Tesla Roadster, Musk sempre più pazzo: vola davvero, va a testa in giù e fa 0-96 km/h in 0,81 secondi [VIDEO]

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Dopo quasi nove anni di attesa Tesla ha mostrato nella notte italiana la nuova, definitiva, Roadster. Musk ha strabiliato il pubblico con un'auto in grado di marciare a testa in giù, grazie a ventole per incollarsi all’asfalto, letteralmente volare, grazie a motori ad aria compressa sviluppati con SpaceX, e accelerare come nessuna auto in produzione è mai stata in grado di fare. La velocità massima? Oltre 600 Km/h. La produzione? Non prima del 2028
16 ottobre 2026

Per anni Elon Musk aveva promesso che la nuova Tesla Roadster avrebbe potuto volare. Sembrava una delle tante provocazioni che hanno accompagnato una macchina annunciata nel 2017, attesa inizialmente nel 2020 e poi rimandata praticamente di anno in anno. Questa notte, però, Tesla ha deciso di dimostrare che almeno una parte di quella promessa era molto più concreta di quanto si potesse immaginare.

Con uno show allestito presso la sede di SpaceX, a McGregor, in Texas, Tesla ha mostrato una Roadster completamente ridisegnata capace di guidare a testa in giù, staccarsi da terra, ruotare in volo e atterrare utilizzando una serie di propulsori ad aria compressa. Sì, avete letto bene, la nuova Roadster ha fatto davvero tutte queste cose e le ha fatte live.

Il tutto grazie a tecnologie sviluppate con l'aiuto, non a caso, proprio di SpaceX e a una ricerca aerodinamica che rende la nuova Roadster più vicina a un esperimento aerospaziale su quattro ruote che alla vettura presentata nove anni fa.

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Non è un video fatto con l'AI: la Tesla Roadster si è davvero staccata da terra

La scena più spettacolare della presentazione è stata quella della versione più estrema della Roadster, dotata di cold-gas thruster: propulsori che non bruciano carburante ma espellono gas ad altissima pressione.

Secondo Tesla, il sistema utilizza 10 propulsori collegati a circa 600 litri di aria compressa, accumulata in serbatoi ad alta pressione in fibra di carbonio, distribuiti negli spazi disponibili all'interno dell'auto. Alcuni ugelli generano spinta longitudinale, altri possono sollevare la vettura o controllarne l'assetto quando si trova in aria.

È importante però capire cosa significhi qui la parola “volare”. La Roadster non è un eVTOL pensato per decollare da Milano e atterrare a Torino evitando l'autostrada. Il sistema serve per brevi manovre aeree, salti e hovering, e la variante capace di sfruttarlo nella sua forma completa non è destinata, almeno per ora, alla normale circolazione stradale. Resta comunque una dimostrazione difficilmente paragonabile a qualsiasi altra automobile di serie.

0-96 km/h in 0,81 secondi. E Tesla dice che può fare ancora meglio

Poi c'è l'accelerazione. Durante la presentazione Tesla ha mostrato una Roadster passare da 0 a 60 mph, equivalenti a circa 96 km/h, in 0,81 secondi. Il risultato viene ottenuto combinando la trazione elettrica con la spinta dei propulsori posteriori: quando gli pneumatici raggiungono il limite dell'aderenza, i thruster continuano letteralmente a spingere la macchina in avanti.

Ed è possibile che 0,81 secondi non rappresentino nemmeno il limite teorico. Dopo l'evento Tesla ha indicato per la configurazione più estrema un obiettivo di meno di 0,59 secondi nello 0-60 mph, mentre per la versione Thrust parla di meno di 0,9 secondi. Sono numeri dichiarati, e andranno naturalmente verificati con misurazioni indipendenti, ma spiegano bene quale sia diventato l'obiettivo del progetto.

Non è nemmeno semplice tradurre una prestazione simile nel tradizionale linguaggio della potenza. Tesla parla di una spinta dei propulsori che arriva a circa 80 kN, una grandezza utilizzata normalmente nel mondo aerospaziale.

Il trucco per guidare a testa in giù

I razzi, però, sono soltanto metà della storia. Sotto la nuova Roadster è presente quello che Tesla chiama “multi-mode suction system”, un sistema di ventole che estrae aria dal sottoscocca creando una zona a bassa pressione. In pratica la vettura viene risucchiata verso il terreno, generando deportanza indipendentemente dalla velocità.

