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Le golf car elettriche stanno diventando una presenza sempre più diffusa nel cuore di Roma, trasformandosi da semplici mezzi per resort e campi da golf a vere alternative di mobilità turistica urbana. Tra Piazza Navona, Pantheon e le vie del centro storico, questi veicoli a zero emissioni vengono impiegati da hotel di lusso e operatori privati per accompagnare turisti alla scoperta della città.
Secondo quanto emerso negli ultimi giorni, la Regione Lazio starebbe valutando una proposta per riconoscere ufficialmente le golf car elettriche, inserendole in un quadro normativo finora poco chiaro. Attualmente, molti di questi mezzi circolano grazie a classificazioni ibride, spesso come quadricicli o addirittura autovetture elettriche, che consentono loro l’accesso alle ZTL e alle strade urbane.
L’obiettivo delle istituzioni sarebbe quello di incentivare una mobilità sostenibile, riducendo l’impatto dei bus turistici e offrendo soluzioni più leggere e meno inquinanti per il trasporto nel centro storico. Tuttavia, dal 2026 anche le auto elettriche dovranno pagare per accedere alla ZTL romana, con costi che possono arrivare fino a 1.000 euro all'anno.
Le golf car sono veicoli progettati per contesti protetti e a bassa velocità, spesso privi di dotazioni di sicurezza fondamentali come airbag, portiere rinforzate o strutture antiurto. A ciò si aggiunge il problema della concorrenza con taxi e NCC, che denunciano una disparità normativa: mentre questi ultimi devono rispettare licenze, esami e regolamenti stringenti, le golf car opererebbero in una sorta di “zona grigia”.
Episodi recenti, come la circolazione di una golf car sul Grande Raccordo Anulare o sulla Roma-Fiumicino, hanno ulteriormente acceso il dibattito pubblico, evidenziando lacune legislative e difficoltà nei controlli.