Renault cede Alpine Racing a Dumarey: salvi 150 posti di lavoro nello storico centro di Viry-Châtillon

Renault cede Alpine Racing a Dumarey: salvi 150 posti di lavoro nello storico centro di Viry-Châtillon
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Accordo tra Renault Group e Dumarey Group per la cessione di Alpine Racing SAS, la società che gestisce lo storico centro di sviluppo dei motori di Formula 1 a Viry-Châtillon. Tutti i dipendenti saranno trasferiti al nuovo proprietario. L'obiettivo è salvaguardare competenze ingegneristiche e rilanciare le attività nel motorsport
23 ottobre 2026

Renault ha raggiunto un accordo con il gruppo belga Dumarey per la cessione di Alpine Racing SAS, la società che gestisce il polo tecnologico di Viry-Châtillon, alle porte di Parigi, per decenni uno dei punti di riferimento nello sviluppo dei motori di Formula 1. L'intesa prevede il trasferimento della struttura, delle risorse tecniche e di tutti i dipendenti al nuovo proprietario. Il passaggio di consegne, tuttavia, non è ancora definitivo: serviranno il completamento delle procedure di consultazione dei rappresentanti dei lavoratori e le necessarie autorizzazioni regolamentari.

Alpine Racing passa a Dumarey: cosa prevede l'accordo con Renault

Nel dettaglio, Dumarey Group acquisirà Alpine Racing SAS, con sede a Viry-Châtillon, insieme ai team e agli asset materiali e immateriali necessari per proseguire le attività. È previsto anche il trasferimento dell'intero personale della società, una misura fondamentale per conservare il know-how sviluppato nella progettazione e nella sperimentazione dei propulsori da competizione.

L'operazione riguarda circa 150 posti di lavoro, mentre le condizioni economiche della transazione non sono state rese pubbliche. Una volta conclusa l'acquisizione, Alpine Racing SAS opererà sotto il marchio, la proprietà e la gestione del gruppo belga. La vendita non deve però essere confusa con una cessione della scuderia Alpine di Formula 1. L'accordo riguarda infatti la società e il sito tecnico di Viry-Châtillon, non il team che partecipa al Mondiale.

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Perché Renault lascia Viry-Châtillon e quale sarà il futuro dei motori F1

La decisione si inserisce nella strategia annunciata da Renault nel 2024, quando il costruttore francese ha scelto di interrompere il proprio programma di sviluppo delle power unit di Formula 1 a partire dal 2026. Il valore del sito, tuttavia, va ben oltre la realizzazione dei motori destinati alle monoposto. La struttura ha sviluppato competenze avanzate nei sistemi di propulsione ibridi ed elettrici, nella simulazione, nel software e nelle tecnologie di prova. Un patrimonio tecnico che può trovare nuove applicazioni sia nel motorsport sia in altri settori industriali ad alta intensità tecnologica.

Renault e Dumarey indicano proprio nella continuità delle competenze e nella possibilità di mettere l'esperienza maturata in Formula 1 al servizio di altre squadre uno degli obiettivi dell'operazione. In prospettiva, quindi, il centro potrebbe continuare a lavorare su progetti motoristici ad alte prestazioni, pur all'interno di un modello industriale diverso da quello del costruttore francese.

Dumarey punta sul motorsport: il legame con l'industria italiana

Per Dumarey Group, specializzato nelle tecnologie di propulsione e nelle soluzioni ingegneristiche per l'automotive, l'acquisizione rappresenta un'opportunità per rafforzare la propria presenza nel motorsport. Il gruppo belga intende valorizzare le capacità dei tecnici di Viry-Châtillon e le infrastrutture del sito, integrandole con la propria esperienza nello sviluppo di motori, sistemi energetici e tecnologie per l'elettrificazione. Dumarey è presente a Torino, dove ha rilevato l'ex centro di ricerca e sviluppo di General Motors, e ha ampliato le proprie attività industriali attraverso l'acquisizione di Vitesco Technologies Italy, con stabilimenti nell'area di Pisa. Il gruppo ha inoltre portato avanti altre operazioni industriali in Europa, puntando su impianti e competenze tecniche da riconvertire e sviluppare.

Il fondatore e presidente Guido Dumarey ha sottolineato il potenziale rappresentato dalla combinazione tra le capacità dei tecnici francesi, le strutture di Viry-Châtillon e la cultura imprenditoriale del gruppo. Per Renault, invece, la cessione consente di proseguire il riassetto delle attività legate alla Formula 1, mentre per i lavoratori apre una prospettiva di continuità professionale. Il passaggio non cancella il peso storico di Viry-Châtillon nella competizione automobilistica, ma potrebbe offrire al centro una seconda vita industriale, con nuove applicazioni per le tecnologie sviluppate in decenni di attività ai massimi livelli del motorsport.

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