le analisi sul sistema:
Il mancato rispetto dei limiti di velocità: I test condotti hanno evidenziato che il software consente al veicolo di superare i limiti di velocità consentiti.
L'attenzione del guidatore nel traffico urbano: Il sistema non garantirebbe un livello ottimale di vigilanza da parte di chi si trova al volante durante le manovre più complesse in ambito cittadino, come l'attraversamento di incroci, rotonde o i cambi di corsia.
Tabarot ha inoltre ribadito un concetto fondamentale che spesso genera confusione tra gli utenti: l'FSD di Tesla non è un sistema di guida autonoma al 100%, ma un dispositivo di assistenza alla guida (Supervised) che richiede al conducente umano di rimanere costantemente vigile e pronto a intervenire.
Il verdetto francese frena un processo che aveva visto un'accelerazione lo scorso aprile, quando l'autorità olandese per la circolazione stradale (RDW) aveva approvato in via provvisoria la tecnologia Tesla. Quella decisione aveva spinto altri Paesi - tra cui Belgio, Danimarca, Estonia e Lituania - ad allinearsi in vista di un potenziale voto di omologazione dell'UE previsto per l'autunno.
La Francia, tuttavia, si rifiuta di recepire automaticamente l'esenzione nazionale concessa dai Paesi Bassi e chiede un protocollo di test armonizzato e approvato da tutta la Commissione Europea. Parigi non è isolata in questa battaglia: anche la Svezia ha espresso forte scetticismo, condizionando un eventuale via libera all'eliminazione del problema del superamento dei limiti di velocità.
Immediata la replica del CEO di Tesla, Elon Musk, che in un post pubblicato su X ha attaccato la posizione transalpina affermando che "ritardare l'approvazione dell'FSD in Francia costerà vite umane". Nonostante i toni fermi, il governo francese precisa che non si tratta di una bocciatura definitiva o di una chiusura preconcetta verso le nuove tecnologie. Tabarot ha confermato che la Francia sta continuando i colloqui tecnici con i Paesi Bassi, gli altri Stati membri e la stessa Tesla, con l'invio di propri rappresentanti sul suolo olandese per analizzare nel dettaglio i dati della sperimentazione.
L'obiettivo di Parigi è riunire nell'autunno il comparto dei veicoli autonomi per stabilire requisiti condivisi. L'FSD potrà dunque debuttare anche in Francia, ma soltanto quando l'aggiornamento del software garantirà il rispetto delle regole e la massima sicurezza per tutti gli utenti della strada.