Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Nove anni possono cambiare profondamente il mercato dell'auto, soprattutto quello delle supercar elettriche. La Tesla Roadster, presentata per la prima volta nel novembre 2017, è diventata nel tempo uno dei progetti più attesi e controversi del marchio di Elon Musk. Il debutto commerciale, inizialmente previsto per il 2020, è stato rinviato più volte, mentre le ambizioni tecniche della vettura sono cresciute insieme alle aspettative. Ora Tesla ha fissato un nuovo appuntamento: giovedì 15 ottobre 2026, con un evento che dovrebbe essere trasmesso in diretta streaming alle 19:55, ora centrale degli Stati Uniti. La data arriva dopo lo slittamento della presentazione prevista per il 1° ottobre in Texas. La società aveva motivato il rinvio con le condizioni meteorologiche e con la necessità di organizzare una dimostrazione esclusivamente all'aperto.
Quando la Tesla Roadster di seconda generazione fu mostrata nel 2017, l'obiettivo dichiarato era avviare la produzione nel 2020. Il progetto attirò immediatamente l'attenzione per le prestazioni promesse e per il posizionamento di prezzo: la configurazione standard era stata annunciata a circa 200.000 dollari, con prenotazioni da 50.000 dollari, mentre la più esclusiva Founders Series richiedeva un impegno di 250.000 dollari. Da allora, il calendario è cambiato ripetutamente. Le prospettive di produzione sono state spostate prima al 2021, poi al 2022 e al 2023. Nel 2023 Elon Musk parlava di un possibile avvio nel 2024, mentre nel febbraio 2024 aveva promesso una presentazione della versione di produzione entro la fine dell'anno, con consegne attese nel 2025. Successivamente, le indicazioni hanno portato la produzione al 2027-2028.
Anche le date dedicate alla dimostrazione pubblica sono state riviste più volte nel corso del 2026. L'appuntamento previsto per il 1° aprile ha lasciato spazio ad altre ipotesi, tra cui la fine di aprile, i mesi successivi e infine il 1° ottobre. Il nuovo rinvio al 15 ottobre rappresenta quindi un altro passaggio in una vicenda che ha alimentato dubbi sulla capacità di Tesla di trasformare il progetto in un'automobile acquistabile. È importante distinguere, però, la presentazione dalla commercializzazione: mostrare un prototipo non significa avviare la produzione, né garantisce che le specifiche annunciate anni fa siano confermate nella versione definitiva.
Le caratteristiche dichiarate al debutto spiegano perché la Roadster continui a suscitare interesse. Tesla aveva promesso un'accelerazione da 0 a 60 miglia orarie in appena 1,9 secondi, una velocità massima superiore a 250 mph, equivalenti a circa 402 km/h, e un'autonomia di circa 620 miglia, pari a quasi 1.000 km. Valori che, se confermati nelle condizioni di utilizzo reali, collocherebbero la sportiva ai vertici del segmento delle auto elettriche ad alte prestazioni. Negli anni successivi, Musk ha rilanciato con obiettivi ancora più ambiziosi, parlando di un'accelerazione da 0 a 60 mph in meno di un secondo. Una delle ipotesi più spettacolari riguarda inoltre lo SpaceX Package, un sistema opzionale basato su propulsori a gas freddo sviluppati in relazione alle tecnologie aerospaziali di SpaceX.
Le anticipazioni circolate in vista dell'evento di ottobre suggeriscono che la dimostrazione potrebbe concentrarsi proprio su questi dispositivi, con una breve manovra di sollevamento della vettura. Si tratterebbe di una prova scenografica, diversa dalla normale esperienza di guida e da valutare separatamente rispetto alle prestazioni effettive su strada. Le indiscrezioni descrivono infatti un veicolo dimostrativo telecomandato e non omologato per la circolazione stradale: dettagli che, in assenza di conferme complete da parte di Tesla, devono essere considerati con cautela. Resta da chiarire anche quanto le tecnologie più spettacolari saranno effettivamente disponibili sulla versione destinata ai clienti. Per una supercar elettrica, infatti, accelerazione e velocità massima non bastano: contano anche autonomia reale, gestione termica della batteria, frenata, comportamento dinamico, sicurezza e ripetibilità delle prestazioni.
Il prezzo di circa 200.000 dollari e le specifiche comunicate nel 2017 rappresentano ancora un riferimento storico, ma non possono essere considerati automaticamente i valori definitivi del modello che arriverà sul mercato. Dopo tanti anni, costi delle batterie, tecnologie, concorrenza e posizionamento commerciale potrebbero essere cambiati sensibilmente. Un altro tema riguarda le prenotazioni. Alcuni clienti hanno versato somme importanti quando la vettura era ancora un progetto presentato come prossimo alla produzione. L'attesa prolungata ha inevitabilmente aumentato le aspettative e sollevato interrogativi sulle tempistiche, sulle condizioni economiche e sulle caratteristiche che saranno effettivamente garantite.
Il contesto industriale di Tesla è inoltre cambiato rispetto al 2017. Il costruttore si confronta oggi con un mercato elettrico più maturo e con una strategia che dedica crescente attenzione anche a intelligenza artificiale, guida autonoma e robotica. In questo scenario, la Roadster potrebbe rappresentare soprattutto un modello immagine, destinato a dimostrare le capacità tecnologiche del marchio e a rafforzarne il prestigio. La presentazione del 15 ottobre 2026 sarà quindi un passaggio decisivo soprattutto se porterà date verificabili, specifiche aggiornate e indicazioni concrete sull'avvio della produzione. Dopo nove anni, il risultato più convincente per i potenziali clienti non sarebbe soltanto un prototipo capace di stupire il pubblico, ma una vettura definitiva, con prezzo confermato, omologazione, calendario delle consegne e prestazioni dimostrabili.