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Tavares: "Stop ai crediti CO2 Tesla. A Stellantis non servono più..."

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Il CEO di Stellantis ha confermato in un'intervista ad un quotidiano francese che Stellantis non ha bisogno di comprare crediti da Tesla. L'accordo con l'azienda di Elon Musk, dunque, si chiude grazie alle tecnologie del Gruppo italo-francese

Tavares: Stop ai crediti CO2 Tesla. A Stellantis non servono più...

Il debutto della Fiat 500 elettrica, l’ibridizzazione pesante di modelli top come Jeep Renegade e Compass ma anche l’introduzione di varianti elettriche di 208 e 2008 e la forte elettrificazione di altri modelli PSA consentiranno al Gruppo Stellantis di non essere più schiavi di Tesla in relazione ai crediti sulle emissioni di CO2 che il Gruppo FCA acquistava dal costruttore di auto elettriche americano.

"Con la tecnologia elettrica che PSA ha portato nel gruppo" afferma l’AD Carlos Tavares su Le Point, "soddisferemo autonomamente le normative sulle emissioni di CO2 già da quest'anno". "Pertanto non avremo bisogno di ricorrere ai crediti europei e FCA non dovrà più collaborare con la Tesla o con chiunque altro.”

Una bella boccata d’aria per Stellantis ed una apparente nota negativa per Tesla visto e considerato che l’importo dell’accordo 2019-2021 firmato tra FCA e Tesla si aggira attorno ai 2 miliardi di euro: l’equivalente dello sviluppo di un paio di modelli di grossa portata in aziende automotive.

Tesla, però, troverà certamente aziende disposte a comprare i loro crediti perché le normative sull’abbattimento della CO2 si stanno facendo sempre più stringenti e questi crediti fanno comodo a decine d’aziende che ad oggi non hanno ancora le gamme in linea con le esigenze di un abbattimento così facile dei valori di anidride carbonica: per intenderci può essere possibile che costi meno comprare crediti che sviluppare tecnologie anche se è evidente che strategie del genere possono essere interessanti solamente in fase di transizione e non possono essere considerate degli asset attorno ai quali muovere le sorti di una azienda automotive. Giusto per dare un valore dell’attività di cessione crediti, nel 2020 ha incassato da questo “giochino” la bellezza di 1,6 miliardi, contro i 594 milioni del 2019.

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