Lotus Eletre X, la prova del SUV: addio alla leggerezza, arriva il range extender

Lotus Eletre X, la prova del SUV: addio alla leggerezza, arriva il range extender
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La nuova Lotus Eletre X segna un'evoluzione importante per il marchio britannico: un grande SUV con tecnologia range extender, autonomia dichiarata superiore ai 1.000 km e potenze fino a 952 CV. Al volante delle versioni H550 e H1000, scopriamo come cambiano le prestazioni, il comportamento dinamico e la filosofia di una Lotus sempre più lontana dall'epoca di Elise ed Exige
22 ottobre 2026

Pronunciare il nome Lotus significa inevitabilmente evocare leggerezza, essenzialità meccanica e piacere di guida. Modelli come la Seven e la Elise hanno costruito la reputazione del marchio britannico su una filosofia precisa: togliere il superfluo per esaltare il rapporto tra automobile e guidatore. Oggi, però, la realtà è cambiata e la Lotus Eletre X rappresenta una delle interpretazioni più evidenti di questa trasformazione. La Eletre X è un SUV di oltre cinque metri che punta su potenza, tecnologia ed elettronica, introducendo una soluzione tecnica interessante anche per il futuro della mobilità elettrificata: il range extender. La vettura nasce sulla base dell'esperienza maturata con la Eletre completamente elettrica, ma cambia approccio alla gestione dell'autonomia.

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Lotus Eletre X: come funziona la tecnologia range extender

La novità principale della Lotus Eletre X è il sistema range extender, una soluzione che affianca alla propulsione elettrica un motore a benzina con il compito di estendere l'autonomia complessiva. Non si tratta, quindi, di un semplice ritorno al motore termico tradizionale, ma di una strategia che mantiene l'elettrificazione al centro del progetto. Sotto la carrozzeria troviamo una batteria da 70 kWh, affiancata da un quattro cilindri turbo benzina da 2,0 litri. A occuparsi della trazione sono invece due motori elettrici, che permettono di sfruttare la risposta immediata tipica di questa tecnologia. Il serbatoio della benzina ha una capacità di 52 litri: una dimensione relativamente contenuta, coerente con il ruolo del propulsore termico, pensato per contribuire all'autonomia e non per sostituire la componente elettrica nella guida quotidiana.

La Eletre X può percorrere fino a 350 km in modalità elettrica, mentre l'autonomia complessiva può superare i 1.000 km nel ciclo WLTP, grazie all'intervento del sistema range extender. Si tratta di valori che rendono il SUV adatto anche ai lunghi viaggi, almeno sulla carta, riducendo la necessità di pianificare soste frequenti per la ricarica. La tecnologia può rappresentare una soluzione intermedia tra l'auto elettrica pura e quella tradizionale, soprattutto nei mercati in cui le infrastrutture non sono ancora capillari.

H550 e H1000: due versioni, fino a 952 CV

La gamma della Lotus Eletre X si articola in due configurazioni principali, H550 e H1000. La prima sviluppa 550 CV e rappresenta la variante meno potente, mentre la seconda arriva a 952 CV, con una coppia massima dichiarata di 1.400 Nm. Numeri che collocano la versione più prestazionale in una dimensione decisamente estrema per un SUV di queste dimensioni. La differenza tra le due versioni non riguarda il motore termico, che rimane lo stesso quattro cilindri da 2,0 litri, ma soprattutto la parte elettrica del sistema di propulsione e la relativa gestione elettronica. Sulla H1000, i motori elettrici raggiungono potenze dichiarate di 310 kW all'anteriore e 390 kW al posteriore, contribuendo a spiegare il salto prestazionale rispetto alla H550.

Il test ha permesso di apprezzare anche il lavoro dei sistemi che gestiscono il comportamento del telaio. Il peso resta importante, superiore alle 2,5 tonnellate, ma l'elettronica riesce a limitare la percezione della massa nei cambi di direzione e nei rapidi trasferimenti di carico. La H550, pur disponendo di una potenza già considerevole, appare meno convincente se si considera il posizionamento del modello e il suo prezzo. Su un SUV di questo segmento, infatti, le prestazioni rappresentano una componente importante dell'esperienza di guida. Per questo motivo, la H1000 sembra sfruttare maggiormente il potenziale del progetto, offrendo un carattere più coerente con le ambizioni sportive dichiarate dal marchio.

Ricarica a 900 Volt: tempi ridotti e potenze elevate

Un altro elemento centrale del progetto è l'architettura elettrica a 900 Volt, una soluzione che si colloca al di sopra dei sistemi a 800 Volt diventati sempre più diffusi tra le auto elettriche ad alte prestazioni. La potenza massima dichiarata in corrente continua arriva a 436 kW. I tempi necessari per passare dal 10 all'80% o dal 20 all'80% della carica possono scendere nell'ordine degli 8-9 minuti nelle condizioni previste. Sono valori di grande interesse, anche se nella pratica il risultato dipende dalla colonnina utilizzata, dalla temperatura della batteria, dal livello di carica iniziale e dalla curva di ricarica effettivamente raggiunta.

