WRC26 #03 Kenya. D1. Solberg prova a sbancare, come al Monte-Carlo [VIDEO]

Pubblicità
Roulette meteo, e il giovane Solberg piazza il primo “ace” da 30 secondi. Dopo appena due Speciali, Evans è a 33 secondi, Ogier e Katsuta a più di un minuto. La pioggia ha fatto la differenza, e potrebbe farla ancora. 10 Rally1, meno di 30 partenti
12 marzo 2026

Naivasha, Kenya, 12 Marzo. Fantastico Kenya e meraviglioso Safari. Non ci stancheremo mai di provare queste sensazioni. Questo è un Paese che ti strega, e tutto quel che vi accade è magia. Figuriamoci il Rally che qui ha trovato una delle sue strabilianti essenze. È durissimo, assolutamente imprevedibile, variabile, è un mettersi alla prova e lasciarsi alle spalle il confine del fatalismo. È correre e vivere un’esperienza unica. Come una sfida al meteo di un Monte-Carlo, sui mille all’ora di un Finlandia, tra i sassi di un Acropoli, nella polvere di un Messico o un Argentina, nel paradiso del Sardegna. Limite e atmosfera, sfidarsi consapevoli che può non bastare. Ma quando ne esci, e se ne esci vincitore…

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Si arriva alla 74ma edizione e ci si arriva dopo che un clamoroso Oliver Solberg ha vinto il “Monte” e un maturo Elfyn Evans si è aggiudicato lo Svezia ed è passato in testa al Mondiale 2026, primo di quattro Equipaggi Toyota in fila. Al Kenya della terra rossa, dei temporali e del sole che spacca le pietre, della polvere fesh-fesh che diventa palude di fango, torna Sébastien Ogier a misurarsi sulle 20 prove speciali per 340 chilometri. Chilometri che qui non sono come altrove. Possono essere un attimo e l’eternità, portarti in paradiso o all’inferno. Cioè, il Rally, il Mondiale, al massimo del suo potenziale agonistico e di nervi, e dello spettacolo.

E si comincia subito forte. Intanto ha piovuto molto nei giorni scorsi, e il terreno ne trattiene la memoria mostrandosi difficile, certamente più dello scorso anno. Lo shakedown vinto da Thierry Neuville non deve essere visto come un’anomalia, è il “sospetto” che le Hyundai stiano andando avanti nella non facile operazione di incunearsi tra le Toyota. Poi arriva la prima speciale, la Camp Moran che è una delle due lunghe, oltre 24 chilometri, e si entra nel vivo. Oliver Solberg si butta a testa bassa, come al Monte-Carlo, si fa dare una mano dal meteo e sbanca subito. Trenta secondi tondi, secchi, a Evans, più di un minuto a Ogier e Katsuta, Neuville a oltre due minuti. Funziona così. Oliver ha trovato “bel tempo” o quasi, gli altri sono andati progressivamente incontro alla pioggia e dentro al fango.

C’è ancora davanti praticamente tutto il Rally. Al momento i margini sono nominali e troppo lontani dalla “versione” definitiva cui possono andare incontro. È una questione più altro di esperienza e psicologica, di nervi. Non basta dire “non mi arrendo, il rally è ancora lungo” (che è la frase di rito, un po’ scaramantica, ma mai così pertinente come al Safari), bisogna essere in grado di sostenerla davvero.

Tanto più che il secondo giorno ricomincia come il primo, con la seconda volta della Camp Moran, più altre sette speciali, tra cui i nomi fatali di Kedong o Loldia, per un totale di 125 chilometri, il giorno iù lungo del Rally.

© Immagini. Toyota TGR, Red Bull Content Pool, Hyundai Motorsport, Ford M-Sport, WRC.com, Lancia Corse

74° Safari Rally Kenya. End of day one (Thursday):

1 Oliver Solberg/Elliott Edmondson (Toyota GR YARIS Rally1) 30m18.6s

2 Elfyn Evans/Scott Martin (Toyota GR YARIS Rally1) +33.3s

3 Sébastien Ogier/Vincent Landais (Toyota GR YARIS Rally1) +1m05.1s

4 Takamoto Katsuta/Aaron Johnston (Toyota GR YARIS Rally1) +1m15.3s

5 Sami Pajari/Marko Salminen (Toyota GR YARIS Rally1) +2m06.4s

6 Thierry Neuville/Martijn Wydaeghe (Hyundai i20 N Rally1) +2m21.9s

7 Jon Armstrong/Shane Byrne (Ford Puma Rally1) +2m32.2s

8 Adrien Fourmaux/Alexandre Coria (Hyundai i20 N Rally1) +2m38.1s

9 Esapekka Lappi/Enni Mälkönen (Hyundai i20 N Rally1) +2m52.9s

10 Gus Greensmith/Jonas Andersson (Toyota GR Yaris Rally2) +3m42.5s

Pubblicità