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dakar 2017

Dakar 2017, Tappa 8: vincono Barreda (Honda) e Loeb (Peugeot), ma è un’altra Giornata Infernale

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La carovana è spezzata in due da un’alluvione che trascina via mezzo Paese e blocca l’unica via di comunicazione tra il Nord e Salta. Barreda scatena la sua “ira”, Sunderland controlla, tre Peugeot ai primi tre posti, di tappa a generale. In testa Loeb.

Per un giorno, e per nostro, vostro e soprattutto loro malgrado, ci pare di essere degli inviati di Guerra. Franco Acerbis e io. Non sappiamo cosa succede della Dakar, non possiamo raggiungere Salta, né tornare indietro e aggirare l’interruzione della Ruta 9. Ci troviamo a Purmamarca. È una delle perle della Quebrada de Humahuaca, Patrimonio dell’UNESCO, cento chilometri circa a Nord di Salta. Non c’è corrente, il segnale telefonico arriva a intermittenza. Le strade lavate dal fango, l’atmosfera del buio costellato dalle candele accese nelle case, spettacolo quasi spettrale. È perché non ci siamo più abituati. Non arrivano, né escono, notizie. Solo a tratti i punti delle situazioni Dakar e del disastro meteo che si è abbattuto su quest’area bellissima. Purmamarca e le cittadine dei dintorni sono tagliate fuori dal Mondo, ma una di esse è scivolata giù dalla Montagna trascinata da una valanga di acqua e fango. Si parla di un disastro di proporzioni colossali, con feriti e, purtroppo, morti. Ma non ne sappiamo di più.

Le notizie della gara si sono interrotte nel pomeriggio, quando rientrati in Argentina dalla scorribanda in Bolivia, ogni segnale si è interrotto all’altezza di Abra Pampa, sulla Ruta 9. Abbiamo visto i Piloti passare da Tupiza, ma a quel momento sappiamo solo che Joan Barreda ha di nuovo rotto gli indugi e vinto la speciale tra Uyuni e il confine argentino-boliviano, davanti a Walkner e Sunderland. Tre minuti all’austriaco, quattro all’inglese leader della classifica generale. Sappiamo anche che la tappa è stata rimaneggiata, e si concluderà con la seconda parte della programmata, lunghissima Speciale, neutralizzata. La Gara è virtualmente interrotta. Le auto sono ancora indietro, e noi iniziamo a scendere lungo la dorsale alla volta di San Salvador de Jujui, poi Salta. Ben presto troviamo i primi mezzi fermi. Lungo il trasferimento dopo Tupiza ci ha passato Peterhansel, ci ha fatto un segno che significa “tutto bene” e pensiamo che abbia ancora vinto.

Ci fermiamo a Humahuaca, la splendida cittadina dove siamo passati all’andata per… fare colazione. Non c’è luce, niente internet, le prime spiegazioni. È arrivato il momento della stazione satellitare che ci ha fornito Intermatica. Ce l’abbiamo per emergenza e pensavamo che sarebbe rimasta nella valigetta. Eccola al lavoro. Tiriamo giù le classifiche, cerchiamo per un po’ notizie generali sugli eventi, ma quando succede qualcosa d’importante ASO si guarda sempre dall’informare, “gestione dell’emergenza uguale gestione della notizia”!

Ci accontentiamo di sapere che non è cambiato molto. Quintanilla e Van Beveren hanno fatto peggio di Sunderland e quindi il britannico ha allungato leggermente nella generale. Venti minuti agli inseguitori, roba d’altri tempi. Chiudiamo tutto e ripartiamo. Ci aspettano a Salta. Ci ferma la Polizia. Le prime istruzioni. Non si passa, la Ruta 9 è interrotta per effetto dell’alluvione sotto Tilcara, Salta è per oggi irraggiungibile per la via direttissima. Sappiamo che c’è una rotta alternativa, ma ci abbiamo già lasciato due gomme e per due volte sui cerchi la nostra Peugeot, la “5a 3008 DKR”, all’andata. A Tilcara si organizza spontaneamente un “bivacco” di emergenza.

Per un giorno, e per nostro, vostro e soprattutto loro malgrado, ci pare di essere degli inviati di Guerra.

La carovana è spezzata in due. Ci fermiamo a studiare la situazione. Niente “alternativa”, potremmo rimanere lì nel deserto di montagna per tutto il mese. Arrivano i primi “dispacci” di ASO. Moto e 4x4 sono mandati sull’”alternativa” che già conoscevamo, motorhome e furgoni a due ruote motrici restano ad aspettare che la strada principale sia liberata. Domani, forse dopo. Ci hanno dato il lasciapassare per l’alternativa. Si vede che la nuova 3008 sa di belva o che ci hanno voluto giocare uno scherzo. Meno male che conosciamo i nostri polli e non ci fidiamo. Deciso, ci fermiamo a Purmamarca. Troviamo un hotel. Tutto qui è bellissimo, tranne la situazione generale, naturalmente.

Fuori di nuovo la stazione satellitare. Ecco anche le notizie sulla gara della Auto. Peterhansel ci ha dato l’informazione sbagliata. Non ha vinto. Sicuramente avrà fatto i complimenti a Loeb che ha vinto la terza Speciale in questa edizione. Loeb ha respinto gli attacchi di “Peter” e poi è volato via, e passa al comando della Dakar ancora una volta. Bella gara anche quella di Despres, che ha chiuso al terzo posto e torna sul terzo gradino del podio provvisorio.

Come si fa a pensare alla giornata di domani? Come può la Salta-Chilecito ricompattarsi prima del via? Nessuna sorpresa quando “filtra” la notizia: la 9° Tappa è annullata. Si riprenderà da Chilecito quando tutta la carovana sarà ricompattata. Per le Assistenze si tratta di aspettare tutta la giornata del 11, forse di più, oppure di sciropparsi 900 chilometri su un’altra “alternativa”.

Giornata infernale (e venivamo da Uyuni). Peggio per gli abitanti di Volcan. Dove andremo domani non lo sappiamo. Inutile pensarci adesso che non ci sono novità in aiuto. Lo faremo domattina all’alba.

Photos made with Nikon

  • bymaxx, VIGEVANO (PV)

    Ma ha ancora senso tutto ciò? Mi sa che il meteo da quelle parti in questo periodo sia sempre così, o meglio è probabile che in questa stagione per pochi pochissimi giorni venga giù di tutto, è il terzo anno che succede che la gara venga interrotta (giustamente) tagliata frammentata. Uninutile spreco di denaro ed energie psicofisiche.
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