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C'è un confine sottile tra ispirazione e imitazione, e la SAIC Z7 sembra danzarci sopra con una certa disinvoltura. La nuova berlina elettrica cinese, nata dalla collaborazione tra SAIC Motor e il colosso tecnologico Huawei, è destinata a far parlare di sé non solo per la scheda tecnica decisamente aggressiva, ma soprattutto per un aspetto che balza agli occhi al primo sguardo: la somiglianza con la Porsche Taycan è impressionante.
L'industria automobilistica cinese ha compiuto passi enormi negli ultimi anni, presentando modelli sempre più originali e tecnologicamente sofisticati, capaci di competere ad armi pari con i costruttori europei e americani. Eppure, proprio quando il capitolo delle "copie" sembrava definitivamente chiuso, la Z7 riapre il dibattito con prepotenza.
La silhouette generale, i gruppi ottici diurni, le prese d'aria verticali nel paraurti anteriore, gli inserti aerodinamici in tinta carrozzeria sulle ruote: ogni elemento sembra rimandare alla sportiva elettrica di Zuffenhausen. E non finisce qui, perché accanto alla berlina è prevista anche la SAIC Z7T, una variante station wagon che ripropone lo stesso schema stilistico, ricalcando da vicino le forme della Porsche Taycan Sport Turismo. Posteriore, firma luminosa, diffusore: il vocabolario estetico è quello della vettura tedesca, declinato su un corpo vettura dal passo cinese.
Entrambe le carrozzerie verranno presentate ufficialmente il 31 marzo e si inseriranno in un segmento del mercato cinese in forte crescita, dove a dettare legge è attualmente la Xiaomi SU7.
Se il vestito ricorda Stoccarda, sotto la pelle il progetto è squisitamente cinese. La Z7 nasce all'interno della Harmony Intelligent Mobility Alliance (HIMA), l'alleanza industriale guidata da Huawei, e abbandona la piattaforma Nebula sviluppata internamente da SAIC per adottare la piattaforma Tuling del gigante tech di Shenzhen. Si tratta di un'architettura progettata specificamente per veicoli elettrici di fascia medio-alta, con gestione elettronica centralizzata, predisposizione per sistemi di guida autonoma avanzata e sospensioni pneumatiche regolabili.
Lo schema prevede un doppio braccio oscillante all'anteriore e una sospensione indipendente a cinque bracci al posteriore, una configurazione pensata per garantire stabilità e comfort anche alle alte velocità, esattamente ciò che serve a una berlina elettrica con ambizioni sportive.
I numeri della SAIC Z7 non lasciano indifferenti. La piattaforma lavora a 800 volt e la variante più potente, dotata di trazione integrale con tre motori elettrici (due anteriori e uno posteriore), dovrebbe erogare circa 517 cavalli e 700 Nm di coppia, con uno scatto da 0 a 100 km/h dichiarato in 3,9 secondi.
Sul fronte dell'autonomia, sono attese due configurazioni di batteria, sviluppate da Huawei in collaborazione con CATL sotto il marchio Jujing: un pacco da 80 kWh per la versione d'ingresso e uno da 100 kWh per quella a maggior percorrenza, che dovrebbe superare i 700 km nel ciclo CLTC. Un valore da prendere con le dovute cautele, considerando che il ciclo cinese è notoriamente più generoso rispetto al WLTP europeo.
L'abitacolo della Z7 punta tutto sulla digitalizzazione. Il cuore del sistema di infotainment è il display tattile 4D "Sunflower", affiancato da uno schermo dedicato al passeggero anteriore, soluzione ormai sempre più diffusa tra le elettriche premium. Il volante è di taglio sportivo, e per il lancio SAIC ha scelto di presentare l'interfaccia digitale con un tocco inaspettato: sfondi ispirati a capolavori dell'arte come La Notte Stellata di Van Gogh, la Monna Lisa di Leonardo da Vinci e la Ragazza con l'orecchino di perla di Vermeer. Un dettaglio che vuole comunicare ambizione culturale, oltre che tecnologica.
C'è un elemento che permette di distinguere la Z7 dalla Taycan senza dover leggere il badge: il sensore LiDAR posizionato sopra il parabrezza. È il biglietto da visita del sistema di guida assistita Huawei, pensato per abilitare funzionalità di guida automatizzata di livello avanzato. Un dettaglio che racconta anche la vera ambizione di questo progetto: non limitarsi a "sembrare" una Porsche, ma offrire un pacchetto tecnologico che la Taycan, almeno in questa fase, non propone.
Altro elemento interessante sono le maniglie delle porte semi-incassate, una scelta che anticipa la nuova normativa cinese prevista per il 2027, che vieterà le maniglie completamente elettroniche a seguito di diversi incidenti gravi registrati negli ultimi anni. La firma luminosa posteriore, denominata "Star River", è composta da una barra LED continua che attraversa tutto il retrotreno.
Secondo le prime indiscrezioni, la SAIC Z7 dovrebbe posizionarsi in una fascia di prezzo compresa tra 250.000 e 350.000 yuan, equivalenti a circa 32.000 e 45.000 euro al cambio attuale. Un listino che la colloca in concorrenza diretta con la Xiaomi SU7, che parte da circa 215.900 yuan (27.200 euro) nella versione base e arriva fino a oltre 529.900 yuan (66.750 euro) nell'esclusiva variante Ultra.
Il posizionamento è chiaro: offrire un'alternativa premium nel mercato delle berline elettriche cinesi, con un rapporto tra contenuti tecnici e prezzo difficilmente replicabile dai costruttori europei. Che poi il vestito ricordi un po' troppo quello di una certa sportiva tedesca, beh, è un dettaglio che a Pechino sembra non preoccupare granché.
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