Auto elettriche, nel Regno Unito arriva la tassa a chilometraggio: 3 penny per ogni miglio dal 2028

Auto elettriche, nel Regno Unito arriva la tassa a chilometraggio: 3 penny per ogni miglio dal 2028
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Dal 1° aprile 2028 nel Regno Unito entrerà in vigore la Electric Vehicle Excise Duty (eVED), una nuova tassa calcolata in base alle miglia percorse dalle auto elettriche e dalle ibride plug-in. Per le BEV la tariffa iniziale sarà di 3 penny per miglio, mentre per le PHEV scenderà a 1,5 penny. Una misura pensata per compensare il progressivo calo delle entrate generate dalle accise sui carburanti, ma destinata a riaccendere il dibattito sui costi della transizione verso la mobilità elettrica
17 luglio 2026

Pauto elettriche circolano sulle strade, meno benzina e gasolio vengono consumati e, di conseguenza, diminuiscono le entrate fiscali legate alle tradizionali accise sui carburanti. È questo il problema che il governo del Regno Unito punta ad affrontare con la nuova Electric Vehicle Excise Duty, conosciuta con l'acronimo eVED: una forma di tassazione basata direttamente sulla distanza percorsa. La misura entrerà in vigore dal 1° aprile 2028 e si aggiungerà al sistema esistente della Vehicle Excise Duty. Secondo le indicazioni ufficiali, saranno interessate le auto elettriche a batteria, le ibride plug-in e anche le vetture elettriche alimentate da celle a combustibile a idrogeno.

Il meccanismo previsto dal governo britannico stabilisce inizialmente un prelievo di 3 penny per ogni miglio percorsodalle auto a zero emissioni, mentre per le ibride plug-in la tariffa sarà dimezzata a 1,5 penny per miglio. Il trattamento differenziato delle PHEV tiene conto del fatto che queste vetture utilizzano anche carburanti tradizionali, sui quali gli automobilisti continuano a versare le relative accise. Secondo il governo, la tariffa applicata alle elettriche equivale a circa la metà del contributo medio per miglio sostenuto attraverso la fuel duty da chi guida un'auto a benzina o diesel. L'obiettivo dichiarato è quindi quello di rendere più equilibrato il contributo degli automobilisti al finanziamento della rete stradale, senza eliminare completamente il vantaggio fiscale associato alla mobilità elettrica.

Come funzionerà la eVED dal 2028

Uno degli aspetti più interessanti riguarda il calcolo della tassa a chilometraggio. Il sistema delineato dalle autorità britanniche prevede che, al momento del rinnovo della licenza del veicolo, l'automobilista fornisca una stima della distanza che prevede di percorrere. L'importo della eVED sarà quindi determinato sulla base del chilometraggio dichiarato, con successivi meccanismi di verifica e conguaglio. Il nuovo tributo sarà applicato insieme alla normale Vehicle Excise Duty (VED) e rappresenterà quindi un costo aggiuntivo legato all'utilizzo effettivo dell'automobile. La scelta segna un cambiamento significativo nella fiscalità automobilistica britannica: con la progressiva elettrificazione del parco circolante, il prelievo fiscale tende infatti a spostarsi dal carburante consumato alla distanza percorsa.

Alla base della decisione c'è soprattutto una questione di gettito fiscale. La diffusione crescente delle auto elettricheriduce progressivamente il consumo di benzina e gasolio e, di conseguenza, le entrate che lo Stato ottiene dalle accise sui carburanti. Un fenomeno destinato ad accentuarsi nei prossimi anni con l'aumento della quota di veicoli a zero emissioni. Le stime associate alla misura indicano entrate nell'ordine di 1,1 miliardi di sterline nell'anno fiscale 2028-2029, con una crescita fino a circa 1,9 miliardi di sterline nel 2030-2031. Numeri che mostrano quanto la transizione energetica stia imponendo ai governi di ripensare non soltanto le politiche industriali e ambientali, ma anche i tradizionali sistemi di tassazione dell'automobile.

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Il rischio di frenare la diffusione delle auto elettriche

La nuova tassa sulle auto elettriche apre inevitabilmente un fronte delicato. Da una parte, il governo britannico deve trovare nuove fonti di entrata per compensare il declino della fuel duty; dall'altra, aumentare i costi di utilizzo di una vettura elettrica potrebbe rendere meno conveniente il passaggio dalle motorizzazioni tradizionali alle BEV. Il tema riguarda anche le flotte aziendali e i programmi di salary sacrifice, molto diffusi nel Regno Unito per favorire l'accesso alle vetture elettriche. Nel settore automotive britannico sono già emerse preoccupazioni sul possibile impatto della eVED sulla convenienza economica di questi strumenti, soprattutto per i lavoratori con redditi più bassi. La sfida sarà quindi trovare un equilibrio tra gettito fiscale e incentivi alla decarbonizzazione. Il principio alla base della misura è chiaro: anche chi guida un'auto elettrica utilizza le infrastrutture stradali e contribuisce a congestione e usura. Ma la nuova tassazione rischia allo stesso tempo di ridurre uno dei vantaggi economici che negli ultimi anni hanno sostenuto la crescita delle vetture a batteria.

Per il momento non esiste in Italia una misura equivalente alla eVED britannica. Tuttavia, il tema potrebbe diventare rilevante nel lungo periodo anche per il nostro Paese e per gli altri mercati europei. Se la quota di veicoli elettricicontinuerà a crescere, la progressiva riduzione dei consumi di benzina e diesel comporterà inevitabilmente una contrazione delle entrate fiscali generate dai carburanti. Il caso del Regno Unito potrebbe quindi rappresentare un interessante laboratorio per il futuro della fiscalità automobilistica. Il passaggio da un sistema basato sulle accise a un modello pay-per-mile, nel quale si paga in funzione dei chilometri effettivamente percorsi, potrebbe diventare una delle soluzioni prese in considerazione dai governi nell'era della mobilità elettrica. Resta però una domanda centrale: come introdurre nuove forme di tassazione senza rallentare la diffusione delle tecnologie a zero emissioni? La risposta britannica arriverà concretamente nel 2028, quando milioni di automobilisti inizieranno a confrontarsi con la nuova Electric Vehicle Excise Duty. Il suo impatto sulle vendite di auto elettriche, sui costi di gestione e sulle scelte dei consumatori sarà osservato con attenzione ben oltre i confini del Regno Unito.

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