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La transizione ecologica della Ferrari sta assumendo i contorni di un vero e proprio terremoto identitario. Dopo le accese polemiche politiche sollevate nelle scorse ore (con il duro attacco di Carlo Calenda ai vertici Exor), ora è una delle figure più influenti della storia di Maranello a sganciare un carico da novanta sulla Ferrari Luce, la prima vettura 100% a batterie del marchio.
E il mittente non è uno qualunque. Si tratta di Luca Cordero di Montezemolo, l'uomo che ha guidato l'azienda nell'era d'oro dei trionfi mondiali di Michael Schumacher e che ha contribuito a rendere il brand uno dei più forti al mondo.
Il "fattaccio" si è consumato davanti all'obiettivo dei colleghi di CNC Media. Intercettato dai microfoni della testata, a Montezemolo è stata posta la domanda che tutti i puristi dei motori si stanno facendo in questi giorni: l'elettrificazione è una semplice evoluzione naturale per la Ferrari o rappresenta una rottura irreparabile con il DNA dell'iconico marchio?
La risposta dell'ex presidente, immortalata in un video che sta già spopolando sui social, è un concentrato di sdegno trattenuto e condanna assoluta. Di fronte alla richiesta di un parere, Montezemolo ha inizialmente provato a mordersi la lingua: "Se dovessi dire quello che penso vorrei dire delle cose molto spiacevoli, quindi preferisco non commentare".
Ma è la chiosa finale ad alzare un vero e proprio polverone e, visibilmente amareggiato dalla direzione intrapresa, l'ex manager ha chiuso l'intervento con una frase che suona come una scomunica senza appello per il progetto: "Spero solo che qualcuno tolga il Cavallino da quella macchina, va bene?" "Se dovessi dire quello che penso vorrei dire delle cose molto spiacevoli, quindi preferisco non commentare".
Le parole di Montezemolo pesano come macigni. Non sono soltanto lo sfogo di un appassionato visceralmente legato al rombo dei motori V12 endotermici, ma danno voce al malessere di un'ampia fetta della clientela storica. Affermare di voler "togliere il Cavallino" significa disconoscere la natura stessa della vettura, giudicandola letteralmente "non degna" di portare avanti l'eredità fondata da Enzo Ferrari.
Mentre la dirigenza attuale festeggia la presentazione istituzionale al Quirinale, fuori dai palazzi il dibattito si fa sempre più rovente. La Ferrari Luce doveva rappresentare il ponte tecnologico di Maranello verso il futuro e, per ora, a giudicare dalle reazioni, sembra aver innalzato soprattutto un muro altissimo con il suo glorioso passato.