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Alex Zanardi ha ripreso a parlare

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Alex Zanardi è tornato a comunicare con la propria famiglia grazie all'awake surgery, un particolare intervento eseguito dalla Dottoressa Federica Alemanno, che ne ha parlato con il Corriere della Sera

Alex Zanardi ha ripreso a parlare

Alex Zanardi ha ripreso a parlare dopo il gravissimo incidente occorsogli nel giugno dello scorso anno. L'ottima notizia arriva dalla Dottoressa Federica Alemanno, neuroscienziata dell'Ospedale San Raffaele di Milano intervistata dal Corriere della Sera. "È stata una grande emozione quando ha cominciato a parlare, nessuno ci credeva. Lui c’era! E ha comunicato con la sua famiglia", racconta la Dottoressa Alemanno, che ha sottoposto Zanardi a quella che viene chiamata awake surgery, chirurgia da svegli.

Di che cosa si tratta, nello specifico? La Dottoressa Alemanno ha spiegato al Corriere: "È una tecnica molto particolare che si fa in pochissimi centri in Italia e ha come obiettivo quello di garantire al paziente la migliore qualità di vita possibile dopo un’inevitabile intervento chirurgico. Viene utilizzata in casi particolari, soprattutto in pazienti giovani, compresi tra i 30 ed i 50 anni, con due tipi di malattia: i gliomi cosiddetti a basso grado e i cavernomi. I primi sono tumori del cervello non particolarmente aggressivi, ma che possono, con la loro presenza in certe aree, compromettere alcune importanti attività cerebrali, come ad esempio la memoria, la parola e l'attenzione. Stesso discorso per i cavernomi. Sono malattie piuttosto rare".

"Io sono la prima a vedere il paziente candidato all'intervento. Lo sottopongo ad un test per capire quali sono le sue capacità cognitive, da verificare successivamente in sala operatoria. Prima di mettere in azione il bisturi il chirurgo simula, con stimolazioni elettriche, l'intervento zona per zona. Se ad esempio siamo nell'area della memoria, ripropongo al paziente, sedato ma non addormentato, la fotografia della moglie. Se la riconosce, significa che il bisturi non danneggerà questa funzione e il chirurgo può procedere. Lo scopo non è solo la sopravvivenza del paziente, ma quello di salvaguardare il più possibile le sue funzioni cognitive ed assicurare la migliore qualità di vita possibile". Così è stato anche per Zanardi: un momento emozionante, pure per un'esperta come la Dottoressa Alemanno. 

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