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Le polemiche sulla Ferrari Luce non accennano a spegnersi, ma questa volta l'affondo esce dal recinto dei puristi dei motori per trasformarsi in un durissimo scontro politico e industriale. A lanciare la pietra è Carlo Calenda, leader di Azione, che in una recente video-intervista ha usato parole al vetriolo contro la prima hypercar 100% elettrica di Maranello e, soprattutto, contro i vertici dell'azienda.
Subito dopo alcune battute rubate all'ex presidente Luca di Montezemolo (anch'egli notoriamente scettico sul nuovo corso), il microfono è passato a Calenda, che non ha usato giri di parole per manifestare tutto il suo disappunto per un marchio che conosce molto bene dall'interno.
Calenda, infatti, rivendica il suo passato manageriale a Maranello, dove ha lavorato dal 1998 al 2004, vivendo l'epoca d'oro di modelli iconici come la 360 Modena o la 456, oltre ai trionfi epici della Scuderia in Formula 1. Proprio in nome di quel retaggio, la bocciatura della Luce è totale.
"La nuova Ferrari Luce è un vergognoso insulto alla storia della Ferrari, un gigantesco flop, un rischio per il marchio" ha tuonato Calenda. La critica più feroce è riservata al design di rottura, che rinnega le prese d'aria classiche a favore di linee iper-aerodinamiche: "Ha deciso che deve essere una saponetta, deve essere più vicino a una lavatrice, e tira fuori una macchina indegna. È un insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari o, come nel mio caso, ci ha lavorato".
Ma l'estetica della vettura è solo la punta dell'iceberg e l'analisi di Calenda si sposta rapidamente sulle scelte aziendali e manageriali, trasformandosi in un attacco diretto e personale al Presidente di Ferrari ed Exor, John Elkann.
Secondo il politico, la Luce è solo l'ultimo tassello di un disimpegno sistemico: "Io non riesco a capire come nessuno dica niente" accusa Calenda davanti alle telecamere, prima di lanciare un vero e proprio appello al mondo dell'industria. "Qualcuno lo fermerà? C'è qualcuno che lo ferma prima che la distruzione di ogni singolo asset che ha ereditato - e non costruito - sia completa?".
Un concetto che Calenda ha poi ribadito anche sui suoi canali social, accusando la gestione Elkann di aver "semidistrutto o alienato" marchi storici del Made in Italy come Magneti Marelli, Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Maserati e Iveco, fino ad arrivare a Juventus e ai grandi gruppi editoriali. La Ferrari Luce, nata per traghettare il Cavallino nel futuro a zero emissioni, si conferma così l'auto più divisiva e chiacchierata della storia recente, capace di infiammare non solo i forum di appassionati, ma anche l'agenda politica del Paese.