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Il Codice della Strada potrebbe cambiare profondamente ancora una volta. Martedì 13 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo testo elaborato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, aprendo un iter che potrebbe portare all'entrata in vigore delle nuove disposizioni nel corso del 2027.
Tra le novità che interessano più direttamente automobilisti e motociclisti ci sono un nuovo sistema per calcolare le multe per eccesso di velocità, l'addio all'obbligo di avere materialmente con sé patente e carta di circolazione, tempi più brevi per la notifica delle contravvenzioni e una modifica alla durata della patente. Allo stesso tempo vengono irrigidite le conseguenze per alcune condotte considerate particolarmente pericolose.
È probabilmente la modifica destinata a far discutere di più. La riforma punta a superare, per l'eccesso di velocità, l'attuale sistema basato su fasce di superamento del limite, introducendo una sanzione maggiormente proporzionata alla velocità effettivamente rilevata.
Secondo il testo della riforma riportato dalle anticipazioni, sulle strade con limiti superiori a 50 km/h la sanzione sarebbe calcolata in linea generale in 10 euro per ogni km/h di superamento del limite, una volta considerate naturalmente le tolleranze previste per gli strumenti di rilevazione. Nei contesti urbani con limiti di 30 o 50 km/h, invece, il valore scenderebbe a 5 euro per ogni km/h oltre il limite.
Il risultato è che alcune infrazioni potrebbero diventare sensibilmente meno costose rispetto a oggi. Con un limite di 50 km/h, per esempio, un superamento di 11 km/h porterebbe secondo il nuovo schema a una sanzione di 55 euro. L'obiettivo dichiarato dal Ministero è rendere le sanzioni più proporzionate alla gravità effettiva della violazione, mantenendone la funzione deterrente senza renderle, nelle parole del MIT, “vessatorie”.
La filosofia della riforma, però, non è semplicemente quella di abbassare le multe. Il sistema sanzionatorio viene complessivamente razionalizzato e alcune violazioni diventano più pesanti.
Le attuali numerose fasce sanzionatorie verrebbero ridotte, mentre diversi importi minimi vengono arrotondati verso il basso: il MIT cita, ad esempio, le sanzioni da 26 e 42 euro che passerebbero rispettivamente a 25 e 40 euro, e quelle da 83 e 87 euro ridotte a 80 euro. Verrebbe inoltre sospeso l'attuale meccanismo di adeguamento automatico biennale delle multe all'inflazione.
Dall'altra parte aumenta invece la severità nei confronti di alcuni comportamenti. Per chi circola senza assicurazione, ad esempio, è previsto anche un divieto di circolazione a tempo indeterminato fino alla regolarizzazione della posizione. Già durante il percorso di preparazione della riforma il MIT aveva indicato inoltre l'aumento da 866 a 1.000 euro della sanzione minima prevista per questa violazione.
Un'altra modifica avrà un impatto molto concreto sulla vita quotidiana degli automobilisti. Con il nuovo Codice patente e carta di circolazione non dovranno più essere necessariamente portate fisicamente a bordo del veicolo.
Durante un controllo, le forze dell'ordine potranno verificare direttamente attraverso le banche dati nazionali l'identità del conducente, la validità della patente e le informazioni relative al veicolo.
Il principio è quello di eliminare progressivamente la dipendenza dai documenti fisici per informazioni che sono già disponibili digitalmente alla pubblica amministrazione.
La digitalizzazione interesserà anche i verbali. Le notifiche potranno passare in via prioritaria attraverso il Servizio Notifiche Digitali, SEND, quando il destinatario dispone di un domicilio digitale.
Ma soprattutto cambia il termine previsto per le infrazioni accertate a distanza, come può accadere con un autovelox: le amministrazioni avranno 45 giorni anziché gli attuali 90 per notificare il verbale quando non c'è stata contestazione immediata.
Si tratta peraltro di un compromesso rispetto alle prime versioni della riforma: nel materiale sottoposto alle associazioni durante l'estate il MIT aveva ipotizzato addirittura una riduzione a 30 giorni.
Novità anche per il rinnovo della patente. Oggi la patente di categoria B ha normalmente validità decennale fino ai 50 anni, per poi passare a scadenze più ravvicinate.
Con il nuovo schema il rinnovo ogni dieci anni verrebbe esteso fino ai 65 anni per le patenti del cosiddetto gruppo 1, che comprende quelle utilizzate per automobili e motocicli. Non significa quindi che la patente non dovrà più essere rinnovata fino a 65 anni, ma che la validità decennale continuerà più a lungo rispetto a quanto avviene oggi.
Per il trasporto professionale, invece, il MIT indica l'innalzamento da 68 a 70 anni del limite anagrafico per le patenti del gruppo 2, tra cui C, CE, D e DE, con verifica biennale dell'idoneità.
Il nuovo Codice contiene una novità importante anche per i motociclisti. In presenza di rallentamenti o incidenti in autostrada viene prevista la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza.
Il testo contempla inoltre un programma dedicato all'installazione di barriere stradali salva-motociclisti, con l'obiettivo di ridurre le conseguenze degli impatti contro i guardrail.
Cambiano anche alcune norme per biciclette e mezzi della micromobilità. Per determinate categorie di cicli a propulsione è previsto l'obbligo di casco e contrassegno, mentre per i monopattini elettrici vengono introdotti nuovi strumenti per impedire la circolazione quando rappresentano un intralcio o un pericolo per i pedoni.
Tra le altre misure previste dalla riforma compare anche la possibilità di chiedere la rateizzazione delle sanzioni superiori a 200 euro, quando accertate con un unico verbale e in presenza dei requisiti economici previsti.
Prima dell'avvio della riscossione coattiva dovrà inoltre essere inviato un avviso bonario. Il Codice introduce poi strumenti più incisivi per recuperare le sanzioni non pagate dagli automobilisti stranieri e stabilisce l'obbligo di assicurazione secondo le regole italiane per i veicoli stranieri che circolano nel Paese per più di 30 giorni.
È probabilmente il punto più importante da chiarire: per ora non cambia nulla per gli automobilisti.
Quello arrivato il 13 ottobre è infatti il primo via libera del Consiglio dei ministri. Lo schema di decreto legislativo deve ora proseguire il proprio iter, passando tra l'altro dal Consiglio di Stato, dalla Conferenza unificata e dalle Commissioni parlamentari competenti. Solo successivamente il Governo potrà procedere all'approvazione definitiva, seguita dall'emanazione da parte del Presidente della Repubblica e dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
I tempi potrebbero quindi portare l'approvazione definitiva nei primi mesi del 2027. Fino a quel momento restano valide le regole attuali: niente multa “al chilometro”, documenti ancora da portare con sé secondo la normativa vigente e nessuna nuova validità decennale della patente fino ai 65 anni.