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Davanti a una batteria che va in fiamme, l'industria ha finora puntato su raffreddamento, compartimentazione e chimiche più stabili. Stellantis sceglie una strada più radicale: se il pacco diventa un pericolo, la soluzione più sicura è lasciarlo per terra e andarsene. È l'idea di un brevetto depositato da FCA US e pubblicato dall'USPTO, l'ufficio brevetti statunitense, lo scorso 17 settembre.
Il documento descrive un sistema di sgancio rapido della batteria ad alta tensione, pensato per i casi in cui il pacco si surriscalda, si danneggia o innesca un evento termico, cioè lo scenario più temuto da chi lavora sulle auto elettriche: la reazione a catena che trasforma le celle in una fonte di calore difficile da domare.
Il processo parte da un comando manuale. A premere il pulsante di sgancio può essere il guidatore, un passeggero, un soccorritore o chiunque si trovi vicino alla vettura. A quel punto il sistema interrompe il collegamento elettrico con la batteria e la stacca fisicamente dal telaio.
La parte più sorprendente riguarda il modo in cui la batteria viene separata. Il brevetto prevede più soluzioni: sezioni del telaio che scorrono e si aprono oppure dispositivi pirotecnici, piccole cariche capaci di liberare il pacco in una frazione di secondo. Una scena che sembra uscita da una sceneggiatura hollywoodiana, ma che nelle intenzioni dei tecnici risponde a un'esigenza molto concreta: guadagnare tempo prezioso.
Stellantis immagina anche più comandi distribuiti nella vettura. Uno potrebbe trovarsi nell'abitacolo, un altro nel bagagliaio, così da permettere l'attivazione anche dall'esterno, ad esempio da parte dei vigili del fuoco. Quanto alla forma, il brevetto lascia ampia libertà: leva, pulsante fisico, comando sul touchscreen o interruttore a levetta.
È la domanda che sorge spontanea. La risposta sta nella batteria da 12 volt, quella che normalmente alimenta i servizi di bordo. Secondo il brevetto, una volta separato il pacco principale, la centralina ordina al motore elettrico di spingere la vettura per una distanza prestabilita, sufficiente ad allontanarla dalla batteria potenzialmente in fiamme.
Non si parla certo di autonomia: è ragionevole pensare a qualche decina di metri, forse un centinaio, non di più. Ma in una situazione di emergenza bastano a salvare la vettura e, soprattutto, a mettere al sicuro chi si trova a bordo.
L'idea di espellere la batteria non è del tutto inedita. Circa un anno fa un centro di ricerca cinese aveva mostrato un concetto molto simile, con il pacco catapultato fuori dalla vettura. La proposta di Stellantis aggiunge però un tassello in più: la possibilità per l'auto di allontanarsi autonomamente dalla fonte del pericolo.
Restano diversi punti aperti. Stellantis non indica quanta strada potrebbe percorrere l'auto dopo lo sgancio, né se e quando il sistema arriverà su un modello di serie. Il fatto che il documento lo descriva come applicabile a qualsiasi tipo di veicolo suggerisce però un interesse che va oltre il semplice esercizio teorico.
Come sempre, un brevetto non è una promessa di produzione. Ma il segnale è chiaro: nella corsa alla sicurezza delle auto elettriche, il prossimo passo potrebbe non essere spegnere l'incendio, bensì non trovarsi lì quando divampa.
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