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WRX, il rally come nei videogame. Ecco perché andare a vederlo (e perché no)

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Siamo stati alla tappa italiana del Mondiale RallyCross, dove abbiamo assistito ad uno spettacolo divertente e che non si prende troppo sul serio. Ecco cosa ci è piaciuto (e cosa no) di questo particolare tipo di corse

WRX, il rally come nei videogame. Ecco perché andare a vederlo (e perché no)

Franciacorta (BS) - Il modo migliore per esprimere un giudizio è sempre quello di andare a toccare con mano. Per questo lo scorso weekend abbiamo deciso di andare a seguire il Mondiale RallyCross, conosciuto anche come WRX, a Franciacorta, per la tappa italiana del campionato. Mettiamo subito in chiaro le cose. Ci siamo divertiti, e anche tanto. Ma ci sono alcuni aspetti che si possono di certo migliorare, come spesso accade per le categorie nate da poco nel panorama del motorsport e che stanno ancora attraversando una fase di sviluppo.

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Durante la gare le auto si speronano continuamente

Facile da seguire

Andiamo con ordine. Assistere alle gare del WRX è davvero emozionante. La formula che sta alla base del RallyCross è permettere al pubblico di godersi lo spettacolo unico garantito dalle auto da rally all’interno di circuito artificiale. In questo modo, rispetto al classico rally “su strada”, dove è necessario spostarsi, non senza difficoltà, lungo il percorso delle diverse prove speciali, nel RallyCross tutti possono seguire facilmente la gara e divertirsi con pochi sforzi.

 

Basta sedersi in tribuna e lo spettacolo è garantito. Il resto lo fanno le protagoniste della competizione, ovvero le auto. Si tratta di vere e proprie auto da corsa “artigianali” che poco o nulla hanno da spartire con l’esemplare di serie che simulano nell’estetica. Nella categoria supercar hanno la trazione integrale, carreggiate larghissime e motori turbo in grado di sprigionare qualcosa come 600 CV. Insomma mezzi che farebbero andare su di giri anche l’appassionato più esigente e distaccato. 

 

Le fiammate dagli scarichi sono all'ordine del giorno

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Come nei videogame

La gare solitamente sono molto combattute. Nel vero senso del termine, visto che, proprio come avverrebbe in una partita ai videogame, i piloti si speronano continuamente, senza esclusione di colpi. Al termine delle gare infatti è difficile vedere un’auto integra e tutto questo manda in delirio il pubblico sugli spalti. Nel nostro caso poi la competizione è stata resa più emozionante dal meteo. A Franciacorta le auto si lanciavano in vere e proprie danze della pioggia lungo il circuito, sollevando nuvole di acqua e fango in uno spettacolo unico. Sembrava quasi di assistere al rally del Galles…

Insomma il WRX è l’ideale per passare una domenica diversa dalle altre, divertendosi senza fare troppa fatica

 

Il RallyCross in definitiva si presenta come uno sport genuino, spettacolare ma che non si prende troppo sul serio. Insomma il WRX è l’ideale per passare una domenica diversa dalle altre, divertendosi senza fare troppa fatica. Uno sport da godersi per la sua spettacolarizzazione semplice ed immediata. Una spettacolarizzazione molto più fruibile, per intenderci, ma anche forse un po’ meno autentica di quella offerta dal vero rally nel WRC.  

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Il Campione in carica Petter Solberg

Si può migliorare

Come dicevamo però il WRX presenta anche qualche aspetto da rivedere o che comunque non ci ha ha convinto fino in fondo. Prima di tutto le gare durano veramente poco, forse troppo. Le manche di eliminazione durano un soffio e non permettono alla gara di evolversi in maniera articolata. La colpa in questo caso è da addebitare forse più alla configurazione del circuito di Franciacorta, fin troppo breve e scontato. Per di più gran parte delle sorti della competizione si giocavano alla partenza perché dopo il fin troppo ristretto rettilineo le auto si infilavano ad imbuto nella prima chicane, con collisioni quasi scontante. Il tutto a scapito dello spettacolo e dei colpi di scena. 

 

Qualcosa da rivedere anche nella logistica, che non ha sempre consentito vita facile agli spettatori, costretti a vagare per le tribune (prima aperte, poi in parte chiuse dalle Forze dell’Ordine) senza informazioni precise. Sono dettagli, certo, e poi ci sono tutte le carte in regola per migliorare, soprattutto visto che siamo solo all’inizio, con una categoria giovane (almeno in Italia) e tutta da far crescere. Ma in definitiva vale la pena ritornarci il prossimo anno? Certamente sì, soprattutto perché dopo la sfortuna di questa edizione potremo finalmente vedere giocare in casa il nostro beniamino Gigi Galli!

 

I salti sono l'ingrediente principe del WRX

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  • alec_leamas, Genova (GE)

    concordo: gare troppo sprint...

    Le gare sono troppo brevi e dagli spalti si fatica a percepire l'evoluzione delle varie manche: a casa, dalla tv, è più facile e forse anche più gradevole seguire il susseguirsi di prove sprint.
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