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La corsa alla guida autonoma in Europa passa inevitabilmente attraverso la regolamentazione. Tesla, da anni protagonista dello sviluppo dei sistemi di assistenza avanzata alla guida, si trova oggi al centro di un acceso dibattito istituzionale: il percorso scelto per ottenere l’omologazione europea del sistema Full Self-Driving (FSD) sta sollevando dubbi tra autorità e tecnici del settore. Dopo l’approvazione preliminare concessa neiPaesi Bassi nell’aprile 2026, l’Unione Europea è chiamata a decidere se estendere o meno l’autorizzazione su scala comunitaria. Il nodo centrale riguarda la strategia normativa adottata dal costruttore americano. Tesla non sta seguendo il tradizionale iter di omologazione europeo per sistemi già regolamentati, ma punta a far riconoscere il proprio FSD come tecnologia innovativa non ancora coperta in modo completo dalle norme esistenti.
La base giuridica è l’articolo 39 della normativa europea sull’omologazione dei veicoli, che consente a uno Stato membro di concedere un’approvazione nazionale provvisoria e proporne successivamente l’estensione a tutta l’UE. L’autorità olandese RDW ha autorizzato l’utilizzo del sistema FSD “Supervised”sulle strade dei Paesi Bassi, aprendo un precedente importante per il mercato europeo. Tesla mira ora a ottenere il via libera comunitario attraverso il Comitato tecnico sui veicoli a motore, dove servirà una maggioranza qualificata degli Stati membri per approvare la diffusione del sistema in tutta Europa.
Le perplessità delle istituzioni europee non riguardano soltanto la burocrazia, ma soprattutto la sicurezza stradale. Diversi Paesi del Nord Europa hanno espresso preoccupazioni legate al comportamento del sistemain situazioni reali di guida: tra i problemi segnalati figurano il possibile superamento dei limiti di velocità, le prestazioni su fondi ghiacciati e la facilità con cui alcuni conducenti potrebbero aggirare i controlli di attenzione.
Non va dimenticato che il sistema Tesla resta classificato come guida assistita di Livello 2 SAE: il conducente deve mantenere sempre il controllo del veicolo e la responsabilità legale della guida. Proprio questo punto alimenta il dibattito: la denominazione “Full Self-Driving” viene spesso considerata fuorvianterispetto alle reali capacità del sistema, una critica già emersa negli anni passati tra esperti di sicurezza e autorità di regolazione internazionali.
Il caso Tesla rappresenta in realtà un banco di prova per l’intero settore automotive. L’Europa ha costruito negli ultimi anni un impianto legislativo molto rigoroso per i veicoli automatizzati, basato su standard comuni di omologazione e sicurezza validi per tutti i costruttori. L’eventuale approvazione del sistema FSD potrebbe accelerare lo sviluppo commerciale della guida assistita avanzata, ma allo stesso tempo obbligherebbe Bruxelles a ridefinire rapidamente regole tecniche, responsabilità assicurative e requisiti di sicurezza.
Bruxelles continua a mostrare scetticismo verso la tecnologia Tesla, citando criticità operative e timori legati alla sicurezza stradale, nonostante il primo via libera olandese. Nel frattempo, Tesla prosegue test e dimostrazioni in vari Paesi europei nel tentativo di dimostrare l’affidabilità del sistema e convincere i regolatori. La decisione finale dell’Unione Europea, attesa tra l’estate e l’autunno 2026, potrebbe segnare uno spartiacque: non solo per Tesla, ma per l’intero futuro della mobilità autonoma in Europa. Se approvata, la tecnologia aprirebbe una nuova fase di diffusione dei sistemi di guida automatizzata; in caso contrario, resterebbe il modello europeo basato su un’introduzione più graduale e controllata.