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Comprare la Ferrari Luce non sarà necessario per avere accesso agli altri modelli del Cavallino. Ferrari lo ha chiarito in queste ore a Maranello, rispondendo a una domanda diretta del nostro Emiliano Perucca Orfei dopo le indiscrezioni pubblicate da Bloomberg sul sistema di assegnazione delle vetture più esclusive.
La questione nasce da un articolo, pubblicato nelle scorse ore da Bloomberg, secondo cui la Casa starebbe utilizzando gli ordini della nuova elettrica come una sorta di test di fedeltà per i clienti più facoltosi. In sostanza, acquistare la Luce potrebbe aiutare alcuni collezionisti a conservare o migliorare la propria posizione nelle liste per i modelli più desiderati. Ma Ferrari smentisce categoricamente.
A domanda diretta, Ferrari ha infatti escluso che l’acquisto della Luce possa rappresentare un requisito per poter comprare in futuro altre vetture della gamma, comprese quelle più esclusive.
Da una parte c’è il rapporto storico tra Ferrari e i suoi clienti, che può effettivamente avere un peso nell’assegnazione delle serie limitate. Dall’altra c’è l’ipotesi, negata dalla Casa, che un singolo acquisto possa diventare una condizione necessaria per accedere ad altri modelli. In altre parole, Ferrari non nega che la fedeltà al marchio conti, ma nega che la Luce sia un passaggio obbligato.
Secondo Bloomberg, il messaggio che l’acquisto della Ferrari Luce potesse favorire l’accesso a future vetture esclusive sarebbe stato trasmesso in alcune aree della rete dei collezionisti.
Il quotidiano finanziario ha raccolto le testimonianze di diversi investitori e clienti, rimasti anonimi per ragioni di riservatezza. Uno di loro avrebbe riferito che acquistare la Luce fosse importante per mantenere la propria posizione tra i clienti di maggior rilievo. Un altro avrebbe parlato di un possibile percorso verso future one-off o serie speciali attraverso l’acquisto della Luce o di modelli di produzione ordinaria.
Ferrari aveva già risposto a Bloomberg affermando di non incoraggiare clienti e collezionisti ad acquistare una vettura con il solo scopo di compiacere la Casa. La risposta fornita ora ad Automoto.it è ancora più esplicita: nessuno dovrà comprare la Ferrari Luce per ottenere il diritto di accedere ad altri modelli.
Ferrari produce meno di 14.000 automobili all’anno e utilizza da tempo criteri selettivi per l’assegnazione delle vetture più rare. Per le serie limitate, le hypercar, i progetti Icona e le one-off, la Casa tiene conto anche della relazione costruita nel tempo con il cliente: numero di vetture possedute, partecipazione alla vita del marchio e continuità del rapporto con la rete.
È un meccanismo comune nel mondo del lusso, dove la disponibilità dei prodotti più esclusivi viene spesso riservata ai clienti più consolidati. Il punto centrale, però, è un altro: la storia del cliente può contare, ma non esiste un obbligo di acquistare uno specifico modello per poter accedere al successivo.
La Ferrari Luce è la prima automobile completamente elettrica nella storia del Cavallino e rappresenta una forte rottura rispetto alla tradizione del marchio. Ha quattro porte, cinque posti e un’impostazione molto diversa da quella delle Ferrari più convenzionali. Il design, sviluppato con LoveFrom, lo studio fondato dall’ex responsabile del design Apple Jony Ive insieme a Marc Newson, ha suscitato reazioni molto polarizzate.
Una parte del pubblico ha criticato le forme morbide e le superfici pulite, considerate troppo lontane dall’immagine tradizionale di Ferrari. Anche per questo l’ipotesi che la Luce potesse essere utilizzata come strumento per rafforzare la posizione dei clienti ha fatto rapidamente discutere. Il prezzo annunciato, circa 550.000 euro, rende inoltre la questione ancora più sensibile.
La precisazione raccolta a Maranello chiarisce quindi il punto più importante. Comprare la Ferrari Luce non sarà necessario per accedere ad altre Ferrari, né costituirà formalmente un biglietto d’ingresso per modelli più esclusivi.
Il rapporto storico con la Casa continuerà ad avere un ruolo nella selezione dei clienti per le vetture più rare, ma Ferrari esclude che la sua prima elettrica diventi una tappa obbligatoria all’interno di questo percorso.