Marca per marca, le ibride che hanno gli incentivi fino a 4.000 euro

Marca per marca, le ibride che hanno gli incentivi fino a 4.000 euro
Ibride con l'incentivo, ecco una lista commentata di tutto quello che al momento si può ordinare in Italia
20 maggio 2022

Ecco la nostra suddivisione per marca di tutti i modelli ibridi che rientrano negli incentivi statali in vigore dal 16 maggio, ma le cui effettive prenotazioni partiranno mercoledì prossimo 25 maggio. Si tratta principalmente di modelli piuttosto cari, tant'è che il limite di prezzo è stato spostato in alto di 10.000 euro, portandolo a 45.000 euro (esclusa IVA) e questo perché sono ibride ricaricabili, quindi hanno il motore termico e anche quello elettrico, più una consistente (e costosa) batteria. I vantaggi vanno da 4.000 euro (con rottamazione) e 2.000 euro (senza rottamazione, davvero poco). Il testo del decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale il 16 maggio, ha stabilito che la rottamazione si può fare solo per le auto inferiore all'Euro5. Le elettriche con incentivo e i nostri consigli potete vederle qui. 

Le ibride plug-in: 4.000 euro con rottamazione, 2.000 euro senza rottamazione

AUDI: La A3 e la Q3, le berline e le Suv ibride ricaricabili più vendute per la Casa degli Anelli, sono incentivabili. Si riconoscono dalla sigla "TSFI e" e hanno potenze che vanno dai 204 ai 245 CV e ci sono anche con le 4 ruote motrici.  

BMW: nella fascia 21-60 g/km si possono scegliere una monovolume, la 225e, una berlina, la 320e e una SUV, la X1, in vari allestimenti. Prezzi, ovviamente, al top, i 4.000 euro di incentivo con rottamazione fanno poca differenza, ancor meno i 2.000 senza rottamazione.  

CITROEN: non c'è dubbio che la C5 Aircross ibrida plug-in possa attrarre, è grande e stilosa e molto comoda, con lo stesso ubiquo powertrain di PSA da 225 CV. Ancora più grande e più recente è la C5 X (stessi motori) che è tornata dopo anni sotto forma di crossover.

CUPRA: marchio che sta tirando fortissimo, per questa fascia di incentivo ha la Formentor e-Hybrid da 204 a 245 CV e prezzi a partire da 39.000 euro. C'è anche la Leon (berlina e station) per quelli a cui non piacciono le Suv.

DS: La DS4 è una visione lussuosa e crossover del multiforme pianale elettrotermico di Stellantis, ma con interni decisamente più votati al lusso. Efficienza dal comparto batterie, si fanno più di 50 km in elettrico. La più potente DS7 è anche lei incentivata.

FORD: un solo modello in questa fascia di incentivo, la Kuga con un motore di cilindrata insolitamente (e forse inutilmente) alta, 2,5 litri, ma prezzi buoni. a partire da 38.000 euro esclusi gli sconti.

HYUNDAI: l'ibrido ricaricabile è di casa alla Hyundai, con la Ioniq ricaricabile un po' datata (da non confondere con la Ioni5, che è una elettrica), e la desideratissima Tucson, più costosa ma anch'essa incentivabile con 4.000 euro.

JEEP: ecco l'olimpo delle ibride ricaricabili più desiderate (e vendute) in Italia con incentivo: la Renegade 4xe e la Compass, stessa meccanica ma tanto spazio in più dietro. L'abbinata con l'elettrico e il 1.300 arriva sino alla notevole potenza di 240 CV. Caratteristica peculiare: le ruote dietro sono solo "elettriche".

KIA: la Casa coreana ha un sacco di modelli ibridi plug-in in listino che possono fruire dello sconto, fra tutte brilla la Sportage PHEV (da 43.950 euro), ma c'è anche la classica Ceed (da 35.500 euro, solo Sportwagon) e la Niro, che però sta per essere sostituita con il nuovo modello 2022 su piattaforma K di livello 3. Per gli amanti delle crossover-coupé, ecco la Xceed da 36.250 euro

LYNK &CO: nuovo attore sulla scena delle ibride ricaricabili, il modello 01 (più semplice di così non si poteva) è una parente della Volvo XC40 Recharge, ma solo per il telaio e il powertrain, interni e carrozzeria sono molto diversi. Innovativa la formula di affitto per 500 euro al mese tutto compreso, ma volendo si può anche comprare con l'incentivo.

