2035. STOP alle auto termiche | Adesso che succede? Intervista a Michele Crisci, Presidente Unrae

Emiliano Perucca Orfei
Michele Crisci, Presidente di UNRAE, ha risposto alle nostre domande sul 2035. Anno importante per l'automotive in Italia visto che da lì in avanti non si potranno più commercializzare auto termiche
14 dicembre 2021

Il 2035 si annuncia come un anno importante per il mercato auto in Italia. E’ stato infatti deciso dal Comitato per la Transizione Ecologica (con a capo i ministri Cingolani, Giorgetti e Giovannini) che non si potrà più vendere auto endotermiche a partire da quella data. Una vera giravolta, soprattutto se si pensa che gli stessi protagonisti sembravano di parere opposto avendo sostanzialmente rigettato una ventina di giorni fa il pacchetto di proposte europee “Fit for 55” della Commissione che invita gli stati membri a perseguire una riduzione della CO2 del 55% entro il 2030. Di quello che sta succedendo ne abbiamo parlato con Michele Crisci, Presidente UNRAE.

Anno importante, il 2035, perché cambiarà tutto in ambito automotive. Qual è la posizione di Unrae?
“Il 2035 era una data che in realtà era già stata indicata dalla Comunità Europea come target per non targare più auto endotermiche. Non è una scelta vincolante, per il momento, ma è una indicazione che è sostanzialmente un adeguamento del pensiero italiano a quello dell’Europa. Questi annunci sono sempre “pericolosi”. 15 anni a livello industriale sono pochi mentre a livello di società sono molti. Quello che manca è una agenda che guidi la transizione ecologica di pari passo con la transizione economica e sociale. C’è bisogno di date precise per tutti gli aspetti, con tutti i coinvolgimenti del caso.”

Ci dobbiamo credere a questo annuncio del CTE? Abbiamo spesso assistito ad annunci che poi sono stati disattesi, ambo i lati. Per intenderci, nel 2010 si parlava di un 2020 fatto di auto in grado di girare in quasi totale autonomia per le nostre strade…
“Il mondo automotive alcune volte ha fatto annunci che non si realizzano. Ma la transizione ecologica vista in chiave auto 2035 non significa qualcosa di irraggiungibile. Anche perché non si parla solamente di elettrico ma può significare anche idrogeno o altre soluzioni come i carburanti ecologici. Quindi è un discorso più ampio.”

In generale cosa si aspetta dal Governo italiano in termini di percorso verso il 2035?
“Cingolani è una persona di grande competenza ed ha certamente chiara la situazione. Quello che stiamo chiedendo al Governo di avere un piano pluriennale, che possa permettere a privati ed aziende di cambiare l’auto senza dover correre in concessionaria senza che ci sia la corsa all’incentivo che finisce. Un piano di 4/5 anni che inizi ad accompagnare questa transizione di cui stiamo parlando. Aggiungo che a partire da subito si potrebbe iniziare a lavorare sulla fiscalità per promuovere il passaggio ad automobili a minor impatto ambientale. Nell’edilizia è stato proposto il 110%, per intenderci, nell’auto siamo ancora al 40% di detrazione sull’auto fiscale che è un valore molto contenuto anche in funzione dell’incentivazione al cambio di automobili.”

Cosa ne pensate del Superbollo? Sembrava tutto pronto per eliminarlo ed invece…
“Sì, sarebbe ora levarlo. Il bollo andrebbe parametrato sulla CO2 e non sulla potenza dell’auto. Chiaramente la presenza di una tassa di questo genere limita la vendita di una certa tipologia di vettura.”

Cosa ne pensa dell’idrogeno? I giapponesi sembrano molto attivi sul tema.
“L’auto a batteria sembra più vicina in termini di realizzazione e di possibilità reale di utilizzo. Ma le tecnologie in realtà vanno abbracciate tutte. Molte case che producono veicoli commerciali stanno pensando all’idrogeno. Non c’è una sola tecnologia, ma ci sono tecnologie giuste per diversi ambiti.”

Riusciranno le Case automobilistiche ad affrontare una transizione così “lunga”?
“La transizione è costosissma. Le case stanno facendo un passaggio passo passo passando per l’ibrido plug-in. Però i costi di ricerca e sviluppo sono elevatissimi e questo ovviamente crea delle problematiche nuove che vanno affrontate e gestite a tutti i livelli. Indubbiamente lo scenario può mettere in difficoltà alcuni costruttori, altri possono avere una visione lontana da mercati come il nostro. I prossimi anni saranno decisivi.”

Piccole aziende come Ferrari, Lamborghini, la Motor Valley in generale che fine faranno?
“Se questa dovesse essere la regola deve essere rispettata da tutti ma potrebbero esserci delle deroghe e se ne parlerà più avanti. Poi vedremo. Per il momento la direttiva è macro, poi si vedrà.”