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DTM 2018, Misano. Gara 1 a Di Resta, seguono Frijns e Mortara

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Scintille in Gara 1, prima uscita notturna del DTM. Colpo di scena 'mondiale' e tanta suspance fino all'ultima curva

DTM 2018, Misano. Gara 1 a Di Resta, seguono Frijns e Mortara

Ore 22:35 e prende il via la prima gara in notturna della storia del DTM. Le condizioni della pista hanno indotto alcuni piloti a tenere le rain, mentre altri sono partiti con le slick, come Mortara. Al via Di Resta si tiene stretto la prima piazza conquistata in qualifica, ma dietro si fa vedere subito Gary Paffett con la seconda Mercedes AMG C63 DTM. Dopo i primi giri i due prendono il largo e il primo degli inseguitori è di nuovo una Mercedes, con Mortara che tenta di tenere il passo dei primi due.

Guai per Rast che perde 4 posizioni e si ritrova in settima piazza con la sua RS 5 DTM, preso a lottare con un branco di lupi di nome Muller, Auer e Juncadella, che fa segnare il miglior giro dopo i primi 10 minuti in 1:37:007. Nel frattempo i box si affollano con tutti i piloti che cambiano coperture visto che la pista va sempre più asciugandosi. Dopo una frenetica danza è in testa Juncadella con la C63 DTM, seguito dai due alfieri BMW Farfus e Spengler. Proprio in questa fase di gara, dove tutti si stavano dando da fare per guadagnare posizioni, avviene un imprevisto clamoroso in ottica campionato. Alla curva della Quercia Paffett accusa un problema tecnico ed è costretto ad allargare la traiettoria. Dietro di lui Mortara, in lotta con Muller, tocca pesantemente la sua Mercedes, provocando la rottura di un braccetto e costringendo il campione a ritirarsi. 

Dopo questa prima safety car, alla ripartenza, c’è un altro spiacevole ‘incontro’. Si tratta del pilota Audi, René Rast, dell’alfiere BMW Bruno Spengler e di quello Mercedes Lucas Auer; che nello stesso punto del contatto tra Mortara e Paffett, vanno in testacoda e si scontrano, riportando danni ingenti alle loro vetture. Per questo trio arriva quindi il ritiro a metà gara esatta. Si riparte così con le 14 macchine rimaste in gara e allo spegnimento del semaforo è Farfus che prende il largo con la M4 DTM, seguito da Eng e Di Resta, che danno vita a un accesissimo scontro per la seconda piazza. Mortara con la Mercedes segue più staccato e adesso, con le condizioni della pista che si assestano, anche le posizioni vanno sempre più consolidandosi. Eng nel frattempo si porta in testa approfittando di un pit stop di Farfus. 

Scintille in quarta e quinta posizione tra Glock (BMW) e Juncadella (Mercedes). Mentre Duval che a ogni passaggio firma il nuovo giro veloce con la sua RS5 DTM, è in forma e si sta riportando sul duo a metà top ten, ma deve guardarsi dagli attacchi del compagno di marca Robin Frijns. A 10 minuti dalla fine della corsa Di Resta è caldissimo e ormai sembra pronto a mangiarsi Eng. Pratica smaltita alla Quercia, che rimane il miglior punto per superare. Il portacolori BMW vede sfilare anche l’altro pilota Mercedes, Edoardo Mortara, al Tramonto e adesso il duo dei piloti della Stella ha 8 minuti per decidere chi taglierà il traguardo in testa. Eng deve anche lasciare strada agli arrembanti Duval, Frijns, e Muller, che sembrano aver trovato il ritmo giusto. Nelle prime posizioni arriva ancora un colpo di scena con la C63 DTM di Juncadella che si ferma al Carro e lascia a piedi lo spagnolo. Adesso Frijns si porta sui rivali Mortara e Di Resta e sembra intenzionato a rompere le uova nel paniere ai due di Mercedes. 

Ultimo giro, Di Resta chiede tutto alla sua vettura e si stacca dagli altri due, che dalla Quercia in poi danno vita a un incontro di box su quattro ruote, con il driver Audi che prova l’incrocio al Tramonto ma non passa, allora si mette dietro con Mortara che protegge l’interno prima del Curvone, ultimo tentativo al Carro e Frijns non si lascia pregare. Mortara allunga di quel centimetro di troppo e viene beffato a 2 curve dal traguardo. Di Resta si prende la gara e riapre il campionato. Seguono Duval, Muller e Wehrlein. Glock, Eng, Wittmann e Rockenfeller chiudono la top ten. Tredicesima piazza per Zanardi, che alla fine può dire di non essere arrivato ultimo, con la sua M4 DTM. Il bolognese ha comunque mantenuto un ritmo costante e ha dato prova di sapersi destreggiare in una categoria difficile come questa.  

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