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Auto nuova, a benzina piuttosto che Diesel: quanto CO2 costi? 9 g/Km, circa

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Unione Petrolifera contro bonus-malus emissioni e blocchi circolazione. I dati sulle nuove immatricolazioni in Italia e il CO2 medio dichiarato peggiorano, per colpa della quota diesel in picchiata

Il motore diesel nelle auto va alla grande, tutti i giorni, specie se sono auto con qualche anno alle spalle e sfruttate per intesi usi lavorativi. Altrimenti? Si preferisce altro che il gasolio dentro un vibrante e male odoroso motore, lo sappiamo. Attenzione però, ambientalisti: l’ultimo dato che esce da ricerche di Unione Petrolifera mette in dubbio la scelta di pensionare i diesel anche per usi privati, almeno sotto alcuni punti di vista.

Oggi infatti, con i motori diesel Euro6D di nuova produzione ci sono le soluzioni abbattimento emissivo in grado di rispettare obiettivi di riduzione CO2, sia attuale sia di breve-medio termine, programmato a livello UE. Scegliere altro ha invece voluto dire, secondo i dati dello studio UP, far salire le emissioni di CO2 per colpa dei motori a benzina. Dati e frase da interpretare bene, sia chiaro, ma che testimoniano un fatto, anzi due: il calo di immatricolazioni auto nuove diesel in Italia (poco sotto al 44% nei primi mesi 2019) e l’aumento CO2 mediamente dichiarato nei nuovi libretti stampati (salito a poco oltre quota 120 g/km) + 9 g/km circa.

Giustamente dal loro lato fanno anche notare, in Unione Petrolifera, che il parco auto circolante italiano è tra i più datati in Europa, con mezzi ultradecennali che popolano le nostre strade (età media 10,8). Lo sappiamo tutti ma se questo è, un motivo soprattutto economico alla base, purtroppo, ci sarà. I nuovi modelli di auto con motore diesel, ecologico di gran lunga rispetto ai giustamente demonizzati fratelli Euro0/1/2/3/4, ma scartate, con poca spesa rispetto a un ricco elettrificato, potrebbero già “andare bene”. Banalmente, se incentivato come sostituto di un vecchio diesel, un nuovo diesel Euro 6D rispetta ampiamente i limiti sugli NOx e anche di particolato allo scarico, fino ai PM2,5.

La vicenda è certamente politica, ma ognuno è libero e dotato di intelligenza quanto basta, per decidere nelle proprie azioni. E allora sfatano anche il mito delle Zero Emissioni, all’ultimo Forum Automotive milanese, “occorre valutare l’incidenza complessiva del binomio veicolo-vettore energetico nell’intero ciclo di vita (LCA)” ricordano sempre a margine dello studio UP, criticando la campagna bonus-malus emissioni e i blocchi circolazione a tappeto.

State tranquilli, se la situazione vi sembra fumosa (non solo di gasolio incombusto) entro fine settimana ci aggiorniamo con i nuovi dati dagli Stati Generali della Mobilità; dove ad aver voce però non saranno solo i petrolieri.

  • kevin666, Stazzano (AL)

    purtroppo con i blocchi alla circolazione e i prezzi del carburante "pilotano" il mercato....a prescindere...
  • EColi

    Capisco che il diesel vada disincentivato nelle città per via del particolato (magari le automobili in generale, nella città) che nelle città è appunto un problema, anche a spese di un aumento della CO2 e un maggior consumo di idrocarburi.
    Ma FUORI dalle città, dove il particolato non è un problema (da me non è un problema neanche d'inverno quando la gente scalda a legna, per dire) non sono ancora meglio le auto diesel (non dimentichiamo che oltre al carburante in meno consumato e quindi la co2 in meno immessa nell'ambiente, il gasolio stesso è meno raffinato della benzina e richiede meno energia per produrlo, motivo per cui, escluse le tasse, costa meno della benzina)? Non andrebbero ancora incentivate rispetto alle auto a benzina, che hanno vantaggi solo nel particolato?
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