Carburanti, benzina e diesel alle stelle in Italia: perché in Spagna il gasolio costa molto meno

Carburanti, benzina e diesel alle stelle in Italia: perché in Spagna il gasolio costa molto meno
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Prezzi dei carburanti ancora in salita in Italia, con il gasolio che supera i 2 euro al litro in molte regioni. Il confronto con la Spagna riaccende il dibattito su accise, tasse e costo del pieno. Ecco quanto costa oggi fare rifornimento e perché il divario con altri Paesi europei può essere così ampio
24 luglio 2026

Fare il pieno in Italia è diventato sempre più costoso e il confronto con gli altri Paesi europei torna al centro dell'attenzione. Il caso più evidente è quello del diesel, per il quale il divario con la Spagna può arrivare, secondo i confronti riportati nelle ultime settimane, a circa 80 centesimi al litro. Una differenza che, su un serbatoio da 50 litri, può tradursi in una spesa superiore di circa 40 euro. Il tema arriva in una fase particolarmente delicata per gli automobilisti italiani: i prezzi alla pompa continuano a risentire dell'andamento dei mercati internazionali e della componente fiscale, mentre la fine delle riduzioni temporanee sulle accise ha contribuito a riportare il costo dei carburanti verso l'alto. Secondo i dati ufficiali del MIMIT, la media regionale italiana del gasolio self supera i 2 euro al litro in tutte le regioni considerate nei dati pubblicati, mentre la benzina self si colloca generalmente poco sotto o attorno ai 2 euro.

La fotografia del Ministero delle Imprese e del Made in Italy mostra un mercato ormai stabilmente sopra la soglia psicologica dei 2 euro per il diesel. Il 23 luglio la media del gasolio in modalità self era, ad esempio, di 2,135 euro/litro in Abruzzo2,151 in Basilicata e 2,157 in Calabria. Per la benzina self, nello stesso aggiornamento, i valori erano rispettivamente di 1,9591,973 e 1,974 euro/litro. Il dato nazionale conferma la pressione sui prezzi: la media sulla rete stradale era di 1,942 euro/litro per la benzina self e 2,107 euro/litro per il gasolio self. In autostrada i valori salivano a 2,032 euro/litro per la benzina e 2,181 euro/litro per il diesel. Numeri che spiegano perché, soprattutto durante gli esodi estivi, la scelta del distributore possa incidere sensibilmente sul costo complessivo del viaggio.

Perché in Spagna il diesel può costare molto meno

Il confronto tra Italia e Spagna non dipende soltanto dal prezzo del petrolio. Il costo finale alla pompa è infatti determinato da una combinazione di quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, margini della filiera, accise e IVA. È soprattutto la componente fiscale a contribuire alle differenze strutturali tra i diversi Paesi europei. In Italia il peso delle imposte sui carburanti è storicamente elevato e, dopo la progressiva riduzione degli interventi temporanei sulle accise, il vantaggio per gli automobilisti si è ridotto. Nei mesi scorsi il Governo era intervenuto con una serie di tagli, arrivati successivamente a una riduzione di pochi centesimi al litro: una misura costosa per i conti pubblici e quindi difficile da mantenere indefinitamente. 

Tra le ipotesi tornate sul tavolo c'è quella delle accise mobili, un meccanismo che potrebbe utilizzare parte delle maggiori entrate IVA legate all'aumento del prezzo del greggio per ridurre temporaneamente la tassazione sui carburanti. Questa soluzione potrebbe valere un risparmio alla pompa nell'ordine di 7-10 centesimi al litro. Il confronto europeo, inoltre, va letto con cautela: i prezzi cambiano rapidamente e le politiche fiscali nazionali possono essere modificate in risposta alle crisi energetiche. Eurostat ha rilevato che nel giugno 2026 i prezzi di carburanti e lubrificanti per il trasporto personale nell'Unione europea erano mediamente più alti del 13,7%rispetto a un anno prima; in Spagna l'aumento annuo della categoria era del 7,9%, tra i più contenuti dell'UE.

 

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La questione non riguarda soltanto il prezzo del petrolio. Le tensioni geopolitiche e l'andamento dei mercati energetici continuano a influenzare le quotazioni internazionali, con effetti che possono trasferirsi, con tempi diversi, sui prezzi praticati dai distributori. In Italia, intanto, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha dichiarato che il prezzo dei carburanti è cresciuto in linea con i mercati internazionali, sottolineando però che l'incremento italiano sarebbe stato inferiore rispetto a quello registrato in altri Paesi europei. Il Governo ha inoltre lasciato aperta la possibilità di nuovi interventi qualora la situazione lo rendesse necessario.

Per gli automobilisti, la situazione resta quindi quella di un mercato estremamente volatile. Con un pieno da 50 litri, ogni aumento di 10 centesimi al litro significa 5 euro di spesa aggiuntiva; un differenziale di 80 centesimi al litro, come quello indicato nel confronto con la Spagna per il gasolio, porterebbe invece a una differenza teorica di 40 euro a rifornimento. È anche per questo che il prezzo del carburante è diventato un tema centrale non solo per chi utilizza l'auto ogni giorno, ma anche per autotrasportatori, pendolari e famiglie. Il MIMIT mette a disposizione i dati aggiornati sui prezzi medi regionali e nazionali, strumenti utili per confrontare il costo del rifornimento e individuare le aree più convenienti. In un momento in cui benzina e diesel viaggiano su livelli elevati, controllare il prezzo prima di fermarsi al distributore può rappresentare una delle poche strategie immediate per contenere la spesa.

 

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