Addio a un pezzo di storia: chiude la fabbrica Stellantis di Douvrin, culla del motore della DeLorean

Addio a un pezzo di storia: chiude la fabbrica Stellantis di Douvrin, culla del motore della DeLorean
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Il 30 ottobre prossimo segnerà la fine di un'era per lo storico impianto del Pas-de-Calais. Inaugurato nel 1969, ha prodotto oltre 40 milioni di motori in mezzo secolo, tra cui il celebre V6 PRV. Le speranze per il futuro industriale dell'area si scontrano però con le crescenti difficoltà della nuova gigafactory ACC.
20 luglio 2026

Lo stabilimento Stellantis di Douvrin si appresta a voltare definitivamente pagina sui motori termici. Durante un recente Comitato Sociale ed Economico (CSE) straordinario, Stellantis ha ufficializzato la chiusura definitiva del sito, le cui porte si serreranno definitivamente il 30 ottobre. Sebbene il processo di transizione fosse già stato annunciato, questa data segna il punto finale di una complessa fase di delocalizzazione e riconversione iniziata ormai un anno fa.

Nata nel 1969 con il nome di "Française de Mécanique" grazie alla collaborazione tra Peugeot e Renault, la fabbrica fu originariamente concepita per rivitalizzare un bacino minerario locale in profondo declino. In oltre cinquant'anni di gloriosa attività, da queste linee di montaggio sono usciti più di 40 milioni di blocchi motore che hanno segnato la storia dell'automobilismo popolare e non solo.

Tra i successi ingegneristici della sua lunga produzione spiccano propulsori iconici: il "blocco D" che ha equipaggiato le prime Renault Twingo e Clio, e il "blocco X" che ha mosso storiche vetture come le Peugeot 104 e 205, oltre all'intramontabile Citroën C15. Tuttavia, il vero vanto dello stabilimento rimane la produzione del mitico V6 PRV, il motore diventato celebre in tutto il mondo per aver spinto la leggendaria DeLorean DMC-12, l'automobile resa immortale dalla saga cinematografica "Ritorno al Futuro".

Il declino irreversibile degli addetti

Il drastico calo della forza lavoro rende di fatto impossibile il proseguimento delle attività di assemblaggio. L'impianto, che nel suo periodo di massimo splendore era arrivato a contare ben 5.800 dipendenti, conta attualmente soltanto 50 lavoratori con contratto a tempo indeterminato e un numero equivalente di interinali.

Negli ultimi dodici mesi, la direzione ha confermato che 337 dipendenti sono stati accompagnati verso percorsi di mobilità interna all'interno del gruppo Stellantis, mobilità esterna o piani di prepensionamento per i lavoratori senior. "Avevamo chiesto che la produzione continuasse finché ci fossero stati lavoratori, e ora abbiamo raggiunto il limite. Questo esito è conforme a quanto avevamo concordato con la direzione." Ha dichiarato Laurent Oechsel, rappresentante del sindacato di maggioranza CFE-CGC

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Le incertezze della nuova Gigafactory

Per arginare l'impatto di questa deindustrializzazione legata all'abbandono dell'endotermico, tutte le speranze locali convergono sull'Automotive Cells Company (ACC), la vicina gigafactory per batterie elettriche inaugurata nel 2023, di cui Stellantis è tra gli azionisti principali. Molti degli ex dipendenti di Douvrin hanno trovato nuova occupazione proprio in questo impianto di ultima generazione.

Tuttavia, il futuro presenta tinte fosche. La nuova fabbrica sta attraversando una fase di avviamento particolarmente spinosa. La decisione strategica di puntare sulla complessa chimica Nichel-Manganese-Cobalto (NMC) - molto più costosa della tecnologia Litio-Ferro-Fosfato (LFP) oggi preferita dal mercato globale - ha innescato gravi problemi operativi, con ripercussioni evidenti sui ritmi produttivi e un'elevata percentuale di scarti di lavorazione.

Queste inefficienze si stanno abbattendo pesantemente sulla catena di fornitura commerciale di Stellantis. I rallentamenti nella consegna delle batterie hanno costretto il gruppo a dilatare i tempi di attesa per la clientela: oggi servono tra i 9 e i 12 mesi per la consegna dei nuovi SUV elettrici Peugeot 3008 e 5008, i modelli di punta equipaggiati proprio con le celle prodotte da ACC.

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