MAZDA: la Casa ha fatto una scelta un po' particolare, la CX-60 è una plug-in di grossa cilindrata (e di grossa taglia, è lunga 474 cm) da 2,5 litri a trazione integrale "classica" ma un'autonomia in elettrico notevole di quasi 80 km. Prezzi a partire da 49.950 euro.

MERCEDES: in questo momento è il costruttore con la gamma di ibride ricaricabili più ampia, che spazia dalle Classe A (da 46.000 euro) alla Classe B (un po' meno ambìta ma meno cara, 43.900 euro), alla CLA (filante sedan da 46.800 euro), alla CLA Shooting Brake (fa molto figo, ma in fondo è una station wagon che parte da 50.600 euro) fino alla suv compatta GLA (da 52.500 euro), tutte con motore 1.300 a a benzina e batteria da 15,6 kWh.

MG: storico marchio britannico passato in mani cinesi e ora arrivato anche in Italia, con la EHS, un'ibrida dal prezzo molto interessante di 36.300 euro esclusi gli incentivi. Ha un 1.500 turbo che con l'elettrico arriva alla rispettabile potenza di 258 CV.

MINI: c'è solo la Countryman in listino per la Casa britannica fra la plug-in, tutte a trazione integrale ALL4 quindi con prezzi che partono un po' in alto, da 46.600 euro. Bella pesante per essere Mini, quasi 18 quintali in ordine di marcia, vale a dire tre di quelle del 1959.

MITSUBISHI: un marchio un po' in ombra che ha (appunto) in listino la Eclipse Cross ibrida a quattro ruote motrici con un motore non molto europeo (2,4 litri benzina). Attenzione che la ricarica è con l'attacco ChaDeMo, pressoché abbandonato in Europa. Stesso discorso per la Outlander, più potente.

OPEL: l'intramontabile Astra (berlina e station wagon) e la Grandland sono entrambe nella lista degli invitati al beneficio degli incentivi da 2 a 4.000 euro, la prima con il motore da 180 CV, la seconda che può arrivare a 225 CV, tutte con il motore 1.600 a benzina. Condividono il progetto con Peugeot, DS, Citroen.

PEUGEOT: sulla medesimo pianale  delle Opel ci sono le 308 e-EAT8 (anche qui due potenze a disposizione, 180 e 225 CV e pure l'eccellente carrozzeria station wagon super spaziosa) e l'omologa 3008, versione Suv. Entra in gioco, in virtù di un prezzo contenuto, anche la comodissima e lussuosa 508, con prezzi a partire da poco più di 50 mila euro (da scontare).

RENAULT: la B-suv Captur è cresciuta di ben 10 cm rispetto alla prima serie, e la gamma si è arricchita di una versione plug-in da 160 CV con prezzi da 34.000 euro (30.000 con l'incentivo maggiore). Se non vi piacciono le Suv c'è la Megane berlina  e station wagon, più classica. 

SEAT: Della Leon abbiamo già detto qualcosa al capitolo Cupra, nessuna differenza sostanziale ma un design molto più familiare e rassicurante, comunque alla bisogna ci sono 204 CV sotto il piede. La Tarraco, più lunga e dal passo abbondante, è una Suv sportiva con la ricarica.   

SKODA: la spaziosa Octavia berlina e l'ancor più vasta Superb hanno entrambe una motorizzazione che si aggiudica i 4.000 euro (rottamando qualche vecchiume) basate sull'accoppiamento bimotore 1.4 TFSI ed elettrico, con batteria da 13 kWh. Le rispettive versioni Octavia WagonSuperb wagon, poi, sono iperspaziali.   

SUZUKI: la Across è basata sulla Toyota RAV4 e ne riprende prezzo e caratteristiche, con poche differenze nella dotazione e nessuna dal punto di vista dei motroi e della meccanica. Trazione integrale, cosa non scontata su una PHEV.

TOYOTA: stranamente la Casa giapponese, da sempre precorritrice dell'ibrido, si è impegnata poco sul plug-in di cui esistono per il momento solo una versione della Prius e una della RAV4, che però arriva alla considerevole potenza di 306 CV complessivi.   

VOKSWAGEN: Golf, Tiguan, Multivan e anche l'ultima Passat (ultima nel senso che uscirà presto di scena) sono  tutte ibride plug-in con il 1.4 TSFI. Tra le Golf si distingue la GTE, versione ricaricabile dei tempi moderni della GTI, con 245 CV

VOLVO: c'è solo una XC40 ammessa agli incentivi e si chiama "Recharge", spinta da un 1.5 benzina con 180 CV. Come sempre, confort e posizione di guida al top, il sistema multimediale però è un po' antipatico, specie per il clima.  

 

 

 

 

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