Il principio ricorda quello della McMurtry Spéirling e delle storiche “fan car”, ma Tesla lo ha abbinato a minigonne mobili e a un'aerodinamica attiva molto più complessa. Ed è proprio grazie a questa soluzione che, durante la presentazione, la Roadster ha potuto percorrere una struttura curva fino a trovarsi completamente capovolta, mantenendosi attaccata alla superficie.

A completare il pacchetto ci sono elementi aerodinamici mobili nella parte anteriore e un grande spoiler posteriore attivo, che può anche assumere una posizione quasi verticale durante le frenate.

Tre Tesla Roadster: Performance, Thrust e Rocket

Tesla ha articolato il progetto intorno a tre configurazioni, sempre più estreme. La Roadster Performance è quella più vicina al concetto tradizionale di automobile. Ha due posti, aerodinamica attiva e il sistema di aspirazione del fondo. Tesla dichiara uno 0-60 mph in meno di 1,6 secondi.

Salendo troviamo la Roadster Thrust, sempre biposto ma dotata dei propulsori posteriori ad aria compressa. È descritta dalla Casa come “race ready” e dovrebbe scendere sotto 0,9 secondi nello 0-60 mph.

Infine c'è la Roadster Rocket, monoposto e disponibile soltanto su invito. È questa ad aggiungere i propulsori distribuiti attorno alla vettura che consentono di sollevarla e controllarla in aria. Tesla la definisce “air ready” e per questa variante indica le prestazioni più estreme.

La Rocket, però, non è al momento omologata per l'utilizzo sulle strade pubbliche. Ed è un dettaglio non proprio secondario quando si parla di una macchina capace di saltare sopra le altre automobili.

Anche il design è completamente cambiato

Della Roadster rossa presentata nel 2017 è rimasto soprattutto il nome. La nuova macchina ha forme molto più tese e geometriche, seguendo l'evoluzione stilistica che Tesla ha iniziato con Cybertruck e Cybercab. La Casa cita tra le proprie fonti d'ispirazione addirittura gli aerei Lockheed SR-71 Blackbird e F-35, mentre alcuni dettagli ricordano inevitabilmente la Lotus Esprit di James Bond, uno degli oggetti automobilistici più celebri della collezione personale di Musk.

Ci sono porte con apertura verso l'alto, spoiler posteriore estraibile e un abitacolo minimalista impostato intorno al guidatore. Lo sterzo è steer-by-wire e quindi privo di un collegamento meccanico tradizionale tra volante e ruote.

Il grande però, rispetto alla Roadster del 2017

Il punto forse più interessante è che, mentre le prestazioni sono diventate ancora più folli, la nuova Roadster ha ridimensionato parecchie delle promesse fatte nove anni fa.

Il progetto del 2017 prometteva circa 1.000 km di autonomia, oltre 400 km/h e quattro posti. Sono numeri che, curiosamente, compaiono ancora sulla pagina italiana della Roadster indicizzata da Tesla.

La vettura mostrata oggi è invece sostanzialmente una biposto – o addirittura una monoposto nel caso della Rocket – e Tesla parla ora di oltre 300 miglia di autonomia, quindi poco più di 480 km, e di una velocità massima superiore alle 230 mph, circa 370 km/h.

In altre parole, Tesla sembra aver cambiato completamente filosofia: meno attenzione alla Roadster come GT elettrica capace di percorrere 1.000 km, molta di più all'idea di realizzare una halo car tecnologica senza equivalenti.

Il prezzo non c'è ancora. Ma per prenotarla servono fino a 250.000 dollari

Il prezzo definitivo della nuova Tesla Roadster non è stato annunciato. Tesla ha però riaperto le prenotazioni. Per la Performance viene richiesto un deposito complessivo di 50.000 dollari, mentre per la Thrust la cifra sale a 250.000 dollari. La Rocket, invece, sarà accessibile soltanto tramite invito.

Ok ma quando sarà possibile comprarla davvero? Elon Musk ha indicato il 2028 come anno di avvio della produzione. Significa undici anni dopo la prima presentazione della seconda generazione e otto dopo la data di commercializzazione inizialmente annunciata per il 2020.

La storia della Roadster suggerisce quindi una buona dose di prudenza sulle tempistiche. Ma dopo la presentazione di stanotte una cosa è cambiata: quella che per anni era sembrata la boutade più assurda di Elon Musk — mettere dei propulsori SpaceX su una Tesla e farla staccare da terra —, a quanto pare, non è più soltanto una promessa. Pronti a saltare le file con un "colpo" di razzo?

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