Contrordine Stellantis: sei mesi in più per passare da "concessionarie" ad "agenzie"

Contrordine Stellantis: sei mesi in più per passare da "concessionarie" ad "agenzie"
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Il nuovo modello di distribuzione e vendita, sarà posticipato a luglio 2023
30 novembre 2022

La scorsa settimana, il Gruppo Stellantis ha annunciato che vorrà prendere maggior “potere” per la vendita dei veicoli e oggi, nonostante l’annuncio di qualche giorno fa, ha rivisto i tempi del passaggio del modello di distribuzione e darà più tempo alle concessionarie per adattarsi al cambiamento. 

Diversamente da quello che è stato annunciato precedentemente, il lancio del modello di agenzia, avverrà per la prima volta nel luglio 2023 in quattro piccoli mercati: Austria, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi. 

Un concessionario coinvolto al cambiamento, ha dichiarato ad Automotive News Europe che: “Il passaggio all'agenzia è un cambiamento epocale, e accogliamo con favore l'idea di avere più tempo per mettere a punto tutti i dettagli”.

Un portavoce di Stellantis, in una dichiarazione fatta ad ANE, ha affermato che il cambio di tempistica consentirà ai concessionari e alla casa automobilistica di analizzare l’esito del modello di agenzia dopo sei mesi di operatività, per capire meglio come poter offrire al cliente il miglior servizio.

Per quanto riguarda i margini dei due modelli, sono completamente diversi. Infatti, nei contratti di franchising ci sono margini più elevati, questo perché i concessionari devono pagare i costi di inventario e branding, mentre i margini del modello agenzia sono inferiori perché il Gruppo assume il costo dell’inventario e del branding. 

Secondo Stellantis, il modello agenzia e i costi di distribuzione (incluso l’inventario e gli incentivi), verrebbero coperti dal Gruppo e si stima che questo tipo di spese rappresentino circa il 30% del prezzo di listino del veicolo

Tuttavia, questo nuovo modello ridurrebbe anche il margine dei concessionari, che ora si attesta a circa il 9% per prezzo del veicolo e secondo ANE, questa percentuale si ridurrebbe a circa il 4-5%

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