È importante, quindi, distinguere i dati teorici dall'esperienza quotidiana: non tutte le stazioni possono erogare potenze simili e la vettura deve poter dialogare correttamente con l'infrastruttura per sfruttarne il potenziale. Resta comunque una dotazione tecnica significativa, che conferma come la Eletre X non sia soltanto un SUV potente, ma anche un progetto in cui l'elettronica di bordo e la gestione dell'energia hanno un ruolo determinante. La combinazione tra batteria, motori elettrici e range extender punta proprio a ridurre alcuni dei limiti pratici associati alla mobilità elettrica, soprattutto per chi percorre molti chilometri e non vuole rinunciare alla possibilità di affrontare viaggi lunghi.

Telaio, sospensioni e freni: l'elettronica fa la differenza

Gestire una potenza che sfiora i 1.000 CV su un SUV da oltre cinque metri richiede una progettazione attenta di telaio, sospensioni e impianto frenante. La Lotus Eletre X utilizza uno schema a doppio braccio oscillante all'anteriore e una configurazione multilink al posteriore, pensata per gestire le esigenze dell'assale elettrificato e contribuire alla precisione di guida. La versione H1000 aggiunge elementi specifici, tra cui le barre antirollio attive a 48 Volt, che intervengono sui movimenti della carrozzeria.

Quando si frena con decisione, il peso torna a farsi sentire e ricorda al conducente di essere al volante di un grande SUV, non di una sportiva leggera come la Elise. È soprattutto in questa fase che si percepiscono i trasferimenti di carico e le esigenze imposte da una massa così elevata. Anche l'impianto frenante cambia tra le due configurazioni. La H550 adotta freni Brembo a quattro pistoncini, mentre la H1000 dispone di pinze a sei pistoncini e dischi anteriori da 412 mm. Quest'ultima utilizza inoltre cerchi da 21 pollici, contro i 20 pollici della versione meno potente. Una dotazione che sottolinea le maggiori esigenze della variante più prestazionale, chiamata a gestire accelerazioni e velocità di livello molto elevato.

Design e interni: qualità costruttiva e tecnologia di derivazione cinese

Dal punto di vista estetico, la Eletre X riprende sostanzialmente le linee della Eletre elettrica. Le proporzioni sono quelle di un SUV di grandi dimensioni, con un'impostazione moderna e una firma luminosa posteriore a sviluppo orizzontale. Il design riflette l'evoluzione internazionale del marchio e il contesto industriale in cui Lotus opera oggi, all'interno del gruppo Geely. Tra gli elementi aerodinamici figura anche uno spoiler attivo, pensato per contribuire alla gestione dei flussi d'aria in funzione delle condizioni di guida. Sono disponibili due soluzioni per gli specchietti: quelli tradizionali e quelli digitali con telecamere, una scelta che lascia al cliente la possibilità di privilegiare la soluzione classica oppure quella più tecnologica.

La qualità dei materiali, la precisione degli assemblaggi e la solidità dei comandi trasmettono una sensazione di cura elevata. Anche le parti mobili, come le levette e gli elementi della console centrale, mostrano una buona consistenza, mentre l'assenza di scricchiolii percepibili durante la prova contribuisce a restituire un'impressione positiva. A completare il quadro c'è il software di bordo, caratterizzato da una buona fluidità e da un'impostazione moderna. È un aspetto in cui diversi costruttori cinesi hanno compiuto passi avanti importanti, trasformando l'esperienza digitale in uno dei punti di forza delle loro vetture.

Prezzi Lotus Eletre X: la H1000 vale la differenza?

Il listino rappresenta un altro elemento fondamentale per comprendere il posizionamento della nuova Lotus. Durante la prova, il prezzo della Eletre X H550 è stato indicato in circa 99.900 euro, appena sotto la soglia dei 100.000 euro. Per la H1000 si sale invece a circa 123.000-124.000 euro, con una differenza di circa 25.000 euro tra le due configurazioni. Una distanza economica significativa, ma che secondo le impressioni raccolte al volante trova una giustificazione nelle prestazioni e nelle dotazioni dinamiche della versione più potente.

La H1000 non offre soltanto più cavalli: introduce anche soluzioni che incidono sul controllo della carrozzeria e sulla gestione della massa, aspetti importanti quando si guida un veicolo di questo peso. La H550 rimane una vettura dalla potenza elevata, ma potrebbe lasciare insoddisfatto chi cerca in un SUV Lotus un carattere realmente sportivo e prestazioni in linea con il segmento. La H1000, invece, sembra esprimere con maggiore efficacia la filosofia del progetto, pur rimanendo molto distante dall'idea di automobile essenziale che ha reso celebre il marchio.

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