Dopo le auto i camion elettrici: la Cina prepara la nuova rivoluzione della mobilità

Dopo le auto i camion elettrici: la Cina prepara la nuova rivoluzione della mobilità
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Dopo il boom delle auto elettriche, la Cina accelera anche sui camion... elettrici. Tra incentivi, tecnologia e costi di gestione sempre più bassi, i costruttori cinesi puntano a conquistare un nuovo mercato globale. Ecco numeri, strategie e prospettive dell'ultima rivoluzione della mobilità Made in China
11 luglio 2026

La rivoluzione cinese delle auto elettriche potrebbe presto essere seguita da quella dei camion elettrici. Già, perché dopo aver conquistato la leadership mondiale nelle vetture a batteria, la Cina punta a replicare lo stesso modello nel trasporto pesante, sostenuta da politiche industriali, innovazione tecnologica e una crescente domanda internazionale.

L'obiettivo del Dragone è chiaro: trasformare un settore ancora fortemente legato al diesel in uno dei nuovi motori della mobilità a zero emissioni. Pechino ha già fissato un traguardo preciso: entro il 2030 il 40% dei nuovi camion pesanti venduti nel Paese dovrà essere a nuova energia, mentre oltre l'80% dei mezzi impiegati sulle tratte brevi nell'area della capitale cinese dovrà essere elettrico.

Si tratta di un piano che ricorda quello avviato oltre dieci anni fa per le auto elettriche, quando il Dragone aveva fissato al 20% la quota di mercato delle vetture a nuova energia entro il 2025. Quel target è stato ampiamente superato: nel 2024 oltre la metà delle nuove auto vendute in Cina era elettrica o ibrida plug-in, quota che oggi ha superato il 60%.

Ebbene, la stessa traiettoria sembra delinearsi anche per i camion. Secondo i dati della International Energy Agency, nel 2025 circa un quarto dei camion venduti in Cina era elettrico, contribuendo a far raddoppiare le vendite mondiali del segmento oltre quota 400.000 unità. La crescita è stata favorita dalla riduzione del costo delle batterie e da costi operativi ormai competitivi rispetto ai modelli diesel. In alcuni casi, infatti, il costo complessivo di utilizzo di un camion elettrico nell'arco di cinque anni ha raggiunto la parità con quello di un mezzo tradizionale, rendendo la transizione sempre più conveniente anche per gli operatori logistici.

La rivoluzione dei camion elettrici guidata dalla Cina (e da Sany)

Come ha spiegato la CNBC, nel corso del 2026 l'aumento dei costi del petrolio e dei trasporti marittimi ha accelerato la domanda internazionale di camion elettrici prodotti in Cina. Emblematico il caso del costruttore Sany, che ha ricevuto da un cliente estero la richiesta di consegnare entro la fine di giugno un ordine di circa 880 camion elettrici, definito dall'azienda il più grande lotto mai esportato dalla Cina.

Fino  a pochi mesi fa l'adozione dei mezzi elettrici pesanti fuori dal mercato cinese era prevista nell'arco di tre- cinque anni, ma il rincaro del diesel ha cambiato rapidamente gli scenari. Nonostante fuori dalla Cina un  camion elettrico continui a costare mediamente almeno il doppio di uno diesel, la prospettiva di ridurre drasticamente le spese operative convince sempre più flotte e aziende di trasporto.

La strategia industriale cinese punta inoltre sull'integrazione verticale della filiera. A proposito: la citata Sany, entrata nel mercato dei veicoli elettrici appena cinque anni fa, ha già smesso di vendere camion diesel sul mercato interno e dispone di uno stabilimento altamente automatizzato a Changsha capace di produrre fino a 300.000 camion all'anno utilizzando componentistica realizzata quasi interamente in Cina. Intanto anche altri protagonisti delle auto cinesi, da BYD ai produttori di batterie come CATL, stanno ampliando la presenza internazionale con fabbriche e centri produttivi in Asia, Europa e Americhe, rafforzando una filiera che potrebbe replicare all'estero il successo ottenuto nel settore delle auto elettriche.

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L'avvento dei camion cinesi ecologici

Il quotidiano South China Morning Post ha aggiunto un particolare interessante: la diffusione dei camion elettrici rappresenta anche una risposta alla crescente volatilità dei mercati energetici. Nel 2025 le vendite di camion pesanti elettrici in Cina sono aumentate del 182%, raggiungendo 231.100 unità, mentre nel solo mese di dicembre i modelli a nuova energia hanno superato per la prima volta quelli diesel rappresentando il 54% delle immatricolazioni.

L'accelerazione è sostenuta da incentivi pubblici, batterie sempre più performanti e infrastrutture di ricarica dedicate ai grandi mezzi. Alcune province, come lo Shanxi, offrono contributi fino a 140.000 yuan per l'acquisto di nuovi camion elettrici e agevolazioni fiscali sul noleggio delle batterie. I vantaggi economici sono concreti: secondo test effettuati dagli operatori locali, un camion elettrico destinato al trasporto del carbone può percorrere un chilometro con un costo di circa 1,6 yuan  contro i 3-3,5 yuan richiesti dal solo carburante di un mezzo diesel.

Il risultato è che la Cina controlla ormai il mercato globale del settore: i costruttori cinesi rappresentano circa l'80% delle vendite mondiali di camion elettrici e dominano un comparto nel quale Europa, Stati Uniti e India restano ancora indietro, con quote inferiori all'1% del mercato dei mezzi pesanti. La combinazione tra politiche industriali, controllo della filiera delle batterie e capacità produttiva potrebbe quindi consentire ai marchi cinesi di ripetere con i camion quanto già avvenuto con le auto elettriche, trasformando i camion elettrici nella prossima grande sfida della mobilità globale.

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