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Non si arresta la corsa dei carburanti in Italia. Dopo diversi giorni di rincari consecutivi, i prezzi di benzina e diesel registrano un nuovo balzo verso l'alto proprio nel periodo delle partenze estive, con effetti diretti sulle tasche di milioni di automobilisti. Le ultime rilevazioni mostrano un quadro sempre più preoccupante: il gasolio ha ormai superato stabilmente la soglia psicologica dei 2 euro al litro nel self service, mentre la benzina si avvicina rapidamente ai 2 euro, soprattutto lungo la rete autostradale. Un aumento che rischia di incidere in maniera significativa sui costi delle vacanze e del trasporto su strada.
Il prezzo medio nazionale in modalità self service raggiunge 1,910 euro/litro per la benzina e 2,040 euro/litro per il diesel. Sulla rete autostradale la situazione è ancora più pesante, con la verde che arriva a 1,998 euro/litro e il gasolio che tocca 2,111 euro/litro. Più contenute le variazioni per GPL e metano, che rimangono rispettivamente intorno a 0,748 euro/litro e 1,563 euro/kgsulla rete ordinaria. A rendere ancora più pesante il quadro contribuiscono anche gli aggiornamenti dei listini consigliati delle compagnie petrolifere: IP ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi di benzina e diesel, mentre Tamoil ha ritoccato di tre centesimi la verde e di cinque centesimi il gasolio.
Dietro questa nuova impennata non c'è soltanto l'effetto del riallineamento delle accise, ma soprattutto il forte incremento delle quotazioni dei prodotti raffinati, che continuano a mantenersi su livelli elevati nonostante il petrolio abbia mostrato una maggiore stabilità nelle ultime settimane. Le tensioni geopolitiche che interessano il mercato energetico internazionale continuano infatti a influenzare la disponibilità e il costo dei carburanti raffinati, con ripercussioni immediate sui distributori italiani. Le associazioni dei consumatori hanno già lanciato l'allarme per il possibile aggravio della spesa delle famiglie durante l'esodo estivo, mentre il settore dell'autotrasporto teme ulteriori rincari dei costi logistici destinati a riflettersi sui prezzi di molti beni di consumo. Se il trend non dovesse invertire la rotta nelle prossime settimane, l'estate 2026 potrebbe essere ricordata come una delle più costose degli ultimi anni per chi viaggia in auto.