Autovelox, arriva l'ordinanza che può cancellare tutte le multe

Autovelox, arriva l'ordinanza che può cancellare tutte le multe
  • di Automoto.it
Tutto è partito da un automobilista che era stato fermato e sanzionato
  • di Automoto.it
25 maggio 2022

Con l'ordinanza n. 8694 del 17 marzo 2022 la Corte di Cassazione ha deciso che tutti gli strumenti di misurazione del limite di velocità dovranno essere sottoposti a omologazione. Ora, quindi, ci si chiede quale sia la differenza tra omologazione e approvazione, perché la Suprema Corte stabilisce che non basta più l'approvazione del Ministero.

Tutto è partito da un automobilista che era stato fermato e sanzionato nel 2020 da una pattuglia della Polizia locale poiché guidava a una velocità oltre il limite consentito. Le forze dell'ordine hanno fatto la multa tramite un dispositivo elettronico, ma, il conducente ha contestato la contravvenzione perché riteneva che il dispositivo elettronico usato non fosse omologato ma solamente approvato. Il trasgressore, ha riportato il quotidiano Italia Oggi, ha quindi presentato la sua contestazione dinnanzi al Tribunale di Alessandria.

Quest'ultimo però confermò la validità dell'accertamento perché veniva riconosciuto che il dispositivo non era omologato ma era comunque stato oggetto di approvazione. La Suprema Corte ha poi proceduto a cassare la sentenza del Tribunale di Alessandria in quanto è previsto che tutte le apparecchiature siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura.

E così, con l'ordinanza che trovate in fondo, la Cassazione ha decretato che l'esecuzione di tali verifiche periodiche debba essere dimostrata o attestata con apposite certificazioni di omologazione e conformità, non potendo essere provata con altri mezzi di attestazione o dimostrazione del loro corretto funzionamento. Non è quindi sufficiente l'attestazione dell'approvazione.

Il Tribunale di primo grado aveva indicato come la presenza sul posto degli operatori della Polizia Locale fosse la garanzia di un corretto rilevamento, ma la Cassazione ha ritenuto che questa presenza di per sè non sia sufficiente per evitare una misurazione non viziata da difetti di taratura. 

Bisogna però precisare che in merito a tale principio il Ministro dei Trasporti, nei pareri dell'8 aprile 2020 e dell'11 novembre 2020 ha dichiarato che la terminologia utilizzata nel regolamento del Codice della Strada non fa differenza tra omologazione e approvazione. Il Ministero ha quindi sottolineato che le procedure di certificazione degli strumenti siano le stesse. Si attendono quindi chiarimenti, ma la sentenza della Cassazione stabilisce chiaramente che la taratura periodica è irrinunciabile.